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domenica 30 giugno 2019

Pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, il nuovo Regolamento sugli inquinanti organici persistenti

Pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, il nuovo Regolamento sugli inquinanti organici persistenti (che è andato a sostituire, abrogandolo, il precedente Regolamento CE 850/2004).
Va evidenziato come, per quanto riguarda le diverse sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), l'Unione Europea continui a considerare un inquinante organico persistente (POP) i soli PFOS (il cui utilizzo, per inciso, non è stato del tutto vietato, essendone ammesso l'uso nelle condizioni e/o deroghe di cui all'Allegato 1 - Parte A dello stesso regolamento)
Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea
L 169
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=uriserv%3AOJ.L_.2019.169.01.0045.01.ITA&toc=OJ%3AL%3A2019%3A169%3ATOCaudizione&fbclid=IwAR29AY7IgX0lXVwBC04-P0C1VxFTrsVAOVNR9vtXSyS0Wk8UqJyJeCeH5Lk

domenica 12 maggio 2019

Rubrica pillole di Pfas: visto l'annuncio che tra dieci giorni sarà istituito il tavolo tecnico per la fissazione dei limiti dei pfas

Luciano Panato ha condiviso un link.
Rubrica pillole di Pfas: visto l'annuncio che tra dieci giorni sarà istituito il tavolo tecnico per la fissazione dei limiti dei pfas. Pensiamo sia cosa uitle ripubblicare qesta audizione dei ricercatori del Cnr- Irsa alla commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. in tale incontro vi è stata una ampia disamina della materia sui limiti dei pfas per quanto riguarda normative europee, italiana regionali.. un buon approccio per seguire l'iter che partira tra pochi giorni nelle sedi competenti. Buona lettura:
documenti.camera.it

domenica 4 novembre 2018

Favori giganteschi alle multinazionali. Mille miliardi all’anno di evasione…

Rubrica pillole di Pfas:Oggi il Corriere del Veneto riporta alcune dichiarazioni degli operai Miteni in presidio allo stabilimento, dopo la dichiarazione di fallimento da parte della Icig. i lavorator,i non fanno sconti alla società che ha rilevato la fabbrica dai colossi della chimica come Eni e Mitsbushi. basta questa frase lapidaria: "dopo l'acquisto da parte di Icig zero investimenti". Eppure l'Icig ha sede legale e fiscale in Lussemburgo. paradiso fiscale creato dall'attuale presidente della commissione Europea Junker. ecco cosa scrive L'Espresso in edicola questa settimana: "una voragine nei conti dei 28 paesi dell'Unione Europea: mille miliardi di euro all'anno, tra elusione e evasione fiscale. Multinazionali che non pagano le imposte e smistano decine di miliardi di dollari dei loro profitti, accantonati grazie ad operazioni finanziarie privilegiate in Lussemburgo, verso altri paradisi fiscali "tax free"...." su tutto ciò ha cercato di indagare una speciale commissione del parlamento europeo, con paletti, che praticamente hanno minato il lavoro di tale commissione. ecco cosa afferma una parlamentare che ha fatto parte della commissione: " sapevamo che c'era una evasione di massa. E sapevamo che c'era una colossale elusione fiscale con le multinazionali protagoniste.... leggendo le carte, abbiamo scoperto che il principio di tax rulling rea conosciuto da venti anni. insomma come conclude l'articolo dell'Epresso a firma di Paolo Biondani e Leo Sisti il granducato ha un pil elevato grazie alle tasse evase in un Europa che affonda. bene, anzi male, di fronte a tutto ciò alla Icig, che ai soggetti istituzionali e non che le chiedono di pagare la bonifica, risponde che mostrerà i bilanci in perdita della Miteni, dei governanti seri dovrebbero rispondere per le rime e chiedere alla Icig i veri conti del gruppo, ben custoditi nel paradiso fiscale lussemburghese. cari amici dei cinque stelle e cari leghisti di prima gli italiani questo è un vostro compito. i poteri forti si contrastano con azioni forti non con contumelie. Ps: tutto ciò vale anche per il maggior partito all'opposizione.
Informazioni su questo sito web
espresso.repubblica.it
Favori giganteschi alle multinazionali. Mille miliardi all’anno di evasione…
Commenti

mercoledì 5 settembre 2018

Rubrica pillole di Pfas

Rubrica pillole di Pfas: Chi si occupa di ambiente (e continua a lamentarsi della mancanza e/o carenza di controlli da parte di ARPAV) dovrebbe leggersi con attenzione la sottostante DGRV (anche per capire quanto poco la tutela ambientale sia effettivamente di interesse per chi, da tempo immemore, sta governando la Regione Veneto).
La stessa Giunta regionale afferma, nella propria delibera, che dal 2010 al 2017 ARPAV ha avuto una riduzione del 23% degli effettivi (sarebbe interessante conoscere, al proposito, l'eventuale riduzione di personale del decennio precedente), con "perdita di specifiche professionalità" e "progressivo invecchiamento del personale" (con età media dei dipendenti che supera i 50 anni)!!!!!
A fronte di questa situazione, il programma di assunzione di nuovo personale (che, recentemente, Dell'Acqua aveva pubblicamente annunciato, quale rafforzamento della capacità di vigilanza e controllo da parte di ARPAV) si svela in realtà essere, almeno per il momento, una mera copertura del 75% delle cessazioni che vi sono state tra il 01/01/2017 e il 30/04/2018.
Nessun rilancio, quindi, ma un semplice rallentamento del processo di contrazione dell'ARPAV

bur.regione.veneto.it
Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV). Approvazione del Piano annuale dei fabbisogni…


giovedì 9 agosto 2018

Rubrica pillole di pfas

Rubrica pillole di pfas: scusateci se insistiamo, ma visto anche l'Ad di Miteni insiste nel sostenere che é ormai accertato da dati europei che il cuore del problema non sta a Trissino ma nella gestione degli scarichi delle 600 aziende, invitiamo il dottor Nardone a convocare nella sede della Miteni non solo i membri del consiglio regionale ma anche i titolari delle 600 aziende che secondo lui hanno usato il caso Miteni per coprire il loro inquinamento. Ci sta dottor Nardone?.

domenica 11 febbraio 2018

Ecoreati ecodelitti Disastro ambientale colposo ai sensi degli articoli 434 e 449 c. p.

Pfas: La allegata Sentenza - a parte dimostrare che non è affatto vero che i disastri ambientali, prima della recente legge sugli "ecoreati", non fossero perseguibili (servivano solamente dei "bravi" Magistrati, capaci di applicare correttamente gli esistenti articoli 434 e 449 C.P.) - evidenzia come la attuale proprietà della MITENI non possa assolutamente sentirsi "tranquilla" (dato che - dai dati ARPAV - vedasi ultima relazione qui allegata, è palese che dall'area dello stabilimento continuano, per lisciviazione, a fuoriuscire sostanze chimiche che "inquinano" la falda sotterranea che scorre sotto la fabbrica e , da tale falda, vengono veicolate a valle)
Ci saranno, a Vicenza, Magistrati (prima inquirenti e, poi, giudicanti) "capaci" di fare ciò che la Magistratura di Sassari ha fatto (ciòè rendere un po' di giustizia alla collettività)?


http://www.lexambiente.it/…/13512-ecodelitti-disastro-ambie…
Ecodelitti.Disastro ambientale colposo ai sensi degli articoli 434 e 449 c.p.
Categoria: Giurisprudenza Penale Merito
Pubblicato: 06 Febbraio 2018
Tribunale di Sassari - Ufficio G.U.P. sent. 932 del 13 gennaio 2017
Est. Spanu
Ecodelitti.Disastro ambientale colposo ai sensi degli articoli 434 e 449 c.p.
La contaminazione da benzene e da altri composti aromatici dei terreni sui quali insiste uno stabilimento petrolchimico, risalente ad epoca antecedente alla presa in carico da parte dell?attuale gestore, non esclude la responsabilità per disastro ambientale colposo di quest?ultimo, in persona dei soggetti che si trovano in posizione di garanzia, qualora emerga il nesso causale tra la persistente presenza in mare di dette sostanze inquinanti, trasportate dalle acque sotterranee a seguito di lisciviazione, e l?omessa adozione di ulteriori adeguate misure di contenimento, oltre a quelle già realizzate (nella specie barriera idraulica e trincea drenante), più volte sollecitata dall?autorità amministrativa di vigilanza, non essendo sufficiente a escludere la colpa generica contestata agli imputati il mero affidamento sugli studi commissionati dallo stesso gestore, attestanti l?efficace funzionamento della barriera contenitiva.
http://www.arpa.veneto.it/…/sostanze-perfluoro-alchiliche-p…
Contaminazione da PFAS. Azioni ARPAV - Regione Veneto. Periodo di riferimento: dal 14 giugno 2013 al 31 dicembre 2017

Sostanze perfluoro alchiliche (PFAS) � ARPA Veneto
Contaminazione da PFAS. Azioni ARPAV - Regione Veneto. Periodo di riferimento: dal 14 giugno 2013 al 31 dicembre 2017
lexambiente.it
L'ultima relazione Arpav è questa. tutta interessante ma soffermatevi sulla fonte di pressione Miteni pdfhttp://www.arpa.veneto.it/arpav/pagine-generiche/allegati-pagine-generiche/pfas-relazioni-attivita-arpav/AGGIORNAMENTO%20RELAZIONE%20PFAS%20%20gennaio%202018.pdf

sabato 10 febbraio 2018

Luciano Panato sui volantini dei genitori davanti la Miteni

Rubrica pillole di Pfas: leggiamo in un comunicato stampa di Miteni informa, che i genitori nopfas, sono in contraddizione con la loro battaglia nei confronti della Miteni. Perchè hanno usato volantini impermeabilizzati con i Pfas. Carinissimi di Miteni informa, ci sembra che la contraddizione è vostra. dato che la produzione di un prodotto così essenziale per il vivere "civile", lo avete fatto inquinando la falda. E stando le dichiarazioni del direttore Arpav e di altri anche seppellendo rifiuti sotto lo stabilimento che poi vanno in falda. lo sapete o no che il motto di Confindustria è: produrre senza inquinare si può. Per non esservi attenuti a questo precetto, la precedente proprietà metteva in conto anche lo smantellamento dello stabilimento e la successiva bonifica del sito. è in base a ciò che vi supplichiamo di non guardare al dito ( il volantino dei genitori Nopfas), ma alla trave che avete nel sito produttivo.

domenica 5 novembre 2017

Audizione in Commissione ecomafie del Dottor Nardone e del Dottor Drusian

Rubrica pillole di Pfas: è con un certo stupore che abbiamo letto il dichiarazioni del Dottor Nardone e del Dottor Drusian, ossia i massimi vertici della Miteni, ai parlamentari, membri della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, in missione a Vicenza. Lo stupore nasce dal fatto, che in tutta la seduta, i vertici della Miteni, non facciano nessun riferimento al fatto che l'inquinamento da pefluoro alchilici non è responsabilità della Miteni, ma di altri settori in loco che usano tali prodotti. Che dire: quando le carte parlano e le maneggiano con perizia rappresentanti dello Stato, le menzogne che si propinano alla stampa tramite comunicati stampa stanno a zero. Vero dottor Nardone; dottor Drusian, Dottor Tedesco?. invece non ci stupisce per nulla apprendere dal Dottor Drusian, che vi è un inquinamento all'interno dello stabilimento che non hanno ancora rimosso. Questa è la contaminazione da rimuovere. E che secondo gli studi Erm prodotti per la vecchia proprietà, si possono fare, solo con lo smantellamento e la bonifica dell'intero sito. il resto sono chiacchere per tirare a campare. Ps: meriterebbe un approfondimento da parte della commissione, presieduta dall'On Bratti, anche la storia di dove vanno smaltiti i rifiuti prodotti dal ciclo produttivo della Miteni. le piattaforme italiane, di cui si avvale la Miteni per lo smaltimento all'estero, citate nella audizione sono già incappate in alcune inchieste giudiziarie e anche negli atti della commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Buona lettura:
parlamento17.camera.it

martedì 13 giugno 2017

Secondo Nardone vietare i pfas a catena corta è pura follia ma non si trovano i documenti da lui citati

11 giugno alle ore 10:5e.  Replica a Nardone di Luciano Panato: Rubrica pillole di Pfas: Nardone, ogni volta che concede un'intervista, ritorna sul dispositivo del Tribunale superiore delle acque, nel quale secondo lui, è scritto che la responsabilità dell'inquinamento da Pfas è di altri settori produttivi. Dottor Nardone, è così gentile, di indicarci la pagina del dispositivo in cui vengono indicati i quantitativi di emissione di Pfas dei settori produttivi che secondo lei dimostrano l'innocenza della Miteni e la colpevolezza degli altri comparti industriali?. Noi non riusciamo pur leggendola e rileggendola a trovarli. Dottor Nardone, noi capiamo che lei è qui come nel flim Nikita a ripulire la scena del crimine; Ma usando questo dispositivo del Tribunale delle Acque lei si scava la fossa con le sue mani. Provi a rileggerlo, perchè finiti gli steep previsti dal dispositivo della sentenza, la palla torna nelle sue mani. Se ne faccia una ragione.
L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso

venerdì 24 marzo 2017

Rubrica pillole di Pfas: Aziende che usano acqua contaminata dalla Miteni

Rubrica pillole di Pfas:Riepiloghiamo: Nardone insiste a dichiarare, grazie agli "scoop" di qualche organizzazzione ambientalista, e alle sentenze di qualche tribunale che i Pfas sono ovunque, e quindi l'inquinamento delle falde e della acque potabili non è imputabile alla sola Miteni. Ripetiamo i numeri da fonte Arpav mai contestati da Miteni:96% Miteni. Facciamo parlare IL ragioniere Mondardo Presidente di Arica. Il Giornale di vicenza del 3/04/2016 articolo a firma di Cristina Giacomuzzo; titolo:" ALCUNE AZIENDE PESCANO DA POZZI GIA CONTAMINATI". Ecco il passaggio dove Mondardo replica alla dirigenza Miteni:"Mondardo infine smonta la difesa di Miteni che nei giorni scorsi rinviava la responsabilità dei reflui contaminati ad altre ditte che scaricano nei depuratori Arica:" è possibile che altri depuratori oltre a quello di Trissino siano presenti vecchi Pfas perchè le aziende per i processi di lavorazione pescano da falde inquinate da tempo. Sarà necessario procedere a una mappatura dei pozzi per evitare l'uso o imporre alle ditte di trattare le acque prima dello scarico". se tutto ciò non è sufficiente, per chiudere la diatriba che l'inquinamento da Pfas è imputabile alla Miteni per il 96%; vi invitiamo a rileggervi e sottolineare le parti riferite a come si è propagato l'inquinamento nel tubone Arica; l'audizone dei ricercatori del Cnr- Irsa, alla commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Forse capirete che queste diatribe e linee difensive lasciano il tempo che trovano:http://documenti.camera.it/…/leg.17.stencomm.data20160525.U…: Dottor Nardone se proprio vuole trovare il capro espiatorio sull'inquinamento in zona da Pfas alle concerie o altre industrie della zona ( galvaniche), indica una riunione in Confindustria a Vicenza e fornisca i dati dei Pfas prodotti dalla Miteni e venduti alle industrie della zona da lei citate. Da quei dati se li fornirà si capira se quel 96% imputabile alla Miteni cala.

mercoledì 25 gennaio 2017

RUBRICA PILLOLE DI PFAS

Di Luciano Panato :
RUBRICA PILLOLE DI PFAS: le parole sono pietre: "Di fronte a una contaminazione simile, una Regione ha il compito di stabilire quali siano le aree da tutelare. Se la Miteni (l'azienda di Trissino individuata come responsabile dell'inquinamento ndr) non si fosse trovata in una zona di ricarica della falda, il danno non sarebbe stato paragonabile a ciò che abbiamo registrato". ( Nicola Dell'Acqua Direttore generale di Arpav Veneto. Dichiarazione al quotidiano Avvenire del 6 dicembre 2016. articolo a firma di Luca Bortoli. Titolo: " Pfas, tutelare salute e lavoro il Veneto vieti questo veleno"). la diatriba tra assesori regionalI e i dirigenti delle strutture regionali che seguono il caso stà tutto qui: chi deve assumersi la responsabilità delle azioni necessarie.

martedì 17 gennaio 2017

Pfas in pillolle.

Di Luciano Panato:
Pfas: da oggi, iniziamo la pubblicazione che avrà scadenza saltuaria di una rubrica, che denominiamo Pfas in pillolle. in tale rubrica cercheremo di confutare e porre domande in base a documenti il più possibilmente tecnico scientifici, le affermazioni dei vari soggetti che sono parte in causa nella vicenda. cominciamo dalle dichiarazioni
dell'AD dello stabilimento MITENI dottor Nardone. Il Dottor Nardone nell'intervista al Il Giornale di vicenza del 13 gennaio 2017 alla domanda: "Ritiene che la contaminazione da Pfas del territorio non sia imputabile alla Miteni?", risponde così: " penso che individuare la Miteni come responsabile solo perchè produce Pfas sia fuorviante". Quindi in base a questa risposta, Dottor Nardone la linea difensiva adottata dall'azienda di cui lei è amministratore delegato è che l'inquinamento da Pfas: nel bacino idrico che interessa tre province del Veneto, non può essere addebitato solamente e principalmente alla Miteni. Eppure sia nella ricerca Cnr- Irsa che nei report Arpav la fonte per il 96% è indicata nella Miteni. Dottor Nardone Ci può fornire i dati tecnici che smentiscono questa percentuale indicata da organismi tecnici pubblici quali sono Cnr- Irsa e Arpav.

giovedì 28 aprile 2016

MASSIMILIANO BUCCHI sull'economia e società

Sulla questione Pfas , dopo la divulgazione dei dati del biomonitoraggio sulla popolazione è un continuo fluire di informazioni sui quaranta anni di inquinamento ambientale del Veneto dovuto al suo modello produttivo.Oltre alle informazioni ci sono i commenti degli esperti.Sul Corriere del Veneto del 24/04 /16 vi è l'opinione del sociologo della scienza MASSIMILIANO BUCCHI, fondatore di Observa, che ha curato per il distretto conciario vicentino il progetto Parco riguradante il tema gassificatore dei fanghi.Bucchi centra il punto sullo sviluppo del Veneto quando scrive:" negli anni cinquanta e sessanta periodo a cui ripensiamo talvolta con compiacente nostalgia l'urgenza di riscattarsi dalla miseria morale e materiale caratterizzò uno sviluppo che non si curava troppo delle proprie conseguenze. Ambiente, qualità della vita, sostenibilità erano parole ancora sconosciute. Si faceva si costruiva a testa bassa, lasciando più o meno incosapevolmente alle future generazioni il compito di raccogliere i cocci e i veleni lasciati per strada. Erano gli anni così vuole la leggenda in cui ENRICO MATTEI, scoperchiava nottetempo il territorio dei comuni iganri per stendere i gasdotti. I limiti di questo sviluppo cominciarono ad essere evidenti all'opinione pubblica nei decenni successivi....". BUCCHI prosegue: " oggi viviamo in una "società del rischio", che la tro non è che una società consapevole di non avere più un " fuori" in cui smaltire i propri rifiuti e in generale le conesguenze indesiderate delle proprie azioni...". BUCCHI nel suo editoriale dice una cosa semplicissima:" l'acqua che inquiniamo oggi è quella che non stessi berremo domani. Sviluppo oggi significa o dovrebbe significare-benessere non solo crescita materiale. Ma quell'acqua "inquinata" non ci dice solo qualcosa di preoccupante sulla nostra salute, ci dice che le nostre idee sono ancora ferme a metà del secolo scorso....". è a questo punto che BUCCHI tocca il tema sempre sottotraccia quando si parla di ambiente e di disastri ambientali causati dai processi produttivi del modo di produzione capitalistico. Scrive BUCCHI:" basti pensare alla retorica dilagante, buona per ogni questione, della "tutela dei posti di lavoro". per cui le cose andrebbero fatte o non fatte per il solo motivo che creano o salvaguardano posti di lavoro....". Poi BUCCHI esprime un concetto che dovrebbe porre dei quesiti sia al singolo cittadino/a che alle istituzioni a cui i cittadini/e delegano la regolamentazione della vita politica-sociale- economica:" è stupefacente come nessuno abbia il coraggio di dire che è il lavoratore , più che il posto di lavoro che và salvaguardato, e prima di tutto in quanto essere umano. E se il lavoratore poi tornato a casa beve acqua cancerogena, mantenergli il posto di lavoro serve a ben poco....". BUCCHI per rendere più comprensibile il suo pensiero fà degli esempi concreti:" mettiamo che si trovino domani efficaci metodi di cura o di assistenza per anziani affetti da patologie come l'Alzheimer. Questo inevitabilmente farà perdere alcuni posti di lavoro come le badanti: dobbiamo per questo arrestare la ricera medica? Non avremmo i treni, perchè è indubbio che abbiamo tolto posti di lavoro a chi conduceva le carrozze trainate dai cavalli....". BUCCCHI conclude la sua riflessione con una domanda:"Non sarebbe invece meglio chiedersi se certe attività, se certi metodi produttivi, oltre a creare o mantenere posti di lavoro, siano oggi sensati e sostenibili?. Per noi e i nostri figli, perchè l'acqua che beviamo ogni giorno non abbia il sapore amaro- oltre che rischioso- di una sconfitta morale e culturale". Insomma la riflessione del professor BUCCHI, dovrebbe aprire un dibattito nel mondo della politica, dell'economia, del sindacato, dei movimenti civici di cittadini/e, finendola con le risse nelle ormai stantie trasmissioni televisive e radiofoniche, forse buone per fare ascolti, ma non a produrre passi avanti su questi drammatici temi: ambiente salute, lavoro.

lunedì 25 aprile 2016

Ritirare provvedimenti sul dottor Cordiano

Pfas:La presa d'atto da parte dei massimi organi istituzionali delle regione in campo sanitario sulla gravita dell'inquinamento da Pfas , fà sì che anche la principale Ulss della provincia di Vicenza, schieri una task force dell'ospedale di Vicenza per cercare una soluzione a chi involontariamente è "appestato" dai Pfas. valutiamo tutto ciò in modo positivo. Ma lasciateci dire che qualche primario dovrebbe recitare il mea culpa all'interno dell'ospedale di Vicenza, per il modo sprezzante con cui aveva risposto al Dottor Cordiano che in base a studi scientifici già nel 2013 affermava che la situazione era grave.infine invitiamo il direttore generale della Ulss 5 e 6 Dottor Pavesi a ritirare i proveddimenti disciplinari verso il Dottor Cordiano che non ha fatto altro che il suo dovere di medico.

domenica 28 febbraio 2016

Vediamo di capirci qualcosa su chi tutela la salute dei cittadini colpiti dall'inquinamento da Pfas -28 febbraio 2016

Allora vediamo di capirci qualcosa su chi tutela la salute dei cittadini colpiti dall'inquinamento da Pfas. La commissione tecnica regionale ammette che la situazione non è sotto controlo. L'istituto superiore di Sanità ha secondo i ben informati i dati ma non li divulga con la solita scusa che si prestano a molteplici letture da chi non ha una cultura scientifica. insomma si rischia di creare allarmismo secondo L'Iss. bene di fronte a tutto ciò oggi il serafico Serafin sull'inserto salute del Il Giornale di Vicenza avvisa i cittadini/e che lui e l'ente che amministra è la vedetta della salute anche per quanto riguarda i Pfas. Riportiamo testualmente quanto scritto sull'inserto salute del Il Giornale di Vicenza:" ben 57.000 determinazioni di Pfas su varie matrici, sia per conto di clienti interni che esterni, applicando il metodo accreditato secondo UNIISO/TEC17025 ( isomeri lineari ramificati). Controlli condotti in collaborazione con le Università di Padova e Venezia, ai quali è seguita una dettagliata relazione riportata in due articoli divulgati da due riviste scientifiche. Proprio sull'argomento Pfas, Acque del Chiampo è stata chiamata a relazionare in diversi convegni e il laboratorio AdC è stato chiamato a partecipare a un circuito interconfronto dal Jrc ( Joint Research Centre), laboratorio di riferimento dell'Unione Euroopea con il patrocinio e su richiesta di Accredia. Un tavolo che ha messo di fronte diversi attori e che ha dato risultati molto soddisfacenti. Diversi laboratori internazionali provenienti dall'Unione Europea, Canada, Cina, Taiwan ed altri paesi hanno avuto modo di scambiare informazioni su un tema così delicato che riguarda da vicino la sicurezza dell'acqua potabile anche in provincia di Vicenza. L'occasione ha anche permesso al laboratorio di Acque del Chiampo di distinguersi essendo stato l'unico come emerge dal report del confronto, ad eseguire questa determinazione analitica seguendo un metodo ufficiale. Non solo, su richiesta dell'Iss ( Istituto Superiore di Sanità), Acque del Chiampo ha partecipato in qualità di esperto al gruppo di lavoro incaricato di revisionare i Metodi analitici di riferimento per le acque destinate al consumo umano ai sensi del del Decreto legilsativo 31/2001. Metodi chimici, con l'inserimento del metodo per la determinazione dei composto perfluoro alchilici. Il gruppo è costituito, oltre che da Acque del Chiampo, da ISS, CNR, ARPAV, ARPAP.....". dopo questa notizia non ci resta altro che ringraziare L'Ad di Acque del Chiampo che sta vigilando sulla nostra salute, e pensare che fino a poco tempo fà per lui i Pfas erano innocui e che non è mai morto nessuno per averli ingeriti nel corso degli anni.