domenica 29 marzo 2015

DON ALBINO NEL MIRINO DI PEROTTI


domenica 29 marzo 2015

TELEFONATA DI PEROTTI AL DELEGATO PONTIFICIO DEL SANTO DI PADOVA PER BLOCCARE LE INIZIATIVE CONTRO LA SIS E LA SPV: FERMATE L'EPIFANIA DELLA TERRA
Riportiamo i link al Mattino di Padova di ieri e  al Tg Veneto delle 19.30 del 28/03/15, dove al minuto 12.19 rivela che nelle registrazioni della procura di Firenze, il Direttore dei Lavori della SPV, l'arrestato ing. Stefano Perotti e sodale di Ercole Incalza le mani della politica nella SPV, è intervenuto presso il delegato pontificio della Basilica del Santo a Padova per impedire lo svolgimento delle celebrazioni della Epifania della Terra. 

Gli scenari sono numerosi e le domande anche. Non immaginavamo che lo spezzare del pane potesse spezzare le ruspe e spaventare chi continua a dire che questa strada è voluta da tutti i veneti, dal pensiero unico della SPV del quitetto Zaia-Galan-Tosi-Dal Lago -Sartori al quale non ha il coraggio di opporsi fino in fondo la coppia Berti-Moretti. C'è da chiedersi a chi faccia paura la nostra opposizione e fino a che punto temono il tarlo del dubbio nell'opinione pubblica. Agli inquirenti chiediamo di rispondere invece ai nostri quesiti rapidamente: dietro a quali sollecitazioni e di chi, Perotti interviene presso il delegato pontificio? Non certo dietro alle sue preoccupazioni di perdere la ""consulenza"" dell'1-3% del valore dell'opera , forse sono quelle del suo sodale Incalza o quelle del mondo operoso da cui proviene il suo ormai ex ministro Lupi? Oppure altri sono quelli che lo inducono alla telefonata e vanno cercati nella SIS di cui lui era il consulente per la direzione dei lavori, oppure nel gruppo di coloro che a VenetoStrade danzano attorno all'ing. Vernizzi? Peggio ancora sarebbe scoprire le mani di certa politca lagunare dietro a questa telefonata, sarebbe allora una telefonata per interposta persona?

La giornalista chiosa dicendo che non vi sono stati effetti da quella telefonata per noi ce ne saranno molti, sarà anche nostra cura rivolgerci al delegato pontificio affinchè consegni al Santo Padre un nostro appello e un invito. Oramai sono tre anni che celebriamo con don Albino e don Antonio questa ricorrenza che segue il Natale, e continueremo a farlo per denunciare ciò che SPV rappresenta: la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi a danno di quella pubblica, il disastro dello spreco di suolo, la violenza contro la madre terra e la negazione della giustizia, della verità, della legalità e della solidarietà.

sabato 28 marzo 2015

Un documento molto importante del coordinamento Acqua Libera dai Pfas

Coordinamento ACQUA LIBERA DAI PFAS -

 www.vicenzareport.it/allegati/dossierlegambiente.pdf

 

L'ordinanza sui pozzi in arrivo dopo Pasqua

L'Ulss n 5 emanerà per dopo Pasqua l'ordinanza per far analizzare dai cittadini i loro pozzi privati.Questa indagine sarà emanata anche ad Arzignano sopratutto località Tezze ma anche confini fra Arzignnao e Montecchio Maggiore .Questo servirà anche come censimento per capire quanti pozzi privati ci sono nelle zona inquinata dai pfas. Il problema secondo la nostra Ulss è solo dei pozzi privati...
 

La Regione Veneto chiede di svincolare fondi per la lotta ai Pfas

la Commissione Ambiente veneta sarà presto convocata nell´Ovest vicentino Arriva il plauso della Regione al Consiglio di Bacino. E con questo, sperano i sindaci dell´Ovest Vicentino i cui territori sono coinvolti dalla contaminazione da perfluori alchilici, anche un concorso di spesa per continuare nella strada dell´abbattimento dei Pfas.
Fondi necessari per per poter coprire la somma di un ulteriore milione di euro che servirà ad Acque del Chiampo per estendere le reti dell´acquedotto dove ci sono i pozzi contaminati.
«Fa bene il presidente del Consiglio di Bacino, Giorgio Gentilin, a cercare risorse a Roma. Da parte sua, la Regione non è certo inerte: sono in corso, infatti, colloqui col Ministero dell´Ambiente e quello dell´Economia per raccogliere finanziamenti utili ad effettuare gli interventi» ha detto ieri il presidente della commissione Ambiente in consiglio regionale, il bassanese Nicola Finco, annunciando che presto convocherà i consiglieri veneti in una seduta ! assieme ai tecnici e agli amministratori locali.
Per smuovere le acque, nel corso del Consiglio di Bacino di mercoledì ad Arzignano, Giorgio Gentilin aveva annunciato: «Ho chiesto alla Regione un concorso spesa e intendo andare al Ministero dell´Ambiente a chiedere attenzione». Ha poi aggiunto: «Chiederemo anche un concorso di spesa alla Miteni, disponibili ad incontrarci»
La risposta di Venezia, dunque, non si è fatta attendere «dopo che la Giunta Zaia ha investito
oltre due milioni di euro attraverso Acque Veronesi che gestisce il pozzo di Almisano, nonostante il perfluoro alchilico non sia riconosciuto a livello nazionale come inquinante e pertanto manca una legge statale in materia» ha puntualizzato Finco.
«A Roma stiamo chiedendo di svincolare le risorse interne, già nelle casse regionali ma bloccate dai vincoli del patto di stabilità, per poter ulteriormente intervenire. In questo assicuro il mio impegno, considerando che questo inquina! mento da perfluoro è uno dei casi più seri presenti in provi! ncia di Vicenza, assieme a quello della Piemme galvanica di Tezze sul Brenta» ha aggiunto Finco ieri in consiglio regionale.
L´attenzione della Regione è rivolta soprattutto alla tutela della salute ma anche economica delle comunità. «I fondi per l´allacciamento all´acquedotto tra Lonigo e Brendola non vanno reperiti aumentando le tariffe ai cittadini dopo che il danno l´hanno fatto i privati» è stato puntualizzato.
«La potabilità dell´acqua comunque non è in discussione - conclude Finco -. I controlli sono fatti in maniera costante ed attentissima. Ora è necessario estendere la rete dell´acquedotto il più possibile anche alle aree che non ne sono coperte. Per questo convocherò quanto prima una Commissione Ambiente in loco».


Pozzi contaminati serve un altro milione

Pozzi contaminati
serve un altro milione

Spesa autorizzata dai sindaci ma manca la copertura finanziaria Gentilin: «Busseremo al ministero e incontreremo anche l'azienda»

La sede di Acque del Chiampo, che dovrà prevedere nuovi interventi
La sede di Acque del Chiampo, che dovrà prevedere nuovi interventi
Ad Acque del Chiampo serve quasi un altro milione per gli interventi legati alla presenza dei perfluori alchilici. La somma servirà per estendere le reti dell'acquedotto fra Lonigo e Brendola, dove i pozzi privati hanno registrato le maggiori concentrazioni di Pfas.
Il Consiglio di bacino, riunitosi ad Arzignano, ha autorizzato la società ad inserire la somma di 900 mila euro nel bilancio di previsione 2015, con la revisione di giugno. Ma manca la copertura finanziaria e il rischio è che gli investimenti ricadano sulle tariffe e quindi sui cittadini. «Faremo di tutto perché non accada – annuncia il presidente del Consiglio di bacino Giorgio Gentilin, sindaco di Arzignano – ma il rischio è reale. I sindaci e gli enti gestori, Acque del Chiampo, Medio Chiampo e Arica, sono compatti nella necessità di continuare nella strada dell'abbattimento dei perfluori».
Acque del Chiampo ha già investito 1 milione 133 mila euro, senza alcun contributo da ministero e Regione, e ricevendo 400mila euro di avanzo di bilancio dal Consiglio di bacino. Ora bisogna trovare nuove risorse

Valdagno: Scarichi abusivi nel torrente, è mistero

E leggete qui cosa succede a Valdagno ci sono strani scarichi nel torrente e non si capisce da dove provengano.Valdagno, scarichi abusivi nell'Agno
Da giorni misteriosi scarichi immettono acqua e schiuma colorata nell'Agno, ed in città sono in molti a guardare con crescente preoccupazione il fiume. L'ultimo episodio, dopo quelli registrati negli scorsi giorni all'altezza del ponte della Vittoria e in zona dell´affluente Rio, in zona Dam, Dopolavoro aziendale Marzotto, all'altezza della stazione Ftv.

Sabato 28 marzo Acqua Bene Comune a Roma con la Fiom

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'‪#‎Acqua‬ partecipa alla manifestazione "‪#‎Unions‬" promossa dalla ‪#‎FIOM‬ (Roma, Sabato 28 Marzo 2015)
L'attacco ai diritti, ai beni comuni e alla democrazia sono le conseguenze più dirette provocate dalle scelte di politica economica e sociale effettuate dai diversi governi che si sono succeduti alla guida del nostro paese sin dall'avvio della crisi. In particolare l'azione del Governo Renzi ha prodotto un deciso cambio di fase. Il nuovo contesto disegna, appunto, un quadro per cui risulta sempre più evidente il rilancio dei processi di privatizzazione dei servizi pubblici locali, servizio idrico compreso. Diversi provvedimenti vanno in questa direzione: dal Decreto Sblocca Italia alla Legge di stabilità 2015, passando per la spending review e il disegno di legge delega Madia. L'attuazione di un piano di questo genere si configurerebbe come una concreta cancellazione dell'esito referendario del 2011 e della volontà popolare espressa dalla maggioranza assoluta del popolo italiano, approfondendo ancor di più la crisi democratica. Sia a livello locale che nazionale si utilizzano sempre più spesso strumenti e si mettono in campo provvedimenti capaci di agire trasformazioni che rischiano di divenire irreversibili, nell'ambito del mondo del lavoro, dell'istruzione, dei beni comuni e della gestione e pianificazione territoriale. Si sperimentano pratiche di eccezionalità giuridica in diversi ambiti che vanno dalla creazione di status emergenziali, passando per dispositivi di controllo, distruzione delle garanzie costituzionali e compressione degli spazi decisionali degli Enti Locali e delle comunità.
Per queste ragioni come movimento per l'acqua intendiamo sostenere e partecipare alla manifestazione “Unions” promossa dalla FIOM e che si svolgerà a Roma Sabato 28 Marzo.