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domenica 28 febbraio 2016
mercoledì 13 maggio 2015
Inquinato il Fratta Scatta nuovo allarme
12.03.2015
Inquinato il Fratta Scatta nuovo allarme
Sul posto i tecnici dell'Arpav e i vigili dell'Unione
Il tratto del canale Fratta interessato dallo sversamento DIENNEFOTO
Anche il sindaco Silvano Seghetto è stato avvisato. «Non appena l'ufficio Ecologia mi ha informato, ho chiesto di verificare che il consorzio Arica non avesse effettuato lavaggi di vasche o lavorazioni particolari che potevano avere compromesso lo scarico del collettore», riferisce. «Per ora, l'Arpav non mi ha chiesto di emettere alcuna ordinanza, rimango in attesa di indicazioni». In tarda mattinata, Filippo Gini, uno dei responsabili di Perla Blu di Legambiente, ha voluto sincerarsi di persona di quanto successo. Un altro noto ambientalista colognese, Piergiorgio Boscagin, è sfiduciato: «Il Colognese è una zona martoriata dal punto di vista ambientale e spesso l'inquinamento colpisce un elemento vitale come l'acqua». P.B.
mercoledì 22 aprile 2015
Il tubone ritarda il gassificatore
Il progetto del gassificatore non è stato accantonato. Ci spiace per le
associazioni che speravano di avere vinto su questo progetto ma temiamo
che la lotta sia ancora dura e lunga. Noi di ABC Vicenza ai primi di
febbraio siamo stati a parlare con Serafin, l'amministratore unico di
Acque del Chiampo il quale ci disse che il gassificatore è un progetto
futuro e neccessario, ma per il momento non proponibile, visto cosa
succede alle grandi opere in Veneto con la corruzione enorme
che c'è.Fino a che si trovano discariche i fanghi sono sicuri poi si
dovrà intervenire con la gassificazione onde non sommergerci di fanghi e
visto che nella nostra zona ce ne sono già nove discariche!
Sul Gdv del 21 Aprile 2015 l'articolo che annuncia che per finanzaire il prolungamento del tubone ARICA fino al depuratore di Cologna Veneta si sono usati in parte i soldi che erano destinati al gassificatore. Ma il gassificatore altro che accantonato! anzi secondo Conte viaggeranno insieme i due progetti e cioè Tubone e Gassificatore!
Molto importante l'articoletto in mezzo che sull'indagine epidemiologica riguardo i cittadini che si son bevuti per anni acqua contenente Pfas sta per iniziare a Lonigo Sarego e Brendola e già si sanno i nomi dei 120 cittadini scelti. Poi si procederà anche ad analizzare gli alimenti prodotti da chi ha i pozzi privati inquinati-
Sul Gdv del 21 Aprile 2015 l'articolo che annuncia che per finanzaire il prolungamento del tubone ARICA fino al depuratore di Cologna Veneta si sono usati in parte i soldi che erano destinati al gassificatore. Ma il gassificatore altro che accantonato! anzi secondo Conte viaggeranno insieme i due progetti e cioè Tubone e Gassificatore!
Molto importante l'articoletto in mezzo che sull'indagine epidemiologica riguardo i cittadini che si son bevuti per anni acqua contenente Pfas sta per iniziare a Lonigo Sarego e Brendola e già si sanno i nomi dei 120 cittadini scelti. Poi si procederà anche ad analizzare gli alimenti prodotti da chi ha i pozzi privati inquinati-
Con i 5 stelle ieri a San Salvaro per ascoltare chi abita lungo il Fratta e troppo spesso si ammala di tumore .Grazie ad Antonio Lucca per i video e le foto della importante giornata di ieri con Jaocopo Berti candidato alle regionali in veneto https://www.youtube.com/watch?v=fILetvTzpsI#t=259 Testimonianza di un cittadino malato di patologia mortale Il territorio e l'acqua devono essere fonte di vita e non fonte di morte da inquinamento delle fonti... youtube.com Mi piace · Commenta · Condividi
Con i 5 stelle ieri a San Salvaro per ascoltare chi abita lungo il Fratta e troppo spesso si ammala di tumore .Grazie ad Antonio Lucca per i video e le foto della importante giornata di ieri con Jaocopo Berti candidato alle regionali in veneto https://www.youtube.com/watch?v=fILetvTzpsI#t=259
Il territorio e l'acqua devono essere fonte di vita e non fonte di morte da inquinamento delle fonti...
youtube.com
guardate nel video dove sono le centraline Arpav https://www.facebook.com/video.php?v=354651714740940&set=vb.100005883426224&type=2&theater
Il gruppo di intervento giuridico sul tubo ARICA e il Fratta
Il gruppo di intervento giuridico sul tubo ARICA e il Fratta http://gruppodinterventogiuridicoweb.com/…/forse-finalment…/
gruppodinterventogiuridicoweb.com
domenica 1 marzo 2015
Castelbaldo: Veleni nel Fratta, il sindaco denuncia: «Usl e Cvs sottovalutano»
Veleni nel Fratta, il sindaco denuncia: «Usl e Cvs sottovalutano»
Claudio Pasqualin, sindaco di Castelbaldo, è preoccupato: <<Da un anno e mezzo io non bevo più l’acqua dell’acquedotto>>
CASTELBALDO. «Da un anno e mezzo io non bevo più l’acqua
dell’acquedotto: nel dubbio, preferisco preservare la mia salute». È una
posizione forte quella di Claudio Pasqualin, sindaco di Castelbaldo,
tra gli amministratori più attenti ed agguerriti sul fronte
dell’inquinamento dei corsi d’acqua. Pasqualin da anni ormai va
denunciando la situazione di degrado ambientale del Fratta-Gorzone,
prendendo sul serio sin da subito la questione dei Pfas, le sostanze
chimiche rilevate nel fiume e nei collettori del Basso Veneto per le
quali Regione e Istituto superiore di Sanità hanno avviato una complessa
campagna di biomonitoraggio nel territorio.
Il sindaco di Castelbaldo ribadisce inoltre la propria ferma contrarietà al progetto di collegamento tra le acque dell’Adige e quelle del Fratta-Gorzone, sponsorizzato anche dal Consorzio di bonifica Adige Euganeo e ritenuto l’unica vera soluzione agli allagamenti del territorio quando arriva una piena del Fratta: «Vogliamo avvelenare tutti coloro che attingono acqua potabile dall’Adige, immettendo in questo fiume l’acqua di uno dei fiumi più inquinati d’Italia? Ho già scritto al ministro dell’Ambiente per chiedere una presa di posizione del Governo e, assieme ai comuni polesani di Badia Polesine, Lendinara e Lusia ho promosso una delibera di consiglio comunale che si oppone a questo progetto».
sabato 28 febbraio 2015
Interrogazione del consigliere del PD regionale Pietro Ruzzante sull'inquinamento Fratta-Gorzone
INQUINAMENTO FRATTA-GORZONE, HO PRESENTATO UN'INTERROGAZIONE
OLTRE AL BIOMONITORAGGIO, QUALI AZIONI INTENDE INTRAPRENDERE LA REGIONE VENETO PER RIDURRE IL FORTE INQUINAMENTO DEL FIUME FRATTA-GORZONE?
OLTRE AL BIOMONITORAGGIO, QUALI AZIONI INTENDE INTRAPRENDERE LA REGIONE VENETO PER RIDURRE IL FORTE INQUINAMENTO DEL FIUME FRATTA-GORZONE?
E PER QUALE MOTIVO, NEL PROGRAMMA DI BIOMONITORAGGIO AVVIATO DALLA
REGIONE E DALL'ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITÀ, I PRELIEVI DI SANGUE A
CAMPIONE SONO PREVISTI SOLO DALLE USL 5 E 6 (NEL VICENTINO) E NON
DALL'USL 17 (NELLA BASSA PADOVANA)?
In un articolo comparso nella stampa locale che riferisce sullo stato di forte inquinamento dei corsi d'acqua del basso Veneto - in particolare del Fiume Fratta-Gorzone dove, da parecchio tempo, sono state riscontrate forti tracce di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas), considerate responsabili dell'insorgenza di alcune patologie tumorali - apprendiamo che nel vicentino, a breve inizieranno gli esami a campione previsti dal programma di biomonitoraggio voluto dalla Regione Veneto e dall'Istituto superiore della Sanità per valutare l'incidenza dei Pfas sulla salute dei cittadini. A tal proposito, ho presentato un'interrogazione alla Giunta Zaia per chiedere quali altre e più incisive azioni intenda intraprendere, al fine di ridurre gli altissimi livelli di inquinamento del Fratta-Gorzone, raggiunti proprio grazie all'inerzia decennale della Regione che ha permesso a diverse attività industriali ed artigianali di scaricare, per anni, in quelle acque sostanze fortemente inquinanti.
Accanto a questo, nello stesso articolo si riferisce che nel programma di biomonitoraggio predisposto, le Usl 5 e 6, nei Comuni di Brendola, Lonigo e Sarego, nel vicentino, effettueranno dei prelievi di sangue a campione in due diverse fasi che coinvolgeranno prima 80 cittadini e successivamente altri 160, mentre l'Usl 17 (operante nella bassa padovana) coinvolta anch'essa nei controlli, non prevede però per questo territorio nessun esame a campione sui cittadini, ma solo sulle attività di alcune aziende agricole montagnanesi dove verranno analizzati fanghi, foraggi e animali. Ci si chiede: perché due pesi e due misure? Perché nel vicentino si analizzano le persone e nella Bassa Padovana questo non è previsto?
Pur applaudendo, dunque, a questa iniziativa della Regione (anche se insufficiente e tardiva) sarebbe il caso che la Giunta Zaia spiegasse i motivi di tale scelte, onde evitare di dare sostanzialmente ragione a quanto, da anni, vanno pensando e dicendo - e non senza ragione - tanti cittadini e rappresentanti amministrativi dei Comuni della Bassa Padovana, cioè di essere considerati, rispetto ad altri territori del Veneto - in termini di servizi e infrastrutture - dei cittadini di serie B.
Se ciò avvenisse anche per quel che riguarda la loro salute, sarebbe semplicemente inqualificabile e gravissimo.
In un articolo comparso nella stampa locale che riferisce sullo stato di forte inquinamento dei corsi d'acqua del basso Veneto - in particolare del Fiume Fratta-Gorzone dove, da parecchio tempo, sono state riscontrate forti tracce di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas), considerate responsabili dell'insorgenza di alcune patologie tumorali - apprendiamo che nel vicentino, a breve inizieranno gli esami a campione previsti dal programma di biomonitoraggio voluto dalla Regione Veneto e dall'Istituto superiore della Sanità per valutare l'incidenza dei Pfas sulla salute dei cittadini. A tal proposito, ho presentato un'interrogazione alla Giunta Zaia per chiedere quali altre e più incisive azioni intenda intraprendere, al fine di ridurre gli altissimi livelli di inquinamento del Fratta-Gorzone, raggiunti proprio grazie all'inerzia decennale della Regione che ha permesso a diverse attività industriali ed artigianali di scaricare, per anni, in quelle acque sostanze fortemente inquinanti.
Accanto a questo, nello stesso articolo si riferisce che nel programma di biomonitoraggio predisposto, le Usl 5 e 6, nei Comuni di Brendola, Lonigo e Sarego, nel vicentino, effettueranno dei prelievi di sangue a campione in due diverse fasi che coinvolgeranno prima 80 cittadini e successivamente altri 160, mentre l'Usl 17 (operante nella bassa padovana) coinvolta anch'essa nei controlli, non prevede però per questo territorio nessun esame a campione sui cittadini, ma solo sulle attività di alcune aziende agricole montagnanesi dove verranno analizzati fanghi, foraggi e animali. Ci si chiede: perché due pesi e due misure? Perché nel vicentino si analizzano le persone e nella Bassa Padovana questo non è previsto?
Pur applaudendo, dunque, a questa iniziativa della Regione (anche se insufficiente e tardiva) sarebbe il caso che la Giunta Zaia spiegasse i motivi di tale scelte, onde evitare di dare sostanzialmente ragione a quanto, da anni, vanno pensando e dicendo - e non senza ragione - tanti cittadini e rappresentanti amministrativi dei Comuni della Bassa Padovana, cioè di essere considerati, rispetto ad altri territori del Veneto - in termini di servizi e infrastrutture - dei cittadini di serie B.
Se ciò avvenisse anche per quel che riguarda la loro salute, sarebbe semplicemente inqualificabile e gravissimo.
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