domenica 30 giugno 2019

Pfas, audizione dell’Ispra alla Commissione Antimafia




Pfas, audizione dell’Ispra alla Commissione Antimafia: peggioramento della qualità di molti corsi d’acqua

Per gli scarichi non esistono limiti nazionali su cui possano basarsi le autorizzazioni
[25 Giugno 2019]
Oggi la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati ha audito Alessandro Bratti,  direttore generale dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sulla vicenda della contaminazione ambientale da sostanze perfluoroalchiliche  – Pfas, Bratti accompagnato dal responsabile area Ispra per la frmazione tecnica e ambientale Alfredo Pini, dalla responsabile Centro per la rete nazionale dei laboratori Stefania Balzamo e dalla tecnica della sezione Sostanze pericolose Emanuela Pace.
In un comunicato della Commissione Antimafia si legge che «Gli auditi hanno ripercorso la storia dei Pfas, dalle prime produzioni in Italia nel 1965 alla presa di coscienza nel nostro Paese della loro presenza nei corpi idrici e della loro pericolosità a partire dal 2006».
I rappresentanti di Ispra hanno spiegato che «I Pfas sono sostanze stabili e persistenti, resistenti all’attacco fisico, chimico, biologico. Secondo quanto riferito, al momento non ci sono metodi consolidati di trattamento di reflui contenenti Pfas, con il risultato che queste sostanze rimangono stabili nell’ambiente. Possibili occorrenze di Pfas o di prodotti contenenti Pfas possono verificarsi, secondo quanto riferito, in stabilimenti dell’industria cartaria, tessile, conciaria e del settore galvanico, oltre che in impianti di trattamento di acque reflue urbane e industriali e in discariche».
Direttoe re e ricercatori dell’Ispra hanno anche riferito in merito ai risultati dello screening preliminare effettuato da Ispra nel 2018 sulla presenza dei composti Pfas nei corsi d’acqua e nelle falde del nostro Paese. I dati sono contenuti nel rapporto “Indirizzi per la progettazione delle reti di monitoraggio delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nei corpi idrici superficiali e sotterranei”, liberamente accessibile on line sul sito dell’Ispra. Si tratta un’indagine preliminare a livello nazionale che permetterà alle Regioni la programmazione del monitoraggio dei Pfas secondo la direttiva quadro Acque. Secondo quanto riferito dall’Ispra, «Dal 2019,  a seguito del monitoraggio di questi composti molti corsi d’acqua vedranno modificato in senso negativo il loro stato di qualità».
I rappresentanti di Ispra hanno inoltre evidenziato «La necessità di mettere in piedi un osservatorio sui Pfas e su tutte le sostanze chimiche emergenti, in modo da poter intercettare la loro presenza nell’ambiente in maniera tempestiva. Accanto ai Pfas diffusi da più tempo, infatti, ci sono nuove sostanze perfluoroalchiliche come GenX e C6O4, per le quali al momento non c’è metodologia analitica condivisa».
Sul fronte di valori di riferimento e dei limiti autorizzativi, gli auditi hanno spiegato che «Le soglie di qualità ambientale relativi alla concentrazione di Pfas nelle acque esistono solo per poche di queste sostanze e in alcuni casi risultano superate. Per quanto riguarda invece gli scarichi, al momento, non esistono limiti nazionali su cui possano basarsi le autorizzazioni».
Dopo l’audizione dell’Ispra, il presidente della Commissione Ecomafie, Stefano Vignaroli, ha dichiarato: «La vicenda della contaminazione da Pfas mostra chiaramente che prodotti utili come tessuti impermeabili e padelle antiaderenti hanno spesso un rovescio della medaglia sul fronte ambientale e della salute. Gli organi di tutela ambientale spesso se ne rendono conto solo quando il danno è già avvenuto e rimediare diventa sempre più difficile. I Pfas, per la loro elevata persistenza, sono infatti ormai molto diffusi nell’ambiente e mettere in atto una bonifica non è semplice tecnicamente».

domenica 16 giugno 2019

Documento Arzignano Salute presentato a Villa Cordeliina settembre 2010

La parte del documento di Arzignano Salute presentata a Villa Cordellina nel settembre 2010 la ripubblichiamo è importante anche per i Noe, Greenpeace, e tutti quelli che stanno accusando ARPAV comprese le mamme, i medici Isde, e Alberto da qui partiamo : Dai dati forniti per gli anni 2000-2004 la qualità delle acque è risultata buona per i pozzi siti
a Montebello Vicentino, Brendola, Arzignano, Trissino, mentre è risultata scadente per i pozzi di
Lonigo e Almisano (frazione del comune di Lonigo), situati più a sud rispetto ai precedenti.
Nella zona di Almisano la situazione è più preoccupante per la presenza di solventi organici
alogenati in quantità di circa 10μg/l, di nitrati e salinità che presentano un trend in aumento negli
anni. Si deve sottolineare che anche l’agricoltura contribuisce tramite l’uso di fertilizzanti ad
incrementare la concentrazione di nitrati nelle acque e in questa zona, visto il territorio
pianeggiante, vi è un maggior numero di coltivazioni rispetto agli altri comuni.
I composti organo-alogenati comprendono, nelle acque destinate ad uso potabile, sia i
trialometani (THM) che si formano nella potabilizzazione delle acque in seguito a clorazione, che i
solventi clorurati di sintesi derivati da smaltimento non idoneo dei rifiuti. In Italia la concentrazione
massima ammissibile (CMA) prevista dal DPR 236 del 1988 (entrato in vigore nel 1991) è di 30
mg/l. Le rilevazioni attuate dall’ARPAV sono su acque non trattate e pertanto le sostanze
organoalogenate, derivanti da fonti diverse dalla clorazione delle acque, responsabili della gran
parte delle contaminazioni sono in genere il tetracloroetilene e il tricloroetilene. Gli organoalogenati
portano a una compromissione della qualità dell’acqua che la renderebbe non potabile a
meno di opportuni interventi di potabilizzazione. I livelli di organo-alogenati riscontrati nelle acque
se pur elevati non superano tuttavia i limiti di legge.
La presenza eccessiva di nitrati nell’acqua può recare in generale grave danno agli
ecosistemi acquatici, si ricorda ad esempio che l’azoto assieme al fosforo è uno dei principali
responsabili dell’eutrofizzazione dei corpi idrici. Per gli usi idropotabili è importante, inoltre, che la
concentrazione di nitrati (NO3) venga monitorata e mantenuta al di sotto dei limiti di legge. I nitrati
possono essere pericolosi per la salute umana. Nei neonati i nitrati possono provocare
metaemoglobinemia anche detta “blue baby syndrome” 56, 57. I nitrati e nitriti vengono classificati
inoltre in base alla classificazione IARC come probabili cancerogeni56. Tuttavia va evidenziato che i
nitrati, oltre che nell’acqua, possono essere presenti anche negli insaccati, dove vengono utilizzati
come coloranti e conservanti, e nelle verdure a foglia larga (es. insalate) e in generale sono queste le
maggiori fonti di ingestione degli stessi. Nelle misurazioni effettuate nelle Valli del Chiampo e
dell’Agno i livelli di nitrati risultano sempre inferiori a 50 mg/l, limite imposto dalla World Health

Ricercatori australiani hanno sviluppato un nuovo metodo per depurare l'acqua dai pfas

Anche in Australia visto tutti gli incendi e le basi militari si cercano soluzione per filtrare i Pfas.Un nuovo metodo per ripulire l’acqua dalle sostanze PFAS (sostanze alchiliche polifluorurate) è stato sviluppato da un gruppo di ricerca dell’Università di Flinders, Australia

venerdì 7 giugno 2019

Questa sera a Vicenza la proiezione in anteprima del film The Devil We Know



Alberto Peruffo ha condiviso un link.
VIDEO 2 - LA REGIONE TREMA
Non solo la Vallugana trema [v. video precedente in GFSR].
La Regione fa acqua - sporca - da tutte le parti. Questa sera al Teatro Astra la Regione Veneto tremerà sotto l'evidenza documentaristica di questo straordinario film girato da uno dei più importanti team di documentaristi americani. Il Veneto, la sua classe dirigente, amministratori, industriali, medici, non poteva non sapere. Per questo tremerà. E forse crollerà sotto le sue ripetute negligenze, omissioni, collusioni, commistioni, aste, carotaggi, depistaggi: un bel mix di sostanze e procedure inquinanti. Non più digeribile. Dalla popolazione. Questa mostra e dimostra il duro, prezioso, drammatico documentario. Vi aspettiamo al Teatro Astra, ore 20,45.
PS questa volta, diversamente da altri incontri, le Autorità non sono state invitate. Di fronte alle recenti false dichiarazioni di alcune tra queste - una su tutte, le ultime sulla Pedemontana, su cui tornerò, che esautora le stesse autorità - e come accade nel film, esse tutte sono dall'altra parte del banco. Degli imputati. Certo, se presenti in sala, sindaci e altre autorità, saranno le benvenute. O meglio, le pervenute. Conoscere i fatti e sapere da che parte stare, di fronte ad essi, non può che fare bene alla comunità tutta. Non esistono infatti solo la Confindustria, la Confcommercio, la Confesercenti, la Coldiretti etc etc - esiste anche la cittadinanza, i residenti, la popolazione. Contaminata.
Tra cui, i figli stessi di questi con-sociati.
Inquinati dai loro padri.
Dalle loro madri.
Da intere generazioni silenti.
Stop.

youtube.com
The filmmakers behind Fed Up and GMO OMG are back to unravel one of the biggest environmental scandals of our time. THE…