martedì 22 marzo 2016

AL PARLAMENTO: FIRMIAMO PERCHE' I PFAS SIANO RICONOSCIUTI AGENTI INQUINANTI - Firma la petizione! Servono ancora 69 firme! Giulio Antonio Brianza Troisi ha appena firmato questa petizione su Change.org.


Servono ancora 69 firme!
Giulio Antonio Brianza Troisi ha appena firmato questa petizione su Change.org.

Intervento di Manuel Brusco M5S in Consiglio regionale sui pfas

Ecco il video
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Manuel Brusco
Consiglio Straordinario su PFAS. Ecco il mio tervento in discussione generale che porta avanti l'azione che il MoVimento 5 Stelle sta portando avanti in tutte le amministrazioni in cui è presente!

Incontro del nostro Coordinamento con i Consiglieri regionali sui pfas

Incontro con i Consiglieri e il nostro coordinamento
Incontro con Legambiente Veneto, isde e coordinamento  acque libera da Pfas: Affrontiamo assieme il problema dell'inquinamento delle acque da ‪#‎PFAS‬

Inquinamento Pfas consiglio Regionale straordinario richiesto da Cristina Guarda


Manuel Brusco Oggi consiglio straordinario PFAS, sostanze perfluoroalchiliche che stanno contaminando le acque di circa 400 mila veneti.. Chiediamo alla Giunta Regionale quali azioni vorrà intraprendere per affrontare il problema.
Ore 10.15 incontro con Legambiente e i comitato Acque libere da PFAS di Cologna Veneta

CON CHE CORAGGIO? di Raffaele Colombara

Dal Consigliere di Vicenza Raffaele Colombara che  sarà a Venezia al Consiglio Regionale straordinario del Veneto sui pfas
Raffaele Colombara CON CHE CORAGGIO?
Ieri sono andato a guardarmela per ricordarmi bene la storia.
14 milioni di euro, oggi mezza vuota.
La nuova sede ARPAV di Vicenza, inaugurata alcuni anni fa. Un buco finanziario che, assommato a quello per la sede di Padova (altri 20 Mln), ha affossato ARPAV.
Ad un passo dal fallimento, stavano per acquistare anche un battello OCEANOGRAFICO: poco più di un milione di Euro.
Il tutto è stato ripianato con il drastico ridimensionamento delle attività di prevenzione, e la chiusura dei laboratori di analisi di acqua, aria ecc.

Domattina Consiglio regionale su Pfas e acqua inquinata.
Bene. Ci spiegheranno tante cose.
Sarò anch'io là ad ascoltare.
Ma se oggi parliamo di Pfas e acqua malata dobbiamo ricordarci bene che lo dobbiamo a chi negli ultimi decenni ha barattato la nostra salute per i soliti trenta denari.
ABBIAMO I MURI, MA NON ABBIAMO PIU' LE ANALISI
Aldilà di quelle tecniche e politiche, emerse in questi mesi, la responsabilità più grave viene dalle scelte dell'ultimo decennio.
Questa è stata la tutela dell'ambiente e della nostra salute nella nostra Regione negli ultimi anni: la liquidazione dell'unica agenzia pubblica, indipendente, per la tutela dell'ambiente e della nostra salute, e dell'acqua in particolare.
Con che coraggio ci parlano?

Servizio su Canale 68 Veneto Esposto Moviemnto 5 stelle

-1:16
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Movimento 5 Stelle Montecchio Maggiore
Servizio su Canale 68 Veneto in merito al nostro Esposto presentato alla Procura di Venezia affinchè vengano appurate eventuali responsabilità della Regione Veneto in materia di PFAS e TUTELA DELLA SALUTE

Pfas Veneto, largo agli inquinanti. Perché gli Usa cercano soluzioni e noi no?

/ / di

Ambiente & Veleni


Profilo blogger
Medico oncologo ed ematologo, membro di Isde e Medicina Democratica
Già dal 2013 nelle provincie di Padova, Verona, Vicenza è in atto una grave contaminazione delle falde acquifere e della stessa catena alimentare da parte di composti perlfuoroalchilici (Pfas) – prodotti industrialmente in fabbriche del territorio – e utilizzati in ritardanti di fiamma, vernici, solventi, rivestimento antiaderente delle padelle (Teflon), Goretex, tessuti impermeabilizzati, etc. Il problema è emerso soprattutto grazie ad un collega, il dott. Vincenzo Cordiano dell’Associazione dei medici per l’Ambiente di Vicenza, che per primo ha denunciato la vicenda, subendo anche – come purtroppo spesso accade – personali ritorsioni ed è comunque già emerso anche sulle pagine de ilfattoquotidiano.it.
La zona dei prati umidi è sito d'interesse comunitario (Sic) ed è già stata inquinata dalle acque di scolo del cantiere
Questi inquinanti sono persistenti, presentano un’azione di “interferenti endocrini” in quanto alterano le normali funzioni ormonali e sono stati classificati come cancerogeni di classe 2b (cancerogeni possibili). Le persone residenti nei circa 60 Comuni interessati dalla contaminazione sono oltre 350.000, ma probabilmente l’inquinamento è molto più esteso. Qualcosa di analogo è già accaduto negli Stati Uniti, sia nel caso ormai storico e paradigmatico della contaminazione delle acque del fiume Ohio da parte della DuPont, ma, anche in casi più recenti venuti alla luce proprio in queste settimane. Infatti, ai primi di gennaio 2016, in due villaggi, Hoosick Fall, nello Stato di New York, e North Bennington, nello Stato del Vermont, è stata scoperta la contaminazione delle falde acquifere causata dall’acido perfluoroottanoico (Pfoa) immesso nell’ambiente dalle da due multinazionali, la francese Saint Gobain e l’americana Honeywell.
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In soli due mesi, come annunciato proprio in questi giorni dal governatore dello stato di New York Mario Cuomo, i provvedimenti attuati hanno però consentito di abbattere le concentrazioni di Pfoa nell’acqua al di sotto dei limiti di rilevabilità. Inoltre, su richiesta della cittadinanza e dei rispettivi enti governativi, L’Epa ha deciso di abbassare i livelli consentiti di Pfoa nelle acque potabili da 400 ng/litro a 100 ng/L nello Stato di New York e addirittura a 20 ng/litro nel Vermont.
Ricordiamo che la regione Veneto ha adottato il parere dell’Istiututo Superiore di Sanità (Iss) che consente livelli “performance” o “obiettivo” di 500 ng/litro per il Pfoa ed addirittura, in seguito alla dimostrata inefficacia dei filtri, nell’estate 2015 (sempre dopo altro parere emesso dall’Iss) la concentrazione “permessa” degli “altri Pfas” è stata triplicata, portandola da 500 ng/litro a 1500 ng/litro!
Ci sembra quantomeno singolare che mentre negli Usa i limiti di Pfas vengono abbassati, in Veneto vengano viceversa aumentati, consentendo un allungamento del tempo di utilizzo dei filtri a carbonio attivo – e conseguente risparmio sui costi di gestione – ma certo senza alcun vantaggio per la salute umana.
Questa preoccupante situazione sarà presto affrontata in un Consiglio Straordinario della Regione Veneto e ci auguriamo che, grazie anche al contributo che a livello nazionale l’Associazione dei Medici per l’Ambiente fornirà, vengano rapidamente adottate concrete misure per tutelare la salute pubblica, soprattutto quella dei bambini e delle donne in gravidanza, come fatto negli Usa dal momento che ci sembra difficile credere che i veneti siano “costituzionalmente” più resistenti degli americani a questi contaminanti!