Finalmente
il nostro coordinamento viene nominato anche dal Giornale di
Vicenza.Ringraziamo il giornalista Alessandro Mognon, che ha
publicizzato la nostra raccolta firme e ha riportato l'interpellanza del
Consigliere Raffaele Colombara
domenica 28 febbraio 2016
Biolcalenda: Marcello Pamio intervista il dottor Vincenzo Cordiano sui pfas
Su
Biolcalenda la rivista mensile di cultura, alimentazione, ambiente e
tanto altro c'è un articolo sui pfas con un intervista al Dottor Vincenzo Cordiano che ci ha mandato gentilmente Elisabetta Benetti di Noventa vicentina
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ACQUA A RISCHIO IN ITALIA. STATO E REGIONI INADEMPIENTI, LA VERA GRANDE OPERA È IL RISANAMENTO!
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ACQUA A RISCHIO IN ITALIA. STATO E REGIONI INADEMPIENTI, LA VERA GRANDE OPERA È IL RISANAMENTO!
Archiviato in acqua, acqua potabile, acque sotterranee, acquifero, Basilicata, Calabria, decreto 152/2006, Direttiva 60/2000, falda, fertilizzanti, fitofarmaci, glifosate, industria, Ispra, Lombardia, nitrati, pesticidi, PFAS, PFOA, Puglia, tricloroetilene, Veneto
In Italia, nel silenzio generale, stiamo perdendo l’acqua sotterranea! Le acque sotterranee non si vedono ma costituiscono un patrimonio di fondamentale importanza.
Se qualcuno ci chiede di pensare all’acqua ci sovviene l’immagine di un fiume e non quello dell’acqua che abbiamo sotto i piedi. In realtà l’acqua dei fiumi è solo una minima parte dell’acqua di un territorio.
Falde e acquiferi sono contaminati da sostanze che percolano attraverso i terreni provenendo da scarichi industriali, rifiuti accumulati sul suolo o interrati, contaminazione del terreno, fitofarmaci e fertilizzanti usati in agricoltura, scambi con fiumi inquinati.

Le acque italiane sono sottoposte dal 2003-2004 ad un monitoraggio costante da parte delle agenzie regionali dell’ambiente secondo le modalità previste dalla Direttiva Comunitaria 60/2000/Acque (http://www.direttivaacque.minambiente.it/documenti/Direttiva_2000-60-CE.pdf). Ci sono punti di monitoraggio su tutto il territorio che vengono campionati periodicamente. Si tratta di pozzi o piezometri (qui sotto un piezometro in un’area contaminata).

Le acque sotterranee vengono analizzate e, sulla base dei risultati, sono classificate in classi di qualità, buona o scarsa. Qui sotto un quadro riepilogativo generale contenuto nel rapporto dell’ISPRA “STATO DELL’AMBIENTE IN ITALIA” (http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/stato-dellambiente/annuario-in-cifre-annuario-dei-dati-ambientali-2014-2015).
Acqua pubblica, la Cgil incalza per il referendum
Acqua pubblica, la Cgil incalza per il referendum








Avellino 15:53 | 18/02/2016
La Cgil ribadisce la scelta compiuta a sostegno e promozione del referendum per l'acqua pubblica quale diritto universale inalienabile.
L'acqua è un bene comune fondamentale la cui gestione deve essere sottratta alle logiche di mercato.
I recenti provvedimenti del governo, dallo Sblocca Italia alla Legge di stabilità 2015 minano l'esito referendario, accelerando i processi di privatizzazione del servizio idrico integrato.
Il decreto attuativo, sui servizi pubblici locali, previsto dalla legge n. 124/2015 “Legge Madia” di riforma della PA, rischia di compromettere definitivamente il rispetto della volontà popolare.
Infatti, dal testo ad oggi in circolazione, anche se ancora non ufficiale, emerge chiaramente una indicazione che di fatto annullerebbe l'esito del referendum sia in riferimento alla esclusione del servizio idrico dalla gestione in economia sia al tentativo di inserire norme in materia di tariffe in contrasto con la volontà espressa dagli elettori nel referendum.
Nella consapevolezza che il riordino della disciplina dei servizi pubblici locali, deve essere completata, per renderli sempre più competitivi e di livello economico, per assicurare e garantire i bisogni dei cittadini nella loro comunità locale, riteniamo però, che il servizio idrico debba essere posto nelle condizioni che le comunità locali, appartenenti allo stesso bacino idrografico, abbiano la possibilità di poter disporre anche di una gestione in economia del bene comune quale è l'acqua.
La CGIL ritiene che per accogliere appieno, non solo il risultato giuridico ma anche e sopratutto, il valore politico-culturale dell'esito referendario, sia necessaria una legge di recepimento di quell'espressione popolare e si attiverà per sostenerne l'approvazione.
La CGIL contrasterà l'approvazione di quei punti del testo unico sui servizi pubblici locali palesemente in contrasto con i risultati del referendum.
Per tanto, si ritiene utile che tutte le strutture territoriali promuovono incontri, dibattiti ed iniziative pubbliche con le rappresentanze istituzionali e parlamentari del territorio, con il massimo coinvolgimento di tutte le forze sociali, chiedendo in maniera netta e chiara un esplicito impegno al rispetto della volontà popolare espressa al referendum del 12-13 di giugno 2011, dove oltre 27 milioni di elettori hanno detto SI per l'acqua bene comune.
Fabrizio Solari Danilo Barbi
La Cgil ribadisce la scelta compiuta a sostegno e promozione del referendum per l'acqua pubblica quale diritto universale inalienabile.
L'acqua è un bene comune fondamentale la cui gestione deve essere sottratta alle logiche di mercato.
I recenti provvedimenti del governo, dallo Sblocca Italia alla Legge di stabilità 2015 minano l'esito referendario, accelerando i processi di privatizzazione del servizio idrico integrato.
Il decreto attuativo, sui servizi pubblici locali, previsto dalla legge n. 124/2015 “Legge Madia” di riforma della PA, rischia di compromettere definitivamente il rispetto della volontà popolare.
Infatti, dal testo ad oggi in circolazione, anche se ancora non ufficiale, emerge chiaramente una indicazione che di fatto annullerebbe l'esito del referendum sia in riferimento alla esclusione del servizio idrico dalla gestione in economia sia al tentativo di inserire norme in materia di tariffe in contrasto con la volontà espressa dagli elettori nel referendum.
Nella consapevolezza che il riordino della disciplina dei servizi pubblici locali, deve essere completata, per renderli sempre più competitivi e di livello economico, per assicurare e garantire i bisogni dei cittadini nella loro comunità locale, riteniamo però, che il servizio idrico debba essere posto nelle condizioni che le comunità locali, appartenenti allo stesso bacino idrografico, abbiano la possibilità di poter disporre anche di una gestione in economia del bene comune quale è l'acqua.
La CGIL ritiene che per accogliere appieno, non solo il risultato giuridico ma anche e sopratutto, il valore politico-culturale dell'esito referendario, sia necessaria una legge di recepimento di quell'espressione popolare e si attiverà per sostenerne l'approvazione.
La CGIL contrasterà l'approvazione di quei punti del testo unico sui servizi pubblici locali palesemente in contrasto con i risultati del referendum.
Per tanto, si ritiene utile che tutte le strutture territoriali promuovono incontri, dibattiti ed iniziative pubbliche con le rappresentanze istituzionali e parlamentari del territorio, con il massimo coinvolgimento di tutte le forze sociali, chiedendo in maniera netta e chiara un esplicito impegno al rispetto della volontà popolare espressa al referendum del 12-13 di giugno 2011, dove oltre 27 milioni di elettori hanno detto SI per l'acqua bene comune.
Fabrizio Solari Danilo Barbi
L'ovest rilancia : trenta milioni al bacino
Hanno
firmato anche i sindaci dei comuni di Montecchio e di Montorso pur se
contrari al gassificatore . 23 milioni da riportare a casa da Roma sono
diventati 30. Fondi da prevedere nel rinnovo dell’Accordo di Programma
per il bacino del Fratta-Gorzone a carico del Ministero dell’Ambiente. È
questa in primis la richiesta sottoscritta dal Consiglio di Bacino,
dagli enti e mondo della concia che sarà inviata al presidente del
Consiglio Matteo Renzi, al ministro Gianluca Galletti,
al presidente della Regione Luca Zaia e al Dipartimento ambiente
regionale. Un documento sottoscritto all’unanimità, anche dalle
Amministrazioni di Montecchio e Montorso con una precisazione di cui
riportiamo a parte, che ricorda i 90 milioni di euro complessivi
dell’accordo del 2005, di cui 30 milioni di finanziamento ministeriale. E
ribadisce come in questi anni Acque del Chiampo e Medio Chiampo abbiano
assicurato il cofinanziamento previsto a carico degli enti gestori,
altri 30 milioni di euro, con interventi che si sono già concretizzati
per ridurre l’impatto ambientale. Tra cui la copertura delle vasche di
omogeneizzazione dei reflui e le due nuove linee di essiccamento fanghi
all’impianto di Arzignano.
Pfas e inquinamento dell’acqua, Colombara: dopo due anni quali risposte da regione e governo? 16 febbraio 2016
Pfas e inquinamento dell’acqua, Colombara: dopo due anni quali risposte da regione e governo?
Di Redazione VicenzaPiù | Martedi 16 Febbraio alle 19:25 | 0 commenti
Di seguito l'interpellanza comunale di Raffaele Colombara, Lista Variati Sindaco
Due
anni fa l’allarme; poi, gli interventi di filtraggio, le
rassicurazioni, gli esposti, fino alle analisi che mettono in evidenza
una diffusione dei pfas anche in uova, carni e ortaggi a Creazzo.
Inquinamento a Km Zero. La falda contaminata dai Pfas (sostanze
impermeabilizzanti presenti per esempio in Goretex e Teflon) si sta
allargando: l'area ha raggiunto i 180 chilometri e interessa 29 Comuni
di cui venti vicentini. PREMESSO che gli amministratori dei territori alle prese con l’inquinamento da PFAS, tra cui Vicenza, hanno sottoscritto due lettere, indirizzate rispettivamente al Ministero dell’Ambiente e all’ARPAV, in cui i Comuni sollecitano
- al Ministero azioni che permettano di incidere concretamente sulla rimozione della fonte contaminante.
- all’Arpav invece chiedono di fare chiarezza sull’inquinamento da PFAS e le sue cause, anche per poter valutare i presupposti di eventuali ulteriori iniziative a tutela della salute e dell’ambiente. La richiesta è quindi di comunicare quali siano le concentrazioni di PFAS e di definire il perimetro complessivo del fenomeno di deterioramento ambientale.
- la prima petizione dal Titolo
METTIAMO UN LIMITE AI LIMITI chiede al Ministro dell’Ambiente e alla
Ministra della Salute che vengano finalmente fissati dei limiti di
Legge ai Pfas;
- la seconda petizione dal Titolo ACQUEDOTTI LIBERI DA PFAS E PFOA indirizzata al Presidente della Giunta Regionale del Veneto chiede che gli acquedotti contaminati dalla presenza delle sostanze perfluoroalchiliche (pfas) vengano allacciati a fonti di approvvigionamento esenti da sostanze inquinanti.
Tutto ciò premesso,
SI CHIEDE ALL’AMMINISTRAZIONE
- quali
risposte siano pervenute alle lettere inviate dai comuni coinvolti,
tra cui Vicenza, indirizzate rispettivamente al Ministero dell’Ambiente
e all’ARPAV, in particolare quali siano le concentrazioni di PFAS nei
terreni, nelle acque sotterranee e nelle acque superficiali dei
territori comunali; quale il perimetro complessivo del fenomeno di
deterioramento ambientale; quali le azioni intraprese e da
intraprendere;
- se sia a conoscenza a quale punto sia e
quali risultati dia il monitoraggio biologico (analisi del sangue)
sulle persone previsto quasi un anno fa dal piano coordinato e
finanziato dalla Regione;
- di continuare a rendere
pubblici, per quanto di sua competenza, anche attraverso le società
partecipate, tutti i dati disponibili in merito alla presenza ed alla
concentrazione dei Pfas nelle acque;
- di fare proprie
le petizioni presentate, dando un’adeguata pubblicità all’iniziativa e
predisponendo uno spazio comunale adeguato per la raccolta delle firme
stesse;
- se sia aggiornata la mappa dei pozzi pubblici
e privati contaminati del territorio cittadino; se essi siano chiusi o
utilizzati; in questo secondo caso, se e per quali usi ad essi si
attinga (privato, industriale) e con quali controlli sulla sicurezza e
la salute;
- se intenda agire per ottenere il
risarcimento dei danni nei confronti dei responsabili della
contaminazione da sostanze Pfas, visto che anche il nostro territorio
ne è stato coinvolto.
Pietro Magnabosco risponde al sindaco Gentilin
Pietro Magnabosco risponde al sindaco Gentilin 15 febbraio 2016
·
oggi ho inviato questo comunicato al giornale di vicenza in risposta alle sorprendenti dichiarazioni del nostro Sindaco Gentili apparse sul giornale ieri:
"Sono molto interessanti le dichiarazioni del sindaco di Arzignano Giorgio Gentilin apparse sul vs giornale domenica 14 febbraio a riguardo della perdita del finanziamento di 23 milioni per il risanamento ambientale a causa della scadenza dei termini per la presentazione di un progetto. Il sindaco ci chiede dove eravamo ma dovrebbe saperlo visto che nell'ultimo anno e mezzo (da quando c'è questo consiglio comunale) assieme alla collega Lorella Peretti e a tutti i gruppi di opposizione abbiamo presentato interrogazioni, mozioni, richieste di assemblee pubbliche e finanche di un consiglio comunale specifico dedicato solo al problema del trattamento fanghi. Tutte le nostre richieste sono state rigettate e a tutte le domande non è' mai stato risposto in modo chiaro ( è tutto agli atti che chiunque può leggere). Abbiamo anche richiesto più volte che l'ad di acque del Chiampo dott Serafin venisse in consiglio a spiegare cosa stava facendo ma le sole due volte in cui si è' presentato ha detto cose così fumose da apparire semplici chiacchere. Quindi la domanda corretta sarebbe dov'era lui (il sindaco) fin che questo succedeva? Dov'era in tutti questi ultimi 7 anni in cui ha amministrato senza essere in grado di presentare un progetto? per il Sindaco adesso le domande di chiarimento diventano addirittura sciacallaggio, interessante deriva semantica. Non si capisce come si potrebbe farsi riattivare un finanziamento dallo stato senza un progetto credibile di cui non si vede l'ombra e che sarebbe quello di cui si dovrebbe occupare il nostro sindaco come azionista di maggioranza di Acque del Chiampo. Gli errori sono una cosa molto utile perché ci consentono di migliorare, ma perché questo succeda bisogna prima capire di avere sbagliato, al nostro sindaco questa consapevolezza, a quanto pare, ancora manca e a tutti purtroppo ancora manca un serio progetto di risanamento ambientale
Pietro Magnabosco consigliere comunale capo gruppo Un’altra Arzignano"
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oggi ho inviato questo comunicato al giornale di vicenza in risposta alle sorprendenti dichiarazioni del nostro Sindaco Gentili apparse sul giornale ieri:
"Sono molto interessanti le dichiarazioni del sindaco di Arzignano Giorgio Gentilin apparse sul vs giornale domenica 14 febbraio a riguardo della perdita del finanziamento di 23 milioni per il risanamento ambientale a causa della scadenza dei termini per la presentazione di un progetto. Il sindaco ci chiede dove eravamo ma dovrebbe saperlo visto che nell'ultimo anno e mezzo (da quando c'è questo consiglio comunale) assieme alla collega Lorella Peretti e a tutti i gruppi di opposizione abbiamo presentato interrogazioni, mozioni, richieste di assemblee pubbliche e finanche di un consiglio comunale specifico dedicato solo al problema del trattamento fanghi. Tutte le nostre richieste sono state rigettate e a tutte le domande non è' mai stato risposto in modo chiaro ( è tutto agli atti che chiunque può leggere). Abbiamo anche richiesto più volte che l'ad di acque del Chiampo dott Serafin venisse in consiglio a spiegare cosa stava facendo ma le sole due volte in cui si è' presentato ha detto cose così fumose da apparire semplici chiacchere. Quindi la domanda corretta sarebbe dov'era lui (il sindaco) fin che questo succedeva? Dov'era in tutti questi ultimi 7 anni in cui ha amministrato senza essere in grado di presentare un progetto? per il Sindaco adesso le domande di chiarimento diventano addirittura sciacallaggio, interessante deriva semantica. Non si capisce come si potrebbe farsi riattivare un finanziamento dallo stato senza un progetto credibile di cui non si vede l'ombra e che sarebbe quello di cui si dovrebbe occupare il nostro sindaco come azionista di maggioranza di Acque del Chiampo. Gli errori sono una cosa molto utile perché ci consentono di migliorare, ma perché questo succeda bisogna prima capire di avere sbagliato, al nostro sindaco questa consapevolezza, a quanto pare, ancora manca e a tutti purtroppo ancora manca un serio progetto di risanamento ambientale
Pietro Magnabosco consigliere comunale capo gruppo Un’altra Arzignano"
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