Al minuto 5.35 il servizio di tg3 Veneto edizione delle 19.30 di Matteo Mohorovicich sulla relazione della commissione d'inchiesta sulle ecomafie
venerdì 10 febbraio 2017
relazione sull'inquinamento da Pfas In Veneto.
Dal sito del Presidente della Commissione Bicamerale d'inchiesta sulle ecomafie, Alessandro Bratti
, la relazione sull'inquinamento da Pfas In Veneto. Siamo citati anche
noi come coordinamento e come Legambiente. Ringraziamo tutta la
Commissione per questo importante risultato. //www.alessandrobratti.it/docs/Doc%20XXIII%20n.%2024%20PFAS.pdf
martedì 7 febbraio 2017
Interrrogazione del Consigliere Regionale Manuel Brusco sul percolato proveniente da Verona contenente pfas
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 370
PERCOLATO PROVENIENTE DA UNA DISCARICA VERONESE SPEDITO IN UN IMPIANTO DI TRATTAMENTO IN LOMBARDIA: VENGONO SVOLTE ANALISI E CONSEGUENTEMENTE DETERMINATA L’EVENTUALE CONCENTRAZIONE DI COMPOSTI PFAS NEL MEDESIMO?
presentata il 20 gennaio 2017 dal Consigliere Brusco
Premesso che:
- il deputato del Movimento 5 Stelle Alberto Zolezzi, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, ha dichiarato alla stampa sulla base di dati ARPAV la circostanza che, presso l’impianto di Indecast S.r.l. ubicato sul territorio comunale di Castiglione delle Stiviere (MN), verrebbe smaltito il percolato prodotto dalla discarica del Comune di San Martino Buon Albergo (VR) per un quantitativo pari a 5.300 metri cubi nell’anno 2016;
- egli sostiene inoltre che, sempre da verifiche analitiche effettuate da parte dell’ARPAV, tale percolato prodotto dalla discarica di San Martino Buon Albergo (VR) sarebbe caratterizzato dalla presenza di 37.000 ng/L di PFAS e dalla presenza di 1.910 ng/L di PFOS.
Considerato che, al di là del conferimento di percolato sopracitato, la Regione Lombardia sarebbe comunque interessata dall’arrivo di oltre 100.000 tonnellate all’anno di fanghi di depurazione provenienti dalla Regione del Veneto (15.000 tonnellate dei quali sempre secondo dati ARPAV finirebbero sparsi nei terreni della Provincia di Mantova).
Il sottoscritto Consigliere
per sapere:
1) il quantitativo complessivo annuo di percolato proveniente dalle discariche del Veneto che viene inviato per lo smaltimento presso impianti operanti in Lombardia e in altre Regioni;
2) se di tale percolato venga determinata analiticamente la concentrazione dei PFAS e composti chimici affini in esso eventualmente presenti;
3) se, in caso di presenza di PFAS nei percolati, i gestori degli impianti di smaltimento destinatari e le competenti Autorità pubbliche sanitarie e ambientali vengano avvisati dei possibili rischi a ciò correlati.
DECIMA LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 370
PERCOLATO PROVENIENTE DA UNA DISCARICA VERONESE SPEDITO IN UN IMPIANTO DI TRATTAMENTO IN LOMBARDIA: VENGONO SVOLTE ANALISI E CONSEGUENTEMENTE DETERMINATA L’EVENTUALE CONCENTRAZIONE DI COMPOSTI PFAS NEL MEDESIMO?
presentata il 20 gennaio 2017 dal Consigliere Brusco
Premesso che:
- il deputato del Movimento 5 Stelle Alberto Zolezzi, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, ha dichiarato alla stampa sulla base di dati ARPAV la circostanza che, presso l’impianto di Indecast S.r.l. ubicato sul territorio comunale di Castiglione delle Stiviere (MN), verrebbe smaltito il percolato prodotto dalla discarica del Comune di San Martino Buon Albergo (VR) per un quantitativo pari a 5.300 metri cubi nell’anno 2016;
- egli sostiene inoltre che, sempre da verifiche analitiche effettuate da parte dell’ARPAV, tale percolato prodotto dalla discarica di San Martino Buon Albergo (VR) sarebbe caratterizzato dalla presenza di 37.000 ng/L di PFAS e dalla presenza di 1.910 ng/L di PFOS.
Considerato che, al di là del conferimento di percolato sopracitato, la Regione Lombardia sarebbe comunque interessata dall’arrivo di oltre 100.000 tonnellate all’anno di fanghi di depurazione provenienti dalla Regione del Veneto (15.000 tonnellate dei quali sempre secondo dati ARPAV finirebbero sparsi nei terreni della Provincia di Mantova).
Il sottoscritto Consigliere
interroga la Giunta regionale
per sapere:
1) il quantitativo complessivo annuo di percolato proveniente dalle discariche del Veneto che viene inviato per lo smaltimento presso impianti operanti in Lombardia e in altre Regioni;
2) se di tale percolato venga determinata analiticamente la concentrazione dei PFAS e composti chimici affini in esso eventualmente presenti;
3) se, in caso di presenza di PFAS nei percolati, i gestori degli impianti di smaltimento destinatari e le competenti Autorità pubbliche sanitarie e ambientali vengano avvisati dei possibili rischi a ciò correlati.
il senatore Enrico Cappeletti annuncia la Relazone sui Pfas
Finalmente
ci siamo: dopo mesi e mesi di lavoro, domani sarà pubblicata la
relazione della Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti sui Pfas.
Sostanze dal nome cacofonico che sono interferenti endocrini, in particolare del metabolismo dei grassi, e possibili cancerogeni.
Sostanze dal nome cacofonico che sono interferenti endocrini, in particolare del metabolismo dei grassi, e possibili cancerogeni.
Hanno contaminato l'acqua potabile in un'area di almeno 180 km2 abitata da oltre 300mila persone.
E stanno causando una strage silenziosa, di cui ora ci sono le prove ma che continua imperterrita, nonostante le denunce e i dossier rimpallati tra le procure.
I Pfas sono stati utilizzati, a partire dagli anni '50, come emulsionanti e tensioattivi in prodotti per la pulizia, nella formulazione di insetticidi, rivestimenti protettivi, schiume antincendio e vernici. E nella produzione di capi d'abbigliamento impermeabili, in prodotti per stampanti, pellicole fotografiche e superfici murarie, in materiali per la microelettronica, in ambito militare
I composti perfluoroalchilici vengono usati, inoltre, nei rivestimenti dei contenitori per il cibo, come ad esempio quelli dei "fast food" o nei cartoni delle pizze d'asporto, nella produzione del Teflon (dalle note proprietà antiaderenti) e del Gore-Tex, materiale che ha trovato applicazione in numerosi campi.
La caratteristica, che li rende potenzialmente pericolosi, è costituita dal fatto che si accumulano non nel grasso, bensì nel sangue e nel fegato e si legano alle proteine in generale, rendendosi così biologicamente più disponibili, con lunghi tempi di eliminazione dall'organismo. Il PFOS e il PFOA possono anche attraversare la placenta, con la conseguenza che i neonati sono esposti a queste sostanze contenute nel sangue materno.
In Italia, i PFAS sono stati prodotti da molti anni alla Miteni di Trissino (VI). Che ancora oggi ha una linea di produzione attiva, dove lavorano 13 persone. Soltanto 13 persone.
Dal 1977 ci sono state segnalazioni di inquinamento (da benzofloruri) presso tale stabilimento, addirittura citato nelle inchieste sulle navi dei veleni per lo smaltimento di alcuni rifiuti prodotti (peci fluorate).
Un'analisi del Servizio epidemiologico regionale veneto, resa pubblica ancora nel giugno scorso secondo la quale nei 21 Comuni interessati dall'inquinamento (fra i quali ci sono anche i veronesi Zimella, Veronella, Albaredo, Cologna, Bonavigo, Minerbe, Pressana, Roveredo, Legnago, Boschi Sant'Anna, Bevilacqua, Terrazzo ed Arcole) conferma l'incremento del 20% delle patologie cerebrovascolari e cardiovascolari, così come delle patologie tiroidee.
Ora, domani nella relazione ci saranno dati, analisi, epidemiologia. E magari potrà anche arrivare un decreto che stanzia dei soldi ad hoc per affrontare il problema.
Ma, a nostro avviso, nessuno stanziamento sarà sufficiente se non si rispetteranno questi dettami:
-la linea PFAS della MITENI deve chiudere;
-deve essere velocizzata la messa in sicurezza ed intrapresa la bonifica dello stabilimento;
-i rifiuti contaminati da PFAS (fanghi, percolati, idrolizzati proteici animali usati persino nelle centrali a biogas della provincia di Mantova) devono essere trattati con cautele specifiche e non esportati fuori dai territori regionali contaminati;
-devono essere pubblicati i dati dei monitoraggi dei PFAS nella filiera agroalimentare;
-i lavoratori attuali e pregressi della Miteni devono essere sottoposti a screening sanitario indipendente ed eventualmente a plasmaferesi se i dati dei verosimili studi in corso saranno positivi;
-le responsabilità dell'inquinamento e degli eventuali danni alla salute dovranno essere sanzionate;
-deve partire una Commissione d'inchiesta sui PFAS per accertare le responsabilità a tutti i livelli;
-la Commissione europea va coinvolta al più presto per accelerare la bonifica e limitare il propagarsi del danno ambientale e alle filiere agroalimentari
Inoltre: il Direttore della sanità veneta Mantoan (interrogazione parlamentare Zolezzi numero 5/09868) si è sottoposto a 5 sedute di plasmaferesi in un verosimile studio clinico di cui non sono stati resi noti gli esiti, sono diminuiti i PFAS nel sangue dei casi studiati?
Solo rispondendo a questi quesiti si potrà dire di essere sulla strada giusta per affrontare quest'ennesima e prolungata emergenza sanitari e ambientale!
Ecco una mappa interattiva che mostra la distribuzione dei Pfas in Veneto.
Alberto Zolezzi
Deputato M5S in Commissione Ambiente
e Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti
Fonte: http://www.movimento5stelle.it/…/pfas-la-strage-silenziosa-…
E stanno causando una strage silenziosa, di cui ora ci sono le prove ma che continua imperterrita, nonostante le denunce e i dossier rimpallati tra le procure.
I Pfas sono stati utilizzati, a partire dagli anni '50, come emulsionanti e tensioattivi in prodotti per la pulizia, nella formulazione di insetticidi, rivestimenti protettivi, schiume antincendio e vernici. E nella produzione di capi d'abbigliamento impermeabili, in prodotti per stampanti, pellicole fotografiche e superfici murarie, in materiali per la microelettronica, in ambito militare
I composti perfluoroalchilici vengono usati, inoltre, nei rivestimenti dei contenitori per il cibo, come ad esempio quelli dei "fast food" o nei cartoni delle pizze d'asporto, nella produzione del Teflon (dalle note proprietà antiaderenti) e del Gore-Tex, materiale che ha trovato applicazione in numerosi campi.
La caratteristica, che li rende potenzialmente pericolosi, è costituita dal fatto che si accumulano non nel grasso, bensì nel sangue e nel fegato e si legano alle proteine in generale, rendendosi così biologicamente più disponibili, con lunghi tempi di eliminazione dall'organismo. Il PFOS e il PFOA possono anche attraversare la placenta, con la conseguenza che i neonati sono esposti a queste sostanze contenute nel sangue materno.
In Italia, i PFAS sono stati prodotti da molti anni alla Miteni di Trissino (VI). Che ancora oggi ha una linea di produzione attiva, dove lavorano 13 persone. Soltanto 13 persone.
Dal 1977 ci sono state segnalazioni di inquinamento (da benzofloruri) presso tale stabilimento, addirittura citato nelle inchieste sulle navi dei veleni per lo smaltimento di alcuni rifiuti prodotti (peci fluorate).
Un'analisi del Servizio epidemiologico regionale veneto, resa pubblica ancora nel giugno scorso secondo la quale nei 21 Comuni interessati dall'inquinamento (fra i quali ci sono anche i veronesi Zimella, Veronella, Albaredo, Cologna, Bonavigo, Minerbe, Pressana, Roveredo, Legnago, Boschi Sant'Anna, Bevilacqua, Terrazzo ed Arcole) conferma l'incremento del 20% delle patologie cerebrovascolari e cardiovascolari, così come delle patologie tiroidee.
Ora, domani nella relazione ci saranno dati, analisi, epidemiologia. E magari potrà anche arrivare un decreto che stanzia dei soldi ad hoc per affrontare il problema.
Ma, a nostro avviso, nessuno stanziamento sarà sufficiente se non si rispetteranno questi dettami:
-la linea PFAS della MITENI deve chiudere;
-deve essere velocizzata la messa in sicurezza ed intrapresa la bonifica dello stabilimento;
-i rifiuti contaminati da PFAS (fanghi, percolati, idrolizzati proteici animali usati persino nelle centrali a biogas della provincia di Mantova) devono essere trattati con cautele specifiche e non esportati fuori dai territori regionali contaminati;
-devono essere pubblicati i dati dei monitoraggi dei PFAS nella filiera agroalimentare;
-i lavoratori attuali e pregressi della Miteni devono essere sottoposti a screening sanitario indipendente ed eventualmente a plasmaferesi se i dati dei verosimili studi in corso saranno positivi;
-le responsabilità dell'inquinamento e degli eventuali danni alla salute dovranno essere sanzionate;
-deve partire una Commissione d'inchiesta sui PFAS per accertare le responsabilità a tutti i livelli;
-la Commissione europea va coinvolta al più presto per accelerare la bonifica e limitare il propagarsi del danno ambientale e alle filiere agroalimentari
Inoltre: il Direttore della sanità veneta Mantoan (interrogazione parlamentare Zolezzi numero 5/09868) si è sottoposto a 5 sedute di plasmaferesi in un verosimile studio clinico di cui non sono stati resi noti gli esiti, sono diminuiti i PFAS nel sangue dei casi studiati?
Solo rispondendo a questi quesiti si potrà dire di essere sulla strada giusta per affrontare quest'ennesima e prolungata emergenza sanitari e ambientale!
Ecco una mappa interattiva che mostra la distribuzione dei Pfas in Veneto.
Alberto Zolezzi
Deputato M5S in Commissione Ambiente
e Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti
Fonte: http://www.movimento5stelle.it/…/pfas-la-strage-silenziosa-…
Località del Veneto con presenza di PFAS nelle acque desinate a consumo umano e/o profonde. Dati Arpav
www.google.com
Incontro pubblico di approfondimento PFAS A LEGNAGO: FACCIAMO IL PUNTO
A Legnago il 10 Febbraio, siamo stati invitati dall'assessore alla salute Donatella Ramorino per fare il punto sui Pfas
Incontro pubblico di approfondimento
PFAS A LEGNAGO: FACCIAMO IL PUNTO
Venerdì 10 febbraio ore 20.15
Sala Civica (Palazzo di vetro) Via Matteotti, 4 - Legnago
Programma dell'incontro: http://www.comune.legnago.vr.it/…/Incontro_pubblico_PFAS_a_…
PFAS A LEGNAGO: FACCIAMO IL PUNTO
Venerdì 10 febbraio ore 20.15
Sala Civica (Palazzo di vetro) Via Matteotti, 4 - Legnago
Programma dell'incontro: http://www.comune.legnago.vr.it/…/Incontro_pubblico_PFAS_a_…
comune.legnago.vr.it
Video Tg3 Veneto rifiuti sull'Argine del Poscola
Al minuto 7.25 del TG3 Veneto andato in onda sabato 4 Febbraio c'è un servizio di Matteo Mohorovicich
sul ritrovamento di sacchi di rifiuti lungo l'argine del Poscola ,
forse sepolti ancora dalla Rimar negli anni settanta. Commento anche
dell'Ad della Miteni ,Nardone
Medio Chiampo individua due utenze fuorilegge
Depurazione: Medio Chiampo individua due utenze fuorilegge: “Un danno per le altre concerie, per l’impianto e la società”
Il CdA di Medio Chiampo riunitosi il 26 gennaio scorso ha deciso di prorogare a domenica 19 febbraio la sospensione allo scarico alle due concerie per cui nei giorni scorsi era stata notificato l’avvio del procedimento di revoca dell’autorizzazione da parte di Medio Chiampo.
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