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lunedì 27 marzo 2017

Approvazione del progetto per il campionamento e il monitoraggio delle acque di falda che alimentano i pozzi utilizzati per l'abbeverata degli allevamenti, per la produzione di alimenti e per l'irrigazione delle colture nelle aree interessate dalla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS).

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Bur n. 29 del 21 marzo 2017


Materia: Acque
Deliberazione della Giunta Regionale n. 215 del 28 febbraio 2017
Approvazione del progetto per il campionamento e il monitoraggio delle acque di falda che alimentano i pozzi utilizzati per l'abbeverata degli allevamenti, per la produzione di alimenti e per l'irrigazione delle colture nelle aree interessate dalla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS).
Note per la trasparenza
Al fine di delineare un quadro conoscitivo dello stato qualitativo della risorsa idrica sotterranea, viene attivata una campagna di analisi e monitoraggio sui pozzi utilizzati per l'abbeverata degli allevamenti, per la produzione di alimenti e per l'irrigazione delle colture nelle aree interessate dalla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS).
L'Assessore Giuseppe Pan riferisce quanto segue.
Con comunicazioni prot. n. 37689/TRI del 29 maggio 2013 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e prot. n. 10774 del 10 maggio 2013 del Ministero della Salute, le Strutture regionali per la Tutela dell'Ambiente e per la Sanità sono venute a conoscenza della presenza anomala di sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) in diversi corpi idrici superficiali ed in alcuni punti di erogazione pubblici delle acque potabili nella provincia di Vicenza e aree limitrofe. In particolare le informazioni circa la presenza degli inquinanti in questione sono state desunte dalla relazione dell'Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR del 25 marzo 2013.
La Regione Veneto ha immediatamente attivato un tavolo di confronto con tutti i soggetti aventi competenza sulla distribuzione delle acque potabili e sulla tutela della salute, coinvolgendo i Gestori del servizio idrico integrato e ARPAV che ha provveduto ad effettuare puntuali analisi in merito alla concentrazione dei composti segnalati con campionamenti nei punti di prelievo delle acque potabili. Sono state inoltre coinvolte le Unità locali socio sanitarie, tenute costantemente informate dell'esito delle analisi effettuate e delle iniziative messe in atto per contenere le concentrazioni di tali composti.
Alla luce dei risultati delle analisi sono state prontamente attivate le opportune azioni di tutela della salute pubblica, mediante installazione da parte dei Gestori della rete idrica di idonei dispositivi di filtraggio, dismissione di pozzi potabili prelevanti acqua da falda contaminata, e conseguenti opere di interconnessione per abbattere le concentrazioni riscontrate e addurre l'acqua da fonti maggiormente sicure.
In proposito, si deve rilevare che con DGR n. 616 del 29 aprile 2014 la Giunta regionale ha approvato i primi indirizzi operativi anche per l'utilizzo dei pozzi nei Comuni interessati dalla presenza di sostanze perfluoro- alchiliche.
Una volta identificata la fonte di pressione è stata avviata la collaborazione fra tutti i Soggetti pubblici coinvolti, con il supporto scientifico dell'Istituto Superiore della Sanità e del Ministero della Salute, avviando anche un sistema di sorveglianza analitica. In questo contesto di diverse attività ARPAV ha organizzato e coordinato il monitoraggio e il controllo della qualità delle acque, realizzando puntuali analisi sulla presenza di PFAS nelle acque superficiali e sotterranee, i cui esiti sono stati pubblicati sul sito ARPAV.
Dev'essere evidenziato che nell'area interessata dalla contaminazione operano quattro Consorzi di bonifica, di cui uno di secondo grado, sia per l'allontanamento delle acque meteoriche che per l'adduzione e distribuzione dell'acqua irrigua. Quest'ultima attività viene esercitata sia attraverso l'utilizzo di acque superficiali che di quelle profonde; mentre l'irrigazione consortile vede nella risorsa idrica superficiale la principale fonte di approvvigionamento, anche grazie all'adduzione di acque dell'Adige realizzata dal consorzio di secondo grado L.E.B., l'irrigazione compiuta da agricoltori autonomi per il servizio irriguo trova nei pozzi privati la esclusiva fonte di approvvigionamento.
Per delineare un primo quadro conoscitivo della complessa idrologia dell'area, ARPAV e i Consorzi di bonifica competenti per territorio hanno fin dall'inizio collaborato per organizzare l'attività di monitoraggio delle acque superficiali e profonde che hanno consentito di confrontare i primi risultati con una idrologia fortemente connessa e mutevole al variare delle condizioni ambientali e delle stagioni, anche in ragione delle derivazioni irrigue.
Mentre il quadro conoscitivo delle acque superficiali utilizzate per l'irrigazione dava i primi risultati con la produzione di cartografie e documenti specialistici da parte di ARPAV, rimaneva da dedicare analoga attenzione alle acque di falda attinte dagli utenti irrigui autonomi attraverso numerosi pozzi privati.
Peraltro, nell'area in questione sono presenti pozzi privati le cui acque di falda vengono utilizzate per l'abbeverata negli allevamenti e per la produzione di alimenti.
Negli ultimi mesi sono state intraprese iniziative al fine di favorire le analisi delle acque dei pozzi utilizzati dagli allevatori per l'abbeverata; tali analisi sono state compiute da ARPAV sui campioni prelevati volontariamente dagli allevatori e consegnati ai laboratori ARPAV. Nel contempo sono state avviate anche le procedure per consentire l'accesso ai fondi comunitari degli allevatori per la installazione di apparecchiature di filtraggio nei pozzi la cui acqua viene utilizzata per la abbeverata.
E' evidente pertanto la necessità di avviare ora un'indagine sistematica relativa alle acque di falda utilizzate per l'abbeverata negli allevamenti, per la produzione di alimenti e per l'irrigazione per quanto attiene il contenuto di PFAS, attraverso la realizzazione di un "progetto per il campionamento e il monitoraggio delle acque di falda che alimentano i pozzi utilizzati per l'abbeverata degli animali di allevamento, per la produzione di alimenti e per l'irrigazione delle colture agrarie nelle aree interessate dalla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS)", che costituisce Allegato A al presente provvedimento, la cui realizzazione verrà affidata ad ARPAV.
Costituisce Allegato B al presente provvedimento la scheda per il campionamento, contenente sia le istruzioni sulle modalità di prelievo del campione, che le informazioni da compilare per la individuazione del pozzo.
In proposito, dev'essere evidenziato che ARPAV garantisce fin da luglio 2013 un'intensa attività di indagine e verifica analitica che interessa in particolare tutte le matrici sanitarie (acque grezze e potabili) e ambientali (acque superficiali e sotterranee, suoli, rifiuti, sedimenti, emissioni) per misurare la concentrazione di sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS).
Peraltro, è stata verificata la disponibilità dell'importo di € 40.000,00 sul capitolo 010080, articolo 25, del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2017-2019 "Studi e ricerche in materia di bonifica", codice 1.03.02.99.999 del Piano dei Conti, con il quale poter riconoscere ad ARPAV un contributo per la realizzazione del "progetto per il campionamento e il monitoraggio delle acque di falda che alimentano i pozzi utilizzati per l'abbeverata degli animali di allevamento, per la produzione di alimenti e per l'irrigazione delle colture agrarie nelle aree interessate dalla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS)"; tale spesa non rientra nelle tipologie soggette a limitazioni ai sensi della l.r. n. 1/2011.
Per la realizzazione di tale progetto, che avrà una durata non superiore a 8 mesi, a partire dal 1° marzo 2017 e da concludersi entro il 31 ottobre 2017, va evidenziato che le attività previste potranno essere modificate o integrate, se necessario per un miglior perseguimento delle finalità del progetto, solo se concordate con la Direzione regionale Difesa del Suolo.
L'attività di cui sopra si configura quale monitoraggio d'indagine ai sensi del D.M. 260/2010, che è obbligatorio in casi specifici, e più precisamente quando è necessario valutare l'ampiezza e gli impatti dell'inquinamento accidentale.
I risultati delle analisi costituiscono la base per l'elaborazione di un programma di misure volte al raggiungimento degli obiettivi ambientali e di interventi specifici atti a rimediare agli effetti della contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS); gli esiti delle analisi devono, quindi, essere trasmessi alle Unità locali socio sanitarie (ULSS) competenti per il territorio dei 21 Comuni interessati dalla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS), ai titolari dei pozzi campionati, nonché alle Strutture regionali competenti afferenti all'Area Sanità e Sociale, all'Area Tutela e Sviluppo del Territorio e all'Area Sviluppo Economico.
L'attività prevista da affidare ad ARPAV costituisce, pertanto, attività aggiuntiva rispetto a quanto già finanziato ad ARPAV nell'ambito dei campionamenti, dei monitoraggi e delle analisi per la valutazione dei livelli di contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS).
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTE le leggi regionali:
18 ottobre 1996, n. 32 "Norme per l'istituzione ed il funzionamento dell'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (ARPAV)";
30 dicembre 2016, n. 31;
30 dicembre 2016, n. 32;
VISTA la deliberazione della Giunta regionale 7 febbraio 2017, n. 108 "Direttive per la gestione del bilancio di previsione 2017-2019";
VISTO il decreto del Segretario Generale della Programmazione 13 gennaio 2017, n. 1 "Bilancio finanziario gestionale 2017-2019";
VISTA la deliberazione della Giunta regionale 29 ottobre 2015, n. 1517 "Sorveglianza sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS): acquisizione dei livelli di riferimento per i parametri "Altri PFAS" nelle acque destinate al consumo umano, nonché individuazione delle aree di esposizione per gli ambiti territoriali interessati dalla presenza di PFAS";
VISTI gli articoli 26 e 27 del D. Lgs. n. 33/2013;
VISTO l'art. 2, comma 2, della legge regionale 31 dicembre 2012, n. 54;
delibera
1.  di approvare le premesse che costituiscono parte integrale e sostanziale al presente provvedimento;
2.  di approvare il "progetto per il campionamento e il monitoraggio delle acque di falda che alimentano i pozzi utilizzati per l'abbeverata degli animali di allevamento, per la produzione di alimenti e per l'irrigazione delle colture agrarie nelle aree interessate dalla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS)", che costituisce Allegato A al presente provvedimento;
3.  di approvare la scheda per il campionamento, che costituisce Allegato B al presente provvedimento, contenente sia le istruzioni sulle modalità di prelievo del campione, che le informazioni da compilare per la individuazione del pozzo;
4.  di incaricare ARPAV di trasmettere gli esiti delle analisi sulle acque di abbeverata degli animali di allevamento, per la produzione di alimenti e per l'irrigazione delle colture agrarie, alle Unità locali socio sanitarie (ULSS) competenti per il territorio dei 21 Comuni interessati dalla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS), ai titolari dei pozzi campionati, nonché alle Strutture regionali competenti afferenti all'Area Sanità e Sociale, all'Area Tutela e Sviluppo del Territorio e all'Area Sviluppo Economico;
5.  di determinare in € 40.000,00 l'importo massimo delle obbligazioni di spesa a favore di ARPAV per la realizzazione del progetto di cui al punto 2, alla cui assunzione provvederà con propri atti il Direttore della Direzione Difesa del Suolo, entro il corrente esercizio, disponendo la copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo n. 010080, articolo 25, del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2017-2019 "Studi e ricerche in materia di bonifica", codice 1.03.02.99.999 del Piano dei Conti;
6.  di dare atto che la Direzione Difesa del Suolo, a cui è stato assegnato il capitolo di cui al precedente punto, ha attestato che il medesimo presenta sufficiente capienza;
7.  di dare atto che la spesa di cui si prevede l'impegno con il presente atto non rientra nelle tipologie soggette a limitazioni ai sensi della LR 1/2011;
8.  di incaricare il Direttore della Direzione Difesa del Suolo all'esecuzione del presente atto;
9.  di incaricare gli Uffici competenti della Direzione Difesa del Suolo alla trasmissione ad ARPAV del presente provvedimento;
10.  di pubblicare il presente provvedimento ai sensi degli articoli 26 e 27 del D. Lgs. n. 33/2013;
11.  di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.
(seguono allegati)
215_AllegatoA_340802.pdf
215_AllegatoB_340802.pdf
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martedì 22 marzo 2016

Bur n. 26 del 22 marzo 2016:Affidamento all'Istituto Superiore di Sanità del Piano di monitoraggio sulle matrici di interesse alimentare in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in alcuni ambiti del territorio della Regione del Veneto.

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Bur n. 26 del 22 marzo 2016


Materia: Sanità e igiene pubblica
Deliberazione della Giunta Regionale n. 243 del 08 marzo 2016
Affidamento all'Istituto Superiore di Sanità del Piano di monitoraggio sulle matrici di interesse alimentare in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in alcuni ambiti del territorio della Regione del Veneto.
Note per la trasparenza
Con il presente atto si intende approvare l'affidamento all'Istituto Superiore di Sanità del Piano di monitoraggio alimenti in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in alcuni ambiti del territorio della Regione del Veneto. Il presente provvedimento non comporta spesa a carico del bilancio regionale.
L'Assessore Luca Coletto, riferisce quanto segue.
Premesso che, a seguito di indagini sperimentali realizzate a livello europeo e a livello nazionale, è stata rilevata la presenza di sostanze perfluorurate nelle acque superficiali e potabili di diversi comuni veneti.
Con D.G.R. n. 168 del 20.02.2014 al punto 5 del deliberato venivano incaricate la Sezione Veterinaria e Sicurezza Alimentare e la Sezione Prevenzione e Sanità Pubblica della realizzazione di un Programma di campionamento degli alimenti di produzione locale e, successivamente, con D.G.R. n. 1570 del 26.08.2014 si procedeva all'approvazione del programma di controllo sulle matrici degli alimenti di produzione locale.
Preso atto del parere dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), prot. n.32155/SVSA-AL.22 del 19.02.2016, relativamente alla valutazione dei monitoraggi programmati ed alla realizzazione delle stime di rischio in base ai risultati analitici dei controlli effettuati su matrici di interesse alimentare, relativi alla presenza di sostanze perfluoro-alchiliche.
Secondo le esigenze di attivazioni ed approfondimenti, da parte delle competenti strutture, emerse nella seduta di Giunta Regionale del 3 marzo 2016.
Considerato che con D.G.R. n. 764 del 27.05.2014è stato approvato lo schema di Accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto e l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) finalizzato al "Supporto tecnico scientifico, analitico e consultivo per l'Analisi di rischio correlato alla contaminazione da PFAS di matrici ambientali e filiera idro-potabile in talune circostanze territoriali, e potenziale trasferimento di PFAS alla filiera alimentare e allo studio di biomonitoraggio".
Considerato inoltre che nell'ambito di questo accordo, perfezionato in data 17.10.2014, vi è tra le attività di consulenza fornita dall'istituto, al punto D, il supporto alla predisposizione del programma di campionamento alimenti finalizzato alla caratterizzazione dell'esposizione da sostanze perfluoroalchiliche basata sull'elaborazione dei dati su matrici ambientali, sulla filiera idro-potabile e su dati di contaminazione alimentare.
Con il presente atto si affida all'Istituto Superiore di Sanità (ISS), la predisposizione e realizzazione del Piano di monitoraggio sulle matrici di interesse alimentare in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in alcuni ambiti del territorio della Regione del Veneto.
La formale approvazione del dettaglio del Piano di monitoraggio sulle matrici di interesse alimentare in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nella Regione del Veneto ed il relativo finanziamento verrà approvato con successivo atto della Giunta Regionale.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
Udito il relatore, il quale dà atto che la Struttura proponente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale.
VISTO l'articolo 2, comma 2, lett. a) della L.R. n. 54 del 31.12.2012.
VISTA la D.G.R. n. 168 del 20.02.2014.
VISTA la D.G.R. n. 764 del 27.05.2014.
VISTA la D.G.R. n. 1570 del 26.08.2014.
delibera
1.      di prendere atto di quanto espresso in premessa, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
2.      di affidare all'Istituto Superiore di Sanità (ISS) la predisposizione e realizzazione del Piano di monitoraggio sulle matrici di interesse alimentare in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in alcuni ambiti del territorio della Regione del Veneto;
3.      di prevedere che con successiva deliberazione della Giunta Regionale verrà approvato il piano di cui al precedente punto 2) ed il relativo finanziamento all'Istituto Superiore di Sanità;
4.      di incaricare la Sezione Attuazione Programmazione Sanitaria all'esecuzione del presente atto;
5.      dare atto che il presente provvedimento non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
6.      di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale Regionale

lunedì 29 dicembre 2014

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1874 del 14 ottobre 2014 pubblicata sul Bur , riguardante la questione monitoraggio dei Pfas

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1874 del 14 ottobre 2014 pubblicata sul Bur , riguardante la questione monitoraggio dei Pfas:Bur Veneto n. 105 del 31 ottobre 2014.
Materia: Sanità e igiene pubblica
Deliberazione della Giunta Regionale n. 1874 del 14 ottobre 2014
Approvazione del Documento contenente le procedure regionali di indirizzo e del Piano di monitoraggio regionale relativi alla presenza delle sostanze perfluoro alchiliche (PFASs) nelle acque ad uso potabile.
Note per la trasparenza
Con il presente provvedimento si intende approvare il Documento contenente le procedure regionali di indirizzo e il Piano di monitoraggio regionale relativi alla presenza delle sostanze perfluoro alchiliche (PFASs) nelle acque ad uso potabile. Il presente provvedimento non comporta spesa a carico del bilancio regionale.
L'Assessore Luca Coletto riferisce quanto segue.
Nel 2006 il progetto europeo PERFORCE ha avviato un'indagine per stabilire la presenza di perfluoro derivati nelle acque e nei sedimenti dei maggiori fiumi europei e ne è emerso che il fiume Po presentava le concentrazioni massime di acido perfluororoottanoico (PFOA) tra i fiumi europei. Tale dato è stato confermato e approfondito da successive indagini sperimentali in altre zone del bacino del Po, effettuate da Istituti di ricerca come il Joint Research Centre dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e l'Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
Di fronte al rischio di una situazione di potenziale pericolo ecologico e sanitario, nel 2011 è stata stipulata una Convenzione tra il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e il CNR per la realizzazione di uno studio, datato 25/03/2013, di valutazione del rischio ambientale e sanitario associato alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nel bacino del Po e nei principali bacini fluviali italiani.
Tale studio è stato allegato dal Ministero della Salute - Direzione Generale della Prevenzione, Ufficio IV alla nota prot. n. 10774 del 10/05/2013, indirizzata alla Direzione Regionale Prevenzione (oggi Sezione Prevenzione e Sanità Pubblica) e acquisita dall'U.P. Veterinaria (oggi Sezione Veterinaria e Sicurezza Alimentare). In questo modo la Regione del Veneto è stata informata circa la presenza di PFAS nelle acque superficiali e potabili in diversi Comuni veneti in concentrazioni definite "preoccupanti" in punti di erogazione pubblici e privati.
A seguito della nota prot. n. 37869/TRI del 29/05/2013, indirizzata ad una pluralità di amministrazioni centrali e periferiche, con la quale il MATTM - Divisione III chiedeva di "effettuare gli accertamenti necessari all'individuazione delle fonti di immissione delle sostanze in parola [PFASs] e all'attivazione delle conseguenti iniziative di tutela delle acque", la Regione del Veneto, di concerto con tutte le amministrazioni istituzionalmente competenti, ha delineato un percorso condiviso e coordinato di prevenzione e tutela.
In particolare, con nota prot. n. 280929 del 2/07/2013 la Regione del Veneto ha chiesto all'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e al Ministero della Salute un parere sui rischi immediati per la popolazione, derivanti dalla presenza delle sostanze PFASs.
Il Ministero della Salute, con nota prot. n. 15565/DGPRE dell'8/07/2013, ha comunicato alla Regione del Veneto il parere dell'Istituto Superiore di Sanità del 7/06/2013, prot. n. 2264, da cui si evince la mancanza di un rischio immediato per la popolazione. Tuttavia, si afferma che la situazione potrebbe comportare un rischio potenziale per la salute umana e, dunque, si consiglia l'adozione di misure di trattamento delle acque potabili per l'abbattimento delle sostanze perfluoroalchiliche e di prevenzione e controllo della filiera idrica sulla contaminazione delle acque destinate al consumo umano nei territori interessati.
La Regione del Veneto si è attivata tempestivamente per conformarsi alle indicazioni ricevute, assicurando tutte le azioni specificamente enumerate nella D.G.R. n. 1490 del 12/08/2013, con la quale è stata, altresì, istituita la Commissione Tecnica Interdisciplinare, costituita da rappresentanti della Regione e degli altri Enti coinvolti, con lo scopo di valutare i diversi profili della questione e di formulare proposte alle Autorità competenti in ordine alle ulteriori azioni da adottare per la prevenzione e la tutela della salute pubblica. La composizione della Commissione è stata aggiornata con la D.G.R. n. 619 del 29/04/2014. Nel contempo la Regione ha costantemente garantito la puntuale trasmissione all'Istituto Superiore di Sanità, con cadenza settimanale, di tutti i dati raccolti in relazione alla campagna di monitoraggio immediatamente avviata.
A livello nazionale, il D.lgs. n. 31 del 2/02/2001, "Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano", disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano, al fine di proteggere la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque, garantendone la salubrità e la pulizia.
Tuttavia, ad oggi, la normativa nazionale non ha ancora individuato parametri limite, né linee guida in ordine alle sostanze PFASs nelle acque e, nelle more della definizione di valori di riferimento a livello nazionale, il Ministero della Salute ha incaricato l'Istituto Superiore di Sanità di predisporre un rapporto tecnico sui livelli di riferimento provvisori che garantiscano la salute della popolazione.
In data 16/01/2014 l'ISS ha prodotto il documento prot. n. 1584, nel quale ha indicato livelli di performance (obiettivo) nei valori di seguito specificati: "PFOS: ≤ 0,03 µg/litro; PFOA: ≤ 0,5 µg/litro; altri PFAS: ≤ 0,5 µg/litro", affermando che tali concentrazioni possono rappresentare un valore "provvisorio" tossicologicamente accettabile e sono significativamente inferiori ai valori limite estrapolabili dalla TDI (Tollerable daily Intake) dell'Istituto Europeo per la Sicurezza Alimentare (EFSA), che ha indicato nel 2008 come valori tollerabili per l'esposizione orale cronica a PFOA e PFOS le dosi di 1,5 e 0,15 µg/kg pc al giorno, rispettivamente.
Il Ministero della Salute, con nota prot. n. 2565-P-DGPRE del 29/01/2014 indirizzata alla Regione del Veneto, ha raccomandato l'applicazione di adeguate tecnologie di assorbimento e/o filtrazione, atte a garantire il rispetto dei suddetti livelli, attraverso anche membrane di provata efficienza per la rimozione di PFAS nella filiera di produzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano.
Con nota prot. n. 18780 del 4/06/2014 l'Istituto Superiore di Sanità, in risposta alla richiesta di precisazioni avanzata dalla Regione del Veneto in ordine al parere del 16/01/2014, ha raccomandato di "valutare l'ottemperanza al valore limite su base statistica, nell'ambito dell'attività di controllo dei processi di trattamento".
Con riferimento all'acqua potabile emunta dai pozzi privati non allacciati alla rete acquedottistica, la citata nota dell'ISS ha stabilito che "sono da adottare i medesimi criteri definiti per le acque distribuite da sistemi di gestione idro-potabili, previo idoneo monitoraggio", precisando che l'uso potabile include anche l'utilizzo per la reidratazione e la ricostituzione di alimenti e bevande in cui l'acqua costituisca ingrediente o entri in contatto con l'alimento per tempi prolungati o sia impiegata per la cottura. Le acque, invece, "in cui i livelli di sostanze perfluorate risultino superiori ai limiti di performance indicati nel richiamato parere ISS ed indicativamente inferiori ai valori di concentrazioni stimabili in base alla TDI definita dall'EFSA in 0,3 microgrammi/litro per il PFOS e 3 microgrammi/litro per il PFOA (quest'ultimo generalmente rinvenuto come sostanza rilevante nei profili di contaminazione delle acque nel territorio), possono essere utilizzate per il lavaggio di stoviglie, ed alimenti in cui l'acqua entri in contatto per tempi ridotti e venga rimossa per la gran parte dalla superficie (ad esempio lavaggio di frutta e verdura, sotto flusso d'acqua, consigliando l'uso di acque potabili per l'ultimo risciacquo) e per igiene personale, anche ove sia ravvisabile possibilità di ingestione (ad esempio lavaggio denti); le acque emunte da pozzi privati possono comunque essere utilizzate per l'igiene di indumenti ed ambienti e per ogni uso nelle reti di scarico e tecnologiche (es. impianti termici)".
Nell'ambitodelle attività svolte per il presidio sanitario relativo al ritrovamento di sostanze PFAS in alcune aree del territorio regionale ed al controllo delle acque potabili distribuite in rete, sono stati costituiti e convocati dei Gruppi di lavoro, a cui hanno preso parte i Servizi Igiene degli Alimenti e Nutrizione (di seguito, SIAN) delle Aziende Ulss interessate dalla presenza delle acque da sostanze PFASs (Aziende Ulss 5, 6, 17, 20 e 21), l'Osservatorio Acque Interne e il Dipartimento regionale Laboratori di ARPAV, in collaborazione con il Dipartimento Ambiente della Regione del Veneto e il Dipartimento Provinciale ARPAV di Vicenza.
L'obiettivo era la definizione di procedure regionali di indirizzo per la tutela della salute pubblica dai rischi derivanti dal consumo di acque fornite da pubblici acquedotti e da approvvigionamenti autonomi destinati a scopo potabile ed alimentare, non conformi agli standard di qualità fissati dalle vigenti norme. In particolare, per il giudizio di idoneità relativo alle acque dei pozzi privati, è stata adottata la D.G.R. n. 618 del 29/04/2014, con la quale è stato preso formalmente atto dei livelli di performance indicati e sono stati approvati i "Primi indirizzi operativi per l'utilizzo dei pozzi privati ai Comuni delle Province interessate dalla presenza di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nelle acque destinate al consumo umano".
E', inoltre, emersa la necessità di avviare una revisione della rete regionale di monitoraggio per le acque potabili (D.lgs. n. 31/2001), in fase iniziale limitatamente alle aree interessate all'impatto, per una maggiore razionalizzazione della numerosità e dei costi dei campionamenti.
Tale revisione è stata sviluppata con il supporto tecnico specialistico esperto di ARPAV e l'impiego di un applicativo webgis predisposto da ARPAV, che ha permesso di definire l'ambito territoriale dell'impatto, di identificare le principali fonti di pressione e di fornire una rappresentazione grafica georeferenziata della distribuzione ambientale dell'inquinante degli aggiornamenti continui sul rispetto dei livelli di performance (obiettivo) fissati dal Ministero della Salute per i tre parametri PFOA, PFOS e altri PFAS.
Pertanto, con il presente provvedimento si intende approvare il Documento contenente le procedure regionali di indirizzo e il Piano di monitoraggio regionale, contenuti rispettivamente all'Allegato "A" e all'Allegato "B" al presente provvedimento, di cui costituiscono parte integrante e sostanziale. Le indicazioni contenute in tali documenti saranno applicabili fino a nuova diversa indicazione da parte dell'Istituto Superiore di Sanità, a cui la Regione del Veneto si adeguerà tempestivamente.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
Udito il relatore, il quale dà atto che la struttura proponente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;
VISTO il D.lgs. n. 31 del 2/02/2001;
VISTO l'articolo 4 della L.R. n. 1 del 10/01/1997 e l'articolo 4 della L.R. n. 54 del 31/12/2012;
VISTO l'articolo 2, comma 2 della L.R. n. 54/2012;
VISTE la D.G.R. n. 1490 del 12/08/2013, D.G.R. n. 168 del 20/02/2014, D.G.R. n. 619 del 29/04/2014, D.G.R. n. 618 del 29/04/2014;
delibera
1. di prendere atto di quanto espresso in premessa, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
2. di approvare il Documento contenente le procedure regionali di indirizzo e il Piano di monitoraggio regionale, contenuti rispettivamente all'Allegato "A" e all'Allegato "B" al presente provvedimento, di cui costituiscono parte integrante e sostanziale;
3. di dare atto che le indicazioni contenute nei documenti, di cui al punto 2), saranno applicabili fino a nuova diversa indicazione da parte dell'Istituto Superiore di Sanità, a cui la Regione del Veneto si adeguerà tempestivamente;
4. di incaricare il Settore Promozione e Sviluppo Igiene e Sanità Pubblica della trasmissione del presente provvedimento alle Aziende Ulss del Veneto, alle amministrazioni competenti e a tutti i soggetti istituzionalmente interessati;
5. di dare atto che il presente provvedimento non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
6. di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto.
http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=284035

martedì 9 dicembre 2014

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1570 del 26 agosto 2014 Programma campionamento alimenti di produzione locale per ricerca di PFASs.

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Bur n. 89 del 12 settembre 2014


Materia: Sanità e igiene pubblica
Deliberazione della Giunta Regionale n. 1570 del 26 agosto 2014
Programma campionamento alimenti di produzione locale per ricerca di PFASs.
Note per la trasparenza
Con il presente provvedimento si procede ad approvare il piano di campionamento degli alimenti in ordine alla presenza di sostanze perfluoroalchiliche ( PFASs ) in conformità a quanto disposto con la Dgr n. 168 del 20.02.2014.
Il presente provvedimento non comporta spesa a carico del bilancio regionale.
L'Assessore Luca Coletto, riferisce quanto segue.
Con nota prot. n 10774 del 10.05.2013 il Ministero della Salute informava la Regione del Veneto della presenza di PFASs allegando la sintesi di uno studio, datato 25.03.2013, prodotto da CNR - Istituto di Ricerca sulle Acque nell'ambito di una specifica Convenzione tra MATTM e Irsa-CNR. Dal documento inviato non sono desumibili i metodi impiegati, i volumi di campionamento, la rappresentatività campionaria dello studio e le precise localizzazioni dei punti di prelievo, né i limiti di rilevabilità dei metodi applicati.
Quindi, a far data da una nota del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 29 maggio 2013, prot. n. 0037869/TRI, Divisione III, indirizzata ad una pluralità di soggetti pubblici delle amministrazioni centrali e periferiche veniva richiesto di "effettuare gli accertamenti necessari all'individuazione delle fonti di immissione delle sostanze perfluoro alchiliche e all'attivazione delle conseguenti iniziative di tutela delle acque". Da ciò traeva l'avvio un fitto carteggio della Regione Veneto con tutte le Amministrazioni competenti allo scopo di individuare un percorso condiviso e coordinato di prevenzione e tutela.
In particolare, con nota prot. n. 280929 del 02.07.2013 la Regione del Veneto chiedeva all'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e al Ministero della Salute un parere sui rischi immediati per la popolazione, derivanti dalla presenza delle sostanze PFAS e il Ministero della Salute, con nota prot. n. 15565/DGPRE del 08.07.2013,comunicava alla Regione Veneto il parere dell'Istituto Superiore di Sanità del 7.06.2013, prot. n. 002264, da cui si evince la mancanza di un rischio immediato per la popolazione esposta. Tuttavia, si affermava che la situazione poteva comportare un rischio potenziale per la salute umana e dunque si consigliava l'adozione di misure di trattamento delle acque potabili per l'abbattimento delle sostanze perfluoroalchiliche e di prevenzione e controllo della filiera idrica sulla contaminazione delle acque destinate al consumo umano nei territori interessati.
La Regione, attivandosi tempestivamente per conformarsi alle indicazioni ricevute, ha così provveduto ad assicurate tutte le azioni specificatamente enumerate nella DGR n. 1490 del 12.08.2013, con la quale è stata altresì istituita la Commissione tecnica interdisciplinare costituita da rappresentanti della Regione e di altri Enti coinvolti, con lo scopo di valutare i diversi profili della questione e di formulare proposte alle Autorità competenti in ordine alle ulteriori azioni da adottare per la prevenzione e la tutela della salute pubblica nonché per gli aspetti ambientali.
Nel contempo la Regione ha costantemente garantito la puntuale trasmissione all'Istituto Superiore di Sanità, con cadenza settimanale, di tutti i dati raccolti in relazione alla campagna di monitoraggio immediatamente avviata.
In via cautelativa, comunque, ad agosto 2013 il servizio veterinario dell'ulss 6 ha effettuato su indicazione regionale due campionamenti di trote allevate in laghetti di pesca sportiva a Creazzo e Vicenza. I campioni sono stati inviati all'Istituto Superiore di Sanità che ai primi di settembre ha trasmesso gli esiti , fornendo nel contempo "elementi di valutazione ", pur a fronte dell'asserita assenza di valori di riferimento per quanto riguarda i limiti di legge massimi ammissibili per le sostanze perfluoalchiliche in prodotti alimentari. Relativamente al campione a più alta concentrazione di PFOS, anche nel caso più conservativo di consumo di prodotti ittici da parte della popolazione a più elevata vulnerabilità ( bambini di 3 - 9 anni ), è stata stimata un'esposizione alimentare da filetto di trota pari a circa la metà dell'indice Tolerable Daily Intake proposto dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), pari a 150 ng/kg peso corporeo
Ad oggi la normativa nazionale non ha ancora individuato parametri limite, né linee guida in ordine al gruppo di PFASs nelle acque e negli alimenti. In considerazione di ciò, il Ministero della Salute ha incaricato l'Istituto Superiore di Sanità di predisporre un documento tecnico sui livelli di riferimento provvisori che garantiscano la salute della popolazione, nelle more della definizione di valori di riferimento a livello sovranazionale.
In risposta ad una richiesta di ulteriore parere del Ministero della Salute, l'Istituto Superiore di Sanità, in data 16.01.2014, prot. n. 0001584 ha affermato innanzitutto che le concentrazioni di PFASs per le acque potabili nelle aree in questione "sono significativamente inferiori ai valori limite estrapolabili dalla TDI (Tollerable daily Intake) dell'Agenzia Europea per la Sicurezza alimentare (EFSA) e che i livelli forniti rappresentano un valore "provvisorio tossico logicamente accettabile", contestualmente indicando livelli di performance (obiettivo) nei valori di seguito specificati: "PFOS ≤ 0,03 µg/litro; PFOA:≤ 0,5µg/litro; altri PFAS: ≤ 0,5 µg/litro. Infine il Ministero della Salute, con nota del Direttore Generale della Direzione Generale della Prevenzione prot. n. 2665-P-DGPRE del 29.01.2014, indirizzata alla Regione del Veneto, in relazione allo studio concernente le sostanze in oggetto, ha raccomandato l'applicazione di adeguate tecnologie di assorbimento e/o filtrazione, atte a garantire il rispetto dei suddetti livelli, attraverso anche membrane di provata efficienza per la rimozione di PFAS nella filiera di produzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano. In tale documento vengono indicati i livelli massimi tollerabili di assunzione giornaliera definiti da EFSA per gli alimenti.
L'Istituto Superiore di Sanità, nello studio datato 16.01.2014 , prot.1584, rilevata l'incertezza derivante dalla difficoltà di stimare correttamente il rischio connesso all'esposizione alimentare, evidenziava la necessità di avviare un programma di campionamento degli alimenti di produzione locale, e l'opportunità di estendere l'ambito delle azioni anche alle situazioni di utilizzo delle acque ad uso irriguo e per uso zootecnico nelle aree interessate dal fenomeno.
Con la deliberazione n. 168 del 20.02.2014, pubblica sul BUR n.30 del 18 marzo 2014, la Giunta regionale ha incaricato la Sezione veterinaria e sicurezza alimentare e la Sezione prevenzione e sanità pubblica della realizzazione di un Programma di campionamento degli alimenti di produzione locale.
Nel frattempo con nota del 4 marzo 2014 prot.95231 veniva richiesta all'ISS la definizione di procedure standard per il controllo di alimenti e tipologie di alimenti che per livello di contaminazione e/o di consumo potevano ritenersi prioritarie.
La Sezione Veterinaria e sicurezza alimentare e la Sezioni prevenzione e sanità pubblica procedevano quindi con la predisposizione di una bozza Programma di campionamento degli alimenti di produzione locale, anticipando la stessa all'Istituto Superiore di Sanità in data 1 aprile 2014.
Con nota prot 160388 dell'11 aprile 2014 il Settore Promozione e sviluppo e igiene e sanità pubblica regionale comunicava l'elenco dei 56 comuni interessati dall'inquinamento da PFASs delle province di Padova, Vicenza e Verona.
Con nota prot 163488 del 14 aprile è stato tra l'altro sollecitato al Ministero della salute Direttore generale per l'igiene e sicurezza degli alimenti e nutrizione del Ministero della salute l'individuazione di parametri di riferimento , ovvero livelli espositivi associati al consumo degli alimenti di produzione locale a garanzia della popolazione esposta.
Con nota prot 160669 dell'11 aprile 2014 le aziende ulss dell'area interessata e il Dipartimento ambiente regionale sono stati convocati ad una riunione per il 23 aprile al fine di una valutazione collegiale della bozza del programma di campionamento predisposto congiuntamente dalle Sezioni regionali incaricate.
A seguito della riferita riunione le aziende ulss coinvolte, n. 5-6-17-20 e 21, hanno condiviso il Programma di campionamento secondo le linee generali presentate dalle Sezioni Veterinaria e Sicurezza Alimentare e Prevenzione e Sanità Pubblica della Regione del Veneto ed è stata individuata l'ulss 6, in quanto capoluogo di provincia nel cui ambito territoriale si trova la fonte principale di inquinamento.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
Udito il relatore, il quale dà atto che la struttura proponente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;
VISTO l'articolo 2, comma 2, lett a) della L.R. n. 54 del 31.12.2012;
VISTO il parere dell'Istituto Superiore di Sanità trasmesso con nota prot. n. 15565/DGPRE dell'8.07.2013 del Ministero della Salute;
VISTO il parere dell'Istituto Superiore di Sanità trasmesso con nota prot. n. 2565-P-DGPRE del 29.01.2014 del Ministero della Salute;
VISTA la Dgr n. 1490 del 12.08.2013;
VISTA la Dgr n. 2014 del 4.11.2013;
VISTA la Dgr n. 2611 del 30.12.2013;
VISTA la Dgr n. 168 del 20.02.2014.
delibera
1.       Di approvare, secondo quanto espresso in premessa, il Programma di campionamento degli alimenti di produzione locale (Allegato A), redatto dalla Sezione Veterinaria e Sicurezza Alimentare in accordo con la Sezione Prevenzione e Sanità Pubblica, sentite le aziende ulss interessate, da realizzare entro il termine massimo del 30 giugno 2015;
2.       Di prendere atto dell'elenco dei Comuni interessati dall'impatto da sostanze Pfas, allegato alla nota prot 160388 del 11 aprile del Settore Promozione e sviluppo e igiene e sanità pubblica, individuato a seguito della attività di monitoraggio delle acque potabili;
3.       Di incaricare le aziende ulss n. 5-6-17-20 e 21 di procedere al Campionamento così come indicato nel programma di cui al punto 1) e l'Ulss 6, in quanto capoluogo di provincia nel cui ambito territoriale si trova la fonte principale di inquinamento, di garantire il coordinamento del programma come da indicazioni nell'allegato A;
4.       Di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto.

(seguono allegati)
1570_AllegatoA_281080.pdf