giovedì 11 marzo 2021

Processo Pfas-bis contro la Miteni al via con 8 imputati e 30 parti civili Lunedì 25 Gennaio 2021 di Redazione online

 

Processo Pfas-bis contro la Miteni al via con 8 imputati e 30 parti civili

Lunedì 25 Gennaio 2021 di Redazione online
Processo Pfas-bis contro la Miteni al via con 8 imputati e 30 parti civili
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VICENZA  - Sono 30 le parti civili ammesse oggi al processo «Pfas-bis» a carico di otto imputati, accusati a vario titolo dei reati ambientali avvenuti tra il 2013 e il 2017 a causa delle emissioni dell'ex stabilimento «Miteni» di Trissino (Vicenza). Tra le parti civili ci sono anche le società di gestione idrica Acque del Chiampo, Acquevenete e Viacqua; una quarta azienda, Acque Veronesi, valuterà la costituzione entro l'avvio dell'udienza dibattimentale.

Gli 8 imputati sono accusati di aver provocato un deterioramento significativo e misurabile nelle acque sotterranee al sito Miteni, e di aver immesso nelle falde il rifiuto pericoloso contenente «GenX» e cC6o4. Per quanto riguarda il reato di bancarotta, l'accusa è di aver aggravato il dissesto della società di Trissino con perdite per quasi 15 milioni di euro tra 2010 e 2017. Nell'udienza di oggi è stata citata come responsabile civile la ditta International Chemical Investors Group (Icig), alla quale verrà notificato l'atto in tempi brevi. Nella prossima udienza, prevista il 22 marzo, si inizierà la discussione, a prescindere che si sia deciso sulla riunione del primo procedimento, relativo ai reati commessi fino al 2013.

Con la contestazione del reato di inquinamento da parte della Procura di Vicenza nel filone «Pfas-bis» è stata recepita una delle argomentazioni del collegio difensivo delle società idriche (avvocati Marco Tonellotto, Angelo Merlin, Vittore d'Acquarone) che avevano pure rappresentato la natura permanente o continuata della compromissione ambientale, e quindi la sostanziale non prescrittibilità dei reati ambientali contestati, tesi condivisa anche da una recente sentenza della Cassazione.

Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 08:06© RIPRODUZIONE RISERVATA

martedì 17 novembre 2020

Il 7 ottobre noi di Acqua Bene Comune Vicenza e a nome anche del Coordianmento Acqua libera dai Pfas abbiamo incontrato Arpav e il direttore Luca Marchesi.

 Il 7 ottobre noi di Acqua Bene Comune Vicenza e a nome anche del Coordinamento Acqua libera dai Pfas abbiamo incontrato Arpav e il direttore Luca Marchesi. Qui il nostro comunicato stampa e alcune foto della Miteni di Trissino, sottosuolo da bonificare e il mulino planetario del progetto Life Phoenix che ci è stato presentato quel giorno : Comitato Acqua Bene Comune Vicenza e Coordinamento Acqua Libera dai PFAS

Comunicato
Il 7 ottobre 2020 il Comitato Acqua Bene Comune Vicenza e il Coordinamento Acqua Libera dai PFAS, nel rispetto delle prescrizioni previste dal Governo e dalla Regione Veneto per la prevenzione di infezioni covid-19, hanno avuto un produttivo incontro con Arpa Veneto (Arpav), presso la sede in Vicenza. L'incontro richiesto dal Comitato e dal Coordinamento è stato preceduto dall'invio alla Direzione Arpav di una serie di quesiti inerenti il sito ex Miteni, nella sostanza da quando è stato scoperto l'inquinamento, fino alla definizione del sito, all’analisi dei rischi, all’individuazione delle procedure per la messa in sicurezza, al progetto di bonifica.
L'incontro che si è svolto in un clima di massima attenzione e partecipazione, ha permesso al direttore generale Luca Marchesi e ai valevoli tecnici di Arpav di rispondere in merito alle domande poste.
Arpav ha presentato fra l’altro lo stato di avanzamento del “decommissioning”, dismissione, svuotamento e smantellamento degli impianti ex Miteni. Questa fase è molto complessa e abbiamo chiesto informazioni visto che la Barriera Idraulica, in fase di potenziamento, non ha finora dato buoni risultati. In tale contesto è stata approfondita e discussa anche la tematica delle sostanze perfluoroalchiliche e della complessa normativa che le regolamenta, comprese le incertezze connesse con la mancata definizione di limiti nazionali. Dai tecnici ARPAV sono stati presentati i monitoraggi effettuati sulle matrici ambientali ed è stato esposto il modello matematico Phoenix, sull’evoluzione della contaminazione da PFAS nelle acque sotterranee e superficiali del vasto territorio interessato.
Il Comitato ha poi chiesto delucidazioni riguardo a un accadimento ritenuto molto importante, la vicenda della barriera idraulica, un enorme impianto in funzione che due dipendenti Arpav non avrebbero volutamente visto nel 2006, “favorendo” le attività della Miteni: un'accusa che, se vera, sarebbe stata gravissima e che, non essendo stata pubblicamente respinta, ha alimentato astio e sfiducia nei confronti dell’Istituto. Arpav ha precisato di non avere dubbi sull’operato dei suoi dipendenti, in quanto puntuali esecutori di precise disposizioni derivanti dalle autorizzazioni in capo all’Azienda.
É stata per il Comitato e il Coordinamento anche una apprezzata lezione tecnica, utile per proseguire nel percorso di partecipazione attiva che li caratterizza. Abbiamo ringraziato la Direzione Arpav e tutta la sua competente Tecnostruttura per le oltre tre ore di comune impegno, chiedendo altresì la disponibilità per proseguire il confronto, disponibilità che ci è stata assicurata dal direttore generale Dr. Luca Marchesi.
Vicenza, 21 ottobre 2020

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