venerdì 10 maggio 2019

La proprietà Miteni: bonifica anti Pfas da giugno

La proprietà Miteni: bonifica anti Pfas da giugno

Dell’Acqua (Arpav): «Campagna al via con la vendita dell’impianto». Intanto si lavora al potenziamento della barriera idraulica


Miteni e Pfas, al via il potenziamento della barriera idraulica. Con uno spiraglio per l’altro grande passaggio fondamentale, la bonifica del sito di Trissino. Ieri pomeriggio l’Arpav e il commissario governativo per l’emergenza Pfas, Nicola Dell’Acqua, hanno annunciato l’avvio dei lavori per il potenziamento della barriera idraulica sotto il sito di Miteni. Un fatto tutt’altro che scontato, a maggior ragione se ci si rifà alle parole del curatore fallimentare dell’azienda che, appena tre mesi fa, aveva negato la possibilità che Miteni si accollasse questo intervento.

LA BARRIERA IDRAULICA

La Miteni di Trissino è nota per essere la “fabbrica di Pfas” da cui è partita la contaminazione della falda che oggi interessa mezzo Veneto. L’azienda, già dal 2005, si era dotata di una barriera idraulica per contenere la contaminazione da Pfas. A inizio anno, tuttavia, Dell’Acqua ha chiamato in causa Miteni (o meglio, la Ici Se, la holding lussemburghese che nel 2009 per un euro ha acquistato la Miteni di Trissino da Mitsubishi), segnalando che la rete di pozzi - che dovrebbe impedire la circolazione di perfluoroalchilici dal sito di Trissino alla falda – non è più sufficiente. A gennaio il commissario ha ritenuto urgente un intervento di potenziamento della barriera. Peccato che Domenico De Rosa, curatore fallimentare Miteni, avesse replicato dichiarando ben lontana la possibilità che la società si accollasse questo intervento.

LA REGIONE INTERVIENE

«La Regione ha quindi deciso di intervenire in danno, affidando a Veneto Acque la progettazione dell’ampliamento della barriera e prendendosi in carico i lavori», spiega Dell’Acqua. «Fortunatamente la posizione di Tribunale e azienda è cambiata in queste ultime settimane». I legali di Ici Se hanno infatti spiegato di voler accollarsi i lavori per il potenziamento e mantenimento della barriera idraulica, restando fermo il diritto di rivalsa nei confronti dei soggetti che dovessero essere individuati come responsabili di eventuali violazioni della normativa ambientale. I lavori sono già partiti giovedì e, secondo il cronoprogramma presentato alle autorità competenti, termineranno entro un mese, il 5 giugno. Martedì prossimo il professor Gianpietro Beretta dell’Università di Milano effettuerà un sopralluogo in azienda per verificare l’attuazione della prescrizioni impartite dalla Commissione tecnica regionale alla società Miteni.

L’INTERVENTO

Tecnicamente in queste settimane verranno scavati nuovi pozzi per accogliere l’acqua, da trattare poi con i filtri appositamente pensati per trattenere anche i Pfas. La storia di questa barriere è tristemente nota a chi segue le vicende della contaminazione di Miteni. Era stata progettata da Erm Italia su mandato di Miteni già nel 2005, segno che il pericolo-Pfas era noto ben prima del 2013, anno in cui scoppiò il caso dell’inquinamento grazie a un rapporto di Irsves-Cnr. Miteni ha fatto di tutto per nascondere l’esistenza della barriera fin dal 2005, anche grazie all’aiuto di autorità come Arpav: confermare la realizzazione di quell’impianto di emergenza avrebbe significato ammettere di aver tenuto nascosto per otto anni l’inizio di un disastro ambientale.

LA BONIFICA

Aggiunge Dell’Acqua: «Ci sono novità anche sul fronte della bonifica totale del sito. Il curatore De Rosa ha infatti annunciato che la bonifica sarà possibile dopo lo smantellamento degli impianti, che avverrà dopo la vendita degli stessi nel mese di giugno prossimo. In ogni caso non ritireremo l’incarico a Veneto Acque: alla prima allerta di Arpav vogliamo essere pronti a intervenire. L’implementazione della barriera idraulica è comunque fondamentale per ridurre l’attuale stato di inquinamento che il sito provoca alle falde acquifere, in attesa della bonifica del sito».

sabato 23 marzo 2019

Non torneranno i prati con Marzia Albiero

  • Melania Marzia oggi giornata di EMBOLI......ringrazio Alberto Peruffo per il libro/raccolta che ha scritto In questa opera i nomi CI SONO TUTTI. IN-DE-LE-BI-LI e mi auguro che siano OGGETTO e SOGGETTO del secondo filone d'inchiesta. NON TORNERANNO I PRATI.....a meno che non vengano tutti CONDANNATI!
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PFAS: I carabinieri mettono sotto accusa Provincia e Procura di Vicenza

Ia vera colpevole per non averci informati prima sull'inquinamento da Pfas è la nostra provincia di Vicenza che doveva avvisare prima di tutto ARPAV e non l'aveva fatto
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Giornata Mondiale dell'acqua anche a Lonigo il 29 marzo: L'acqua è davvero un diritto in Italia?

In Italia, l'acqua è un diritto?



Dirittoacqua Lisa Gelli-4 def"In Italia, l’acqua è un diritto?" è un progetto di ricerca realizzato dall'Associazione Acqua Bene Comune Onlus.
Gli obiettivi sono diffondere la consapevolezza su alcuni aspetti della gestione dell’acqua in Italia al fine di promuovere il risparmio idrico e la partecipazione consapevole dei cittadini nella gestione dell’acqua.
Sono stati individuati tre casi studio su cui si sono svolti approfondimenti e sono state effettuate delle video-interviste al fine di verificare la violazione del diritto all'accesso all'acqua.
In particolare in Calabria a Rossano, Lamezia Terme e Cotronei dove nel 2018 decine di migliaia di persone per decine di giorni hanno subito la sospensione del servizio.
Oppure tra le province di Vicenza, Verona e Padova dove l’inquinamento da PFAS delle acque è un disastro ambientale che mette in pericolo la salute di centinaia di migliaia di persone. 
Altra questione analizzata è quella legata alla crisi idrica che nel 2017 ha toccato il Lago di Bracciano e di cui ancora oggi se ne vedono le conseguenze. Per cui si è provato a ricostruire le ragioni che hanno portato a quella crisi, oltre ad un quadro aggiornato dello stato del lago.
Anche grazie a questi contributi si è prodotto un dossier sulla gestione dell’acqua in Italia e sulle sue problematiche, e una video-inchiesta sui tre casi studio.
Entrambi saranno presentati durante le seguenti iniziative pubbliche:
 
E' stata preparata anche una brochure illustrativa del dossier, è possibile scaricarla qui
DOSSIER - L'ACQUA, IN ITALIA E' UN DIRITTO?
 VIDEO-INCHIESTA - L'ACQUA, IN ITALIA E' UN DIRITTO?


IN CALABRIA VIENE RISPETTATO IL DIRITTO ALL'ACCESSO ALL'ACQUA?I TRE CASI ANALIZZATI (Lamezia Terme, Rossano, Cotronei), DICONO DI NO! 
  
CHE COSA SUCCEDE AL LAGO DI BRACCIANO?
LA CRISI IDRICA DEL 2017: CAUSE ED EFFETTI

CHE COSA SUCCEDE CON L'INQUINAMENTO DA PFAS IN VENETO?
UN DISASTRO AMBIENTALE CHE METTE IN PERICOLO LA SALUTE DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE