Dell’Acqua
passa a Palazzo, cercasi direttore Arpav. Mantoan resterà al vertice
dell’Area sanità e sociale fino alla fine della legislatura
Dell’Acqua
passa a Palazzo, cercasi direttore Arpav. Mantoan resterà al vertice
dell’Area sanità e sociale fino alla fine della legislatura
Cercasi direttore generale di Arpav. L’Agenzia regionale per la
protezione dell’ambiente del Veneto ha perso il dg Nicola Dell’Acqua e
ora dovrà trovare un sostituto. Dell’Acqua, veronese, 53 anni, ha
sbaragliato infatti la concorrenza di quanti avevano partecipato alla
selezione per diventare direttore dell’Area Tutela e sviluppo del
territorio della Regione Veneto, cioè uno dei cinque manager (sei con la
Sanità) di Palazzo Balbi.Si tratta di un posto da 143.792,99 euro
all’anno che è stato liberato da Alessandro Benassi….. Continua a leggere l’articolo del Gazzettino Dell’Acqua passa a Palazzo
Il governatore veneto Luca Zaia ha scelto il direttore generale di Arpav, Nicola Dell’Acqua, come commissario per l’emergenza Pfas. Il commissariamento, che «riguarda lo spostamento dell’acquedotto,
non la bonifica», permetterà di ridurre drasticamente i tempi «per
autorizzazioni, appalti e lavori», spiega Dell’Acqua, intervistato da
Sabrina Tomè su La Tribuna a pagina 15. «La dotazione finanziaria – spiega – è rappresentata dai 56 milioni 700 mila euro che il ministero dell’Ambiente depositerà a tranche in una sorta di conto corrente in Banca d’Italia».
Dell’Acqua intende aprire una seconda sede centrale Arpav da Padova a Vicenza, per rispondere «all’esigenza di stare vicino al territorio e inoltre ha un valore logistico, essendo io sia commissario che direttore generale Arpav. È una soluzione temporanea
e parziale. Andrò alcuni giorni a Vicenza in modo da essere vicino a
dove le opere vengono fatte; mi fermerò lì due, tre giorni alla
settimana».
La nomina di Nicola Dell’Acqua a commissario per l’emergenza Pfas
verrà sancita nei prossimi giorni ma lui già venerdì ha iniziato a
operare da plenipotenziario, indicendo riunioni e pianificando la
creazione di comitati operativi. «Di fatto è tutto già concordato fra
Protezione civile nazionale, Governo e Regione, per cui a mancare non è
certo la sostanza, bensì solo la forma del provvedimento», spiega lo
stesso Dell’Acqua. In seguito a una richiesta presentata dalla Regione
mesi fa, il Consiglio dei ministri guidato da Paolo Gentiloni il 21
marzo scorso aveva proclamato lo stato di emergenza per l’inquinamento
da sostanze perfluoro-alchiliche. Aveva sancito, quindi, che l’area
esposta a tale situazione, che comprende anche 13 Comuni del Basso ed
Est Veronese, deve essere oggetto di interventi straordinari che vanno
coordinati da una figura con poteri eccezionali. Il decreto relativo a
tale decisione è quindi stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 6
aprile, mentre la scorsa settimana, per la precisione giovedì, è
arrivata a Venezia la lettera di Angelo Borrelli, capo dipartimento
della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri,
contenente il documento che stabilisce i «primi interventi di protezione
civile in conseguenza della contaminazione da sostanze
perfluoro-alchiliche delle falde idriche nei territori delle province di
Vicenza, Verona e Padova»», proponendo la nomina del presidente della
Regione Luca Zaia come commissario delegato a fronteggiare l’emergenza.
Una nomina oggetto di un cortese no da parte del Governatore, che ha
indicato per tale incarico Dell’Acqua. «È l’uomo giusto al posto giusto,
sia per il curriculum prestigioso, sia per le doti che ha dimostrato in
più occasioni, anche da quando l’abbiamo chiamato a occuparsi dell’
inquinamento da Pfas», ha detto Zaia, parlando del cinquantaduenne
esperto ambientale di Castelnuovo del Garda, che è a capo dell’ Arpav
dal 2016 e che in passato ha svolto incarichi straordinari in occasione
di varie emergenze al Sud Italia. Dopo aver verificato che da Roma non
venivano posti ostacoli, venerdì il commissario in pectore si è quindi
messo al lavoro.
«LA PRIMA COSA che ho fatto», rivela, «è stata quella di convocare
per mercoledì 2 maggio un incontro fra i consigli di bacino dell’area
interessata dalla contaminazione». La riunione si svolgerà nella sede
dell’Arpav di Vicenza e prevede, fra l’altro, la nomina di un organismo
che avrà il compito di pianificare gli interventi volti a portare acqua
pulita e sicura nell’area inquinata e approvare i progetti, in modo da
evitare di perdere tempo nel farli adottare dalle singole Ato. Progetti
per i quali il Governo ha stanziato 56,8 milioni di euro ma che dovranno
essere co-finanziati, pare per almeno altrettanti soldi, dalle società
di gestione, i cui unici introiti vengono dalle bollette. Il commissario
di fatto intende poi creare da subito anche un secondo organismo
tecnico, di cui egli sarà, a pari del primo, il coordinatore. «Esso sarà
formato dalle società del servizio idrico integrato, che saranno
nominate soggetto attuatore del piano», precisa. Le società avranno il
compito di verificare che i progetti siano a posto e la correttezza dei
punti di prelievo dell’ acqua che poi arriverà nell’area esposta all’
inquinamento. «Dovremo dare attuazione alle disposizioni della Giunta
regionale per quanto riguarda i piani di sicurezza degli acquedotti, e
quindi evitare di prelevare l’acqua vicino a realtà potenzialmente
inquinanti, perché non possiamo rischiare di trovarci fra qualche anno a
dover affrontare un’altra situazione come questa», aggiunge Dell’Acqua.
«Da questa settimana trasferirò la direzione dell’agenzia regionale per
l’ambiente per alcuni giorni a Vicenza, perché voglio essere più vicino
all’area che si trova a fare i conti con la contaminazione», dice
inoltre. Ma il suo ruolo riguarda anche i temi ambientali e sanitari di
questa complicata vicenda? «No, anche se è possibile che prossimamente
vengano valutati altri compiti, per ora mi occuperò come commissario
solo degli acquedotti; ovviamente, però, lavorerò anche sugli altri
fronti come direttore di Arpav e coordinatore della commissione Ambiente
e Salute». •