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martedì 2 gennaio 2018
San Bonifacio: Agli esami del sangue al Fracastoro si presenta solo il 70% dei convocati Arena 15 Dicembre 2017
venerdì 27 ottobre 2017
I carabinieri del Noe all'Ecomafie: il carotaggio è insufficente Arena di Verona 27 Ottobre 2017:
Arena di Verona 27 Ottobre 2017: Secondo i carabinieri del Noe il
carotaggio alla Miteni è insufficente e va intensificato. In alcuni
posti all'interno dello stabile è impossibile farli e inoltre chi ha
acquistato la Miteni sapeva di questo inquinamento ci sono le prove.
Riguardo la produzione del Pfoa anche noi del coordinamento che fin
dall'inizio abbiamo seguito la vicenda sappiamo che è terminata nel 2013
mentre il Pfos nel 2011. Nell'articoletto di fiaco , Zaia sfida il
governo a scrivere quali sono le carte che mancano dei progetti per
avere gli 80 milioni e poi si informa della consegna firme da parte dei
comitati n regione
lunedì 7 marzo 2016
Tre procure aprono fascicoli sull'inquinamento delle acque
Sull'Arena di Verona del 3 marzo 2016 a circolare emessa dal segretario
generale della Sanità regionale Domenico Mantoan, «la magistratura viene
costantemente informata dagli uffici della Regione». Questo avviene
«tramite dei rapporti di sintesi sottoscritti dal direttore Mantoan e
dalla responsabile della Commissione Pfas Francesca Russo (che è anche
il dirigente del settore Sanità pubblica della Regione), i quali vengono
recapitati alla Procura di Padova, la quale farebbe da interfaccia con
quelle di Vicenza e Verona, anch’esse competenti territorialmente».
Finalmente la Coldiretti tramite il presidente del Veneto Cerantola che con alcuni del coordinamento abbiamo incontrato a Vicenza dopo che ci avevano diffidato due anni fa per stesse cose emerse in questi giorni ma non ancora provate da anailisi, chiede informazioni!!! Il caso Pfas finisce sotto la lente di ingrandimento di ben tre Procure della Repubblica. Secondo quanto riferisce il consigliere regionale del Pd Andrea Zanoni, sulla scorta di un
Finalmente la Coldiretti tramite il presidente del Veneto Cerantola che con alcuni del coordinamento abbiamo incontrato a Vicenza dopo che ci avevano diffidato due anni fa per stesse cose emerse in questi giorni ma non ancora provate da anailisi, chiede informazioni!!! Il caso Pfas finisce sotto la lente di ingrandimento di ben tre Procure della Repubblica. Secondo quanto riferisce il consigliere regionale del Pd Andrea Zanoni, sulla scorta di un
giovedì 13 agosto 2015
Sforamento dei limiti dei pfas anche a Zimella e Albaredo e cambio filtri carbone (articolo dell'Arena del 28 luglio)
Pfas.
Limiti sforati in due Comuni, l’Ulss tranquillizza. L'Arpav ha rilevato
nella rete idrica di Albaredo e Zimella valori superiori a quelli
fissati dall’Iss
| Nel Colognese toma a manifestarsi lo spettro Pfas, ma secondo l'Ulss
non ci sono rischi per la salute. L'Agenzia regionale per l'ambiente ha
rilevato nella rete acquedottistica di Albaredo d'Adige e Zimella
livelli elevati di sostanze perfluoro-alchiliche: i composti di origine
chimica che vengono utilizzati per impermeabilizzare carta, stoviglie e
tessuti, la cui presenza nelle falde da cui pescano gli acquedotti di
oltre 30 Comuni del Basso Veronese, del Vicentino e del Padovano era
stata scoperta due anni fa in seguito ad una campagna di controlli
specifici promossi dall'Unione Europea. Sin dal 2013 è stato deciso di dotare gli impianti di prelevamento e potabilizzazione dell'acqua contaminati - situati ad Almisano, nel Basso vicentino, e di proprietà di Acque Veronesi - di filtri a carboni attivi. Filtri molto costosi, ogni ricarica costa circa 100mila euro, ma che sono gli unici efficaci. Nel frattempo sono iniziate verifiche relative alla presenza dei Pfas anche nelle acque superficiali e negli alimenti del territorio. Nonostante vari annunci, finora nè lo Stato italiano nè l'Unione europea hanno fissato i limiti massimi di Pfas che possono essere contenuti nelle acque potabili. Gli unici parametri esistenti sono quelli stabiliti come obiettivo dall'Istituto superiore di sanità. Ebbene, i risultati di campioni prelevati dall'Arpav, per conto dell'Ulss 20, in via Brena ad Albaredo e in via Corain a Zimella, dicono che quei limiti di performance sono stati sforati. «Si tratta di superamenti contenuti dovuti ai filtri che cominciavano ad essere saturi», spiega Massimo Valsecchi, direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Ulss 20. «Abbiamo informato sia i sindaci che Acque Veronesi, la quale ci ha comunicato il 21 luglio di avere sostituito i carboni. La situazione non era comunque tale da far sì che dovessero essere presi provvedimenti di alcun genere». «I limiti non devono essere superati e in questo caso i sindaci dovevano muoversi, anche se non è giusto che si paghino con soldi pubblici inquinamenti provocati da privati», sottolinea Piergiorgio Boscagin del comitato Acqua libera dai Pfas. Comitato che ha scritto a tutti i sindaci dell'area interessata dall'inquinamento per chiedere loro di agire legalmente per far si che la bonifica delle falde acquifere sia a carico di chi ha provocato l'inquinamento ed ottenere un risarcimento dei danni. Lu. Fi. - L’Arena – 28 luglio 2015 |
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