martedì 9 dicembre 2014

Idea Medio Chiampo << Crescere come Aim>>

Il sindaco di Montebello dopo le condanne ai vertici non ci sta a unire la gestione di Medio Chiampo ad Acque del Chiampo come suggerito da noi e da altri in questi ultimi due anni e vuole invece rilanciare l'ente per farlo crescere come l'Aim di Vicenza diventando così una Multiutility al servizio dei comuni

Ricordiamo: Debiti Medio Chiamo Spa: intervento di Giuliano Raimondo

Leggiamo, nella edizione de "il Giornale di Vicenza" di sabato 15 settembre u.s., che la Medio Chiampo spa «In due anni i conti in ordine» e che i debiti ammontano a 18,8 milioni, di cui 12 con le banche e 6,7 con i fornitori. Leggiamo inoltre che Pier Giorgio Rigon, presidente di Medio Chiampo da 8 anni, analizza i numeri e osserva: «Sì, la società è indebitata, ma è strutturalmente sana e in un paio d´anni, grazie ai flussi di cassa positivi, ridurremo sensibilmente il passivo». Dopo aver letto questo, molti si domandano come questa società, di proprietà dei Comuni di Zermeghedo e Montebello, possa realizzare tale poderosa impresa, considerato un fatturato annuo di 11 milioni di euro.
Ci si domanda, quale piano di rientro dal poderoso debito abbiano deliberato i componenti l’Assemblea Generale di Medio Chiampo spa composta dall’ing. Fabio Cisco con funzione di presidente (sindaco di Montebello Vicentino) e dal prof. Giuseppe Castaman componente  della stessa Assemblea (sindaco del Comune di Zermeghedo). Sindaci che per legge sono tenuti al controllo analogo sulla Medio Chiampo e alla tutela della salute degli amministrati. Ci si domanda quale impatto questo piano di rientro dai debiti avrà sugli investimenti per la necessaria manutenzione straordinaria e ordinaria del sistema impianto di trattamento e depurazione dei reflui. Ci si domanda quale impatto avrà questo poderoso piano di rientro dai debiti sul fronte dei necessari investimenti per migliorare gli impianti e garantire la qualità del fluido che arriva nei rubinetti per l’erogazione dell’acqua potabile e per il necessario contenimento delle tante perdite in rete. Ci si domanda se il pagamento degli stipendi ai dipendenti di Medio Chiampo è sempre regolare.
Per quanto concerne gli aspetti connessi con la fusione con Acque del Chiampo spa ci riserviamo di intervenire più avanti considerate le dichiarazioni del presidente Rigon  - evidenziate  nell’art. del 18 ottobre scorso ne Il Giornale di Vicenza - ove dichiara, tra l’altro, che «…. Stiamo infatti valutando l´ipotesi di costituire conla municipalizzata Acquedel Chiampo una nuova azienda pubblica consortile. Non c´è comunque ancora nulla di deciso, perché siamo in una fase interlocutoria in cui si esprimono valutazioni che dovranno essere corroborate sotto il profilo tecnico».
Così come interverremo, dopo il richiesto incontro con il Presidente di Acque del Chiampo spa dr. Antonio Fracassoe con il suo direttore generaledr. Alessandro Rebellato, proposto in data 26 ottobre scorso, per la convocazione urgente con le competenti Rappresentanze Sindacali sui temi delle strategie societarie connesse alle decisioni dell’A.T.O.Valle del Chiampo, relative alla “ipotizzata fusione tra la Acque del Chiampo spa ela Medio Chiampo spa, nonché all’impianto per il trattamento-riduzione dei fanghi”. Le discariche per i fanghi, nonostante i riflessi della crisi del settore concia, si stanno anche se più lentamente esaurendo e quindi occorrono scelte urgenti per non frenare o peggio, bloccare, l’area produttiva della concia.

Cordialmente
Giuliano Raimondo FILCTEM-CGIL Vicenza
Vicenza 31 ottobre 2012

Commento Filippo Canova ABC Vicenza 

  • Filippo Canova 1- AIM Vicenza non gestisce il servizio idrico, ha scorporato da anni il ramo aziendale creando Acque Vicentine S.p.A.
    2- Le aziende con gestione "in house" ad oggi devono svolgere prevalentemente il compito per cui sono state create (idrico in questo
    caso), non alti servizi, pena la perdita dell'affidamento.
    3- AIM Vicenza l'anno scorso ha deciso di uscire dall'affidamento "in house" con tutti i servizi ed enteare nel mercato, quando tra una decina d'anni gli affidamenti scadranno dovra' andare a gara rischiando di perderla a favore di qualche multinazionale o grossa multiutility (HERA S.p.A. e' a caccia di situazioni simili...), il contrario di quanto deciso dai referendum 2011 !

    Ergo... anche Medio Chiampo vuole fare lo stesso. Alla faccia della coerenza delle dichiarazioni!

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