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domenica 16 aprile 2017

Comunicato di No Alla Centrale sull'inceneritore di fanghi ad Arzignano

«No inceneritore fanghi conciari ad Arzignano»

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Emanuele Vezzaro segretario dell’associazione “No alla Centrale” sul bando di Comune e Acque del Chiampo per un inceneritore di fanghi conciari ad Arzignano.
Dalle notizie apparse recentemente sulla stampa e dalla discussione nel Consiglio comunale di Arzignano del 15 marzo u.s. apprendiamo con stupore e incredulità che l’amministrazione di Arzignano e la società Acque del Chiampo hanno nuovamente avviato l’Iter per un bando alla ricerca di società che costruiscano un inceneritore per i fanghi conciari. Stupisce il metodo proposto: il Project Financing (finanza di progetto), cioè l’accordo in cui società private investono soldi propri per la realizzazione di un’opera. Strumento inefficace e truffaldino, come ben dimostrato dalla vicenda della Pedemontana col corollario ora di una nuova tassa regionale per coprire il dissesto. Nel merito invece, lo stupore nasce dal fatto che l’ipotesi inceneritore era stata, a suo tempo, bocciata proprio dal sindaco di Arzignano e dall’amministratore di Acque del Chiampo, in quanto avrebbe acuito i rischi per la salute dei cittadini. Il sindaco affermava inoltre che «chi propone di incenerire i fanghi conciari è una potente lobby» a cui lui mai si sarebbe assoggettato. Dovrebbe ora spiegare, il sindaco, su quali basi scientifiche e tecniche, vi è questa virata a favore di un impianto di incenerimento.
Dovrebbe cioè chiarire come è stato ora scongiurato il pericolo che il cromo trivalente presente in notevole quantità nei fanghi conciari si trasformi, durante la combustione, in cromo esavalente, inserito tra i cancerogeni certi. L’incredulità nasce invece dal fatto che Acque del Chiampo, con la presidenza Serafin, ha sbeffeggiato le proposte uscite dalla commissione istituita con il progetto partecipativo “Parco” del 2007, salvo ora ritornare come nel gioco dell’oca alla casella di partenza, con l’handicap rispetto al progetto Parco che tutte le decisioni vengono prese nelle segrete stanze dell’Amministratore unico di Acque del Chiampo. È necessario che i proponenti del nuovo impianto affrontino la questione in una assemblea pubblica aperta alla popolazione e agli amministratori comunali dell’Ovest vicentino. In tale assemblea dovrebbero essere presentati dati, progetti, costi, finanziamenti, impatti ambientali e sanitari in modo tale che sia fugato ogni dubbio sull’effettiva efficacia di un inceneritore per i fanghi conciari; così come la Regione ha affrontato il tema Pfas in assemblee pubbliche con i cittadini.
Emanuele Vezzaro
Segretario Associazione “No alla Centrale”

martedì 17 novembre 2015

Sull'impianto dei fanghi Serafin non convince a Montecchio Maggiore

Nell'ultima riunione riportata ieri domenica 15 novembre sul GdV, la Commissione Ambiente e Territorio di Montecchio Maggiore ha sentito Serafin , l'amministratore unico di Acque del Chiampo, sul procedimento della gassificazione dei fanghi sulla quale tutta la Commissione non cambia parere di contrarietà all'impianto. Serafin è preoccupato più sul volume da conferire che sulle emissioni e perciò ha avviato uno studio all'università di Trento .

mercoledì 11 novembre 2015

Minoranze:«Le nostre mozioni svuotate di senso» Consiglio comunale di Arzignano

sul GdV un altro articolo che spiega meglio che la democrazia ad Arzignano in Consiglio Comunale proprio non esiste! a decidere sono sempre quelli che hanno più soldi perciò più potere :I sindaci soci hanno deciso
di allagare l’organo tecnico
Minoranze:«Le nostre
mozioni svuotate di senso»
«La maggioranza ha svuotato
il senso delle nostre mozioni
». È questo il commento
dei consiglieri di opposizione
di “Pd per Arzignano”, “Lorella
Peretti Sindaco” e “Un’altra
Arzignano” in merito alle
proposte presentate in Consiglio
comunale su Acque del
Chiampo che sono state approvate
dalla maggioranza,
dopo essere state modificate
dagliemendamenti presentati
da Forza Italia che ne hanno
cambiato il contenuto.
«Alla fine siamo stati costretti
a votare contro le mozioni
– dice il consigliere di
minoranza Lorella Peretti –:
chiedevamo subito un Cda
per Acque del Chiampo al posto
dell’amministratore unico.
La possibilità approvata
dalla maggioranza che questo
avvenga a fine mandato,
tra 18 mesi, e le condizioni inserite
nella mozione rendono
evidente che non c’è alcuna
volontà di farlo». «E non fissare
una data per l’assemblea
pubblica che abbiamo chiesto
entro l’anno – aggiunge
Pietro Magnabosco di
Un’altra Arzignano – dimostra
che non si vuole fare».
Sulla collegialità richiesta
dalle opposizioni in materia
di scelte però, l’amministratore
unico di Acque del Chiampo
Alberto Serafin ha ribadito
che questa è garantita. Da
sempre.E su un doppio binario.
«Le decisioni spettano ai
sindaci soci, che sono i rappresentanti
dei cittadini – ha
detto – perché l’assemblea è
sovrana.E sulle questioni tecniche
e sul rapporto produzione-
depurazione si lavora
con la Consulta degli utenti,
costituita dagli industriali».
Consulta che andrà al rinnovo
proprio venerdì della prossima
settimana, con l’elezione
dei rappresentanti delle diverse
categorie di scarico e
una novità.
«Sulla base di una proposta
avanzata dalle categorie economiche
– ha spiegato Serafin
– i sindaci hanno deciso
che nella Consulta entreranno
a far parte di diritto, senza
dover essere eletti, i grandi
gruppi industriali sopra i mille
metri cubi, e quindi Dani,
Gruppo Mastrotto, Rino Mastrotto
Group, Pretto e Faeda.
Gruppi che fanno investimenti
importanti nelle strutture
produttive ma a fronte
di garanzie di una depurazione
d’avanguardia. Ci sarà
inoltre la possibilità, se necessario,
di coinvolgere anche i
chimici. Al vaglio della consulta
ora c’è la bozza del piano
industriale, per concordare
gli investimenti sulla parte
della depurazione e anche
per calcolare il coefficiente di
variabilità che i fanghi possono
portare sullo stesso piano
industriale».• L.N.
proprio

ma il gassificatore lo fate sì o no?”

Piero Magnabosco
Poiché non era chiaro, dalle dichiarazioni dell’amministratore unico, se ci fosse o meno la volontà di costruire un gassificatore ad Arzignano il Consigliere Piero Magnabosco ha chiesto:” ma il gassificatore lo fate sì o no?” al che Serafin risponde nel modo più confuso possibile: “cioè sì ma anche no, no ma anche sì.”
A margine l'amministratore ha detto anche che nel caso si facesse l'impianto si potrebbe utilizzare il calore per una centrale di cogenerazione.

Alla domanda: “ma c'è abbastanza acqua per farlo funzionare? Non hanno risposto neanche di striscio.
Certo la chiarezza non è la più grande virtù di Albero Serafin. Ma non è il solo a restare in una zona grigia: su questo argomento il sindaco ha sempre taciuto, anche quando Piero Magnabosco gli ha ricordato che la volta precedente in Consiglio aveva rilasciato dichiarazioni contraddette da Serafin e, successivamente, ricontraddette da se stesso sul Giornale di Vicenza.

sul CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO Giovedì 22 Ottobre ad Arzignano


Sì allo studio sui fanghi Otto sindaci su dieci verso il gassificatore


martedì 10 novembre 2015

MONTECCHIO.Dopo i recenti incontri sul tema smaltimento fanghi La politica ribadisce il no al gassificatore

A Montecchio Maggiore i politici locali sono tutti contro il gassificatore dei fanghi :MONTECCHIO.Dopo i recenti incontri sul tema smaltimento fanghi
La politica ribadisce
il no al gassificatore
Lega,ForzaItalia,Pd e M5S
non cambiano idea: «Troppo
vicino al nuovo ospedale
e senza sicurezze certe»

Antonella Fadda
Montecchio ribadisce il suo
no al gassificatore. Dopo i recenti
incontri dei sindaci in
Acque del Chiampo, sul trattamento
dei fanghi, nessun
cambio di rotta, dunque, nella
posizione del Comune e
dei partiti politici castellani
che hanno sempre chiaramente
espresso il proprio veto
a proposito di un eventuale
posizionamento
dell’impianto di smaltimento
dei fanghi di concia fra Arzignano
e Montecchio. Uno
dei pochi temi che ha sempre
accomunato tutti, Amministrazione
e segretari di partito
indipendentemente dallo
schieramento politico. «In assenza
di un quadro certo, ribadiamo
la posizione di sempre.
Siamo contrari ad un
prototipo che non dà certezze
e sicurezze sul suo funzionamento
e sulla sua efficienza
e neanche sull'assenza di
pericoli - afferma il sindaco,
Milena Cecchetto -.Un prototipo
che verrebbe realizzato a
circa 500 metri dal nuovo
ospedale. Il nostro non è un
territorio adatto alle sperimentazioni,
perché già molto
industrializzato e urbanizzato
e al centro di nuove infrastrutture.
Le attuali proposte
e condizioni non sono sufficienti
a rassicurarci».
In linea con il primo cittadino
anche il segretario della
Lega Nord, Maurizio Meggiolaro.
«Sicuramente non abbiamo
cambiato idea - spiega
-, siamo stati e siamo assolutamente
contrari al gassificatore.
A noi interessa principalmente
la salute pubblica:
non abbasseremo mai la
guardia su questo tema». Di
garanzia della salute parla anche
Veronica Cecconato, segretario
Pd: «Negli ultimi anni,
dopo che è tramontata
l’idea del gassificatore norvegese,
non sono arrivate nuove
soluzioni o tecnologie che
permettano lo smaltimento
in sicurezza di questi rifiuti
speciali, quindi ripetiamo il
nostro diniego».«Nonsiamo
d’accordo sull’ubicazione - dice
Graziano Meneghini di
Forza Italia -, un impianto
sperimentale non va posizionato
in luoghi popolati come
il nostro territorio e non possiamo
avere alcuna garanzia
che questo tipo di trattamento non danneggi
la salute.Occorre
trovare una diversa soluzione
per i fanghi». «Noi
non ci stiamo e a livello locale,
regionale e nazionale ci opporremo
a questo scempio –
chiosa Sonia Perenzoni del
M5S». •

Il tema dei fanghi infiamma il Consiglio comunale di Arzignano

Sul GdV del 30-09-2015  è riportato il confronto nel Consiglio Comunale di lunedì sui fanghi di concia. Ora le minoranze hanno ritirato le mozioni che ripresenteranno al prossimo Consiglio straordinario dove interverrà l'amminsitratore unico Serafin. .
ARZIGNANO/1.Alla prossima riunione interverrà l’amministratore unico di Acque del Chiampo In Consiglio lite sui fanghi«Così il settore si suicida»La minoranza chiede di convocare un’altra seduta sullo smaltimento
Matteo Carollo
Il tema dei fanghi infiamma
il Consiglio comunale, portando
le minoranze a chiedere
nuovamente una seduta
monotematica sull'argomento
alla quale prenda parte anche
l'amministratore unico
di Acque del Chiampo Alberto
Serafin.
La richiesta era già stata
avanzata ma, vista la vicinanza
con il Consiglio ufficiale, i
capigruppo avevano deciso
di trasformarla in mozione. I
consiglieri hanno quindi chiesto
al sindaco di riferire sulla
situazione attuale e su come
l'Amministrazione intenda
procedere per individuare
una soluzione allo smaltimento
dei fanghi della concia.
Il testo, inoltre, chiedeva
che il Consiglio si esprimesse
circa la convocazione bimestrale
della Commissione ambiente
per monitorare la ricerca
di soluzioni e circa la
convocazione, entro l’anno,
di un'assemblea pubblica.
Dopo aver illustrato la vicenda dei
fanghi rifiutati dalla discarica
di Sogliano a causa di
una diversa concentrazione
di cromo rispetto al materiale
abituale, questione sulla
quale il Movimento 5 Stelle
ha anche presentato un’interrogazione
in Consiglio regionale,
il sindaco Giorgio Gentilin
ha proseguito: «Questo
mondo ha bisogno anche di
un riordino. Le criticità nei
conferimenti in discarica ci
sono,ma sono parziali. Nulla
è stato nascosto, tutto è trasparente.
Verrà il momento
anche per coinvolgere la popolazione,
però non creiamo
problemi a una partecipata
sana come Acque del Chiampo
». «Non posso ritenermi
soddisfatta della risposta»
ha dettoil capogruppo della
Lista civica Peretti sindaco
Lorella Peretti, mentre Pietro
Magnabosco, capogruppo
di Un'altra Arzignano, rivolto
al sindaco, ha chiesto:
«Ho apprezzato la sua posizione
in campagna elettorale,
con il “no” al gassificatore.
Volevo sapere se questa era
cambiata o se era rimasta la
stessa». «Ho risposto al suo
quesito fondamentale, consigliere
Peretti, quello sul blocco
dei conferimenti a Sogliano
– ha continuato Gentilin
–.È giusto, poi, che voi vogliate
approfondire, però Acque
del Chiampo ha un amministratore
unico, circondato
dai 10 Comuni azionisti, con
i quali è stato intrapreso un
cammino, anche perchè al 31
dicembre decadrà l'accordo
di programma stipulato nel
2005 con il ministero
dell'Ambiente e bisognerà
farne un altro, che tenga conto
dei cambiamenti avvenuti
nel frattempo. Siamo qui per
impedire che la concia si suicidi
da sola. Non sono in grado
di dare una risposta alle
vostredomande, poiché i piani
sono in cammino».
Alla fine le minoranze hanno
ritirato la mozione, che sarà
ripresentata al Consiglio
straordinario che sarà chiesto
sull’argomento•
nella foto l'impianto di trattamento di Acque del Chiampo
..