domenica 8 febbraio 2015

Gruppo d'Intervento Giuridico:E questa sarebbe acqua depurata?

E questa sarebbe acqua depurata?

 
 
 
 
 
 
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Cologna Veneta, scarico collettore fognario ARICA, di raccolta dei reflui di cinque depuratori (Trissino, Montecchio Maggiore, Arzignano, Montebello Vicentino e Lonigo) nel Fiume Fratta-Gorzone
Cologna Veneta, scarico collettore fognario ARICA, di raccolta dei reflui di cinque depuratori (Trissino, Montecchio Maggiore, Arzignano, Montebello Vicentino e Lonigo) nel Fiume Fratta-Gorzone
Nella mattinata dell’11 gen. 2015 una delegazione del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha incontrato il Senatore del M5S Enrico Cappelletti in località Sule a Cologna Veneta (VR) dove si trova lo scarico del collettore fognario ARICA, il quale dirige i reflui di cinque impianti di depurazione (Trissino, Montecchio Maggiore, Arzignano, Montebello Vicentino e Lonigo) nel corso d’acqua Fratta-Gorzone.
Ad accogliere la delegazione l’ormai tristemente famoso scarico lurido e maleodorante che, con efficienza ventiquattr’ore su ventiquattro, sversa sostanze tossiche nel fiume Fratta.
La questione dei reflui industriali del Distretto industriale di Valdagno e Valle del Chiampo, dove è localizzato un enorme distretto tessile e conciario e lo stabilimento di fluorocomposti della Miteni Spa, risale già ai primi anni sessanta, ma non è per questo ammissibile come un destino ineluttabile!
Le analisi svolte dall’ARPAV evidenziano che l’incidenza della contaminazione provocata sul corso d’acqua Fratta-Gorzone a Cologna Veneta è prevalentemente dovuta alla rilevante presenza di sostanze perfluoro-alchiliche nello scarico industriale della ditta Miteni Spa, allacciata all’impianto di depurazione di Trissino, la quale contribuisce per il 96,989% all’apporto totale di PFAS, in presenza di un impianto di depurazione non in grado di abbattere tale tipo di sostanze, in quanto non dotato di tecnologia adeguata.
Cologna Veneta, sopralluogo GrIG (11 gennaio 2015)
Cologna Veneta, sopralluogo GrIG (11 gennaio 2015)
Ma allora, se Miteni Spa può andar fiera di “operare come un attore importante nella chimica del fluoro da più di 45 anni” come scrive nel proprio profilo aziendale, chi ha permesso e chi continua a permettere cinquant’anni di veleni per vicentini, veronesi e padovani e tutti gli esseri viventi che popolano questa regione?!
Scrive l’ARPAV: “Allo stato attuale risulta che la propagazione della contaminazione ha raggiunto un’area di estensione di circa 150 km2 ed interessa principalmente le province di Vicenza, Verona e Padova, con presenza in falda e nei corsi d’acqua superficiali e nel sistema dei pozzi utilizzati per uso potabile nella zona di Lonigo, Sarego, Brendola e Vicenza”.
Un inquinamento folle che infetta e aggredisce una zona che va almeno da Trissino (VI) a Montagnana (PD).
Il Gruppo di Intervento Giuridico onlus, a più di un anno dal suo primo esposto in merito, del 20 settembre 2013,  intende alzare la posta con un nuovo esposto indirizzato anche ai Nuclei Investigativi Polizia Ambientale e Forestale del Corpo Forestale dello Stato e al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri.
Cologna Veneta, scarichi nel Fiume Fratta-Gorzone
Cologna Veneta, scarichi nel Fiume Fratta-Gorzone
Se è vero che la presenza di sostanze perfluoro-alchiliche nell’acqua non è ancora fatta oggetto di specifici limiti (standard di qualità ambientale), come affermato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti rispondendo ad un’interrogazione parlamentare del Senatore Enrico Cappelletti, da parte evidentemente della ritardataria e carente normativa italiana, è altrettanto vero che la Direttiva 2013/39/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 12 agosto 2013, che modifica le direttive 2000/60/CE e 2008/105/CE per quanto riguarda le sostanze prioritarie nel settore della politica delle acque, individua l’acido perfluoroottansolfonico e derivati (PFOS)[1] come sostanza pericolosa prioritaria, fissandone lo standard di qualità ambientale (SQA) ad una concentrazione di 6,5 × 10 –4 μg/l e cioè 0,65 ng/l, a fronte di valori rilevati nelle acque superficiali e sotterranee nella Valle dell’Agno e del Chiampo che, come dimostrato dallo studio (tre campagne di monitoraggio nel maggio 2011, ottobre 2012, febbraio 2013) dell’Istituto di Ricerca Sulle Acque – IRSA del Consiglio Nazionale delle Ricerche, raggiungono valori di PFOA (acido perfluoroottanoico) superiori a 1000ng/L e di PFAS totale superiore a 2000ng/L.
Questo significa che le acque della Valle dell’Agno e del Chiampo, e di tutto il tessuto idrografico che insiste in quella regione, possono presentare valori di sostanze perfluoro-alchiliche che eccedono di 1.500, 2.000 volte lo standard di qualità proposto dalla Direttiva Quadro sulle Acque di 0,65ng/L !!
E supererebbero di molto anche i valori soglia tedeschi (100ng/L per la somma dei perfluorurati per una esposizione decennale) e, sempre e comunque, anche i limiti molto più permissivi espressi dalla United States Environmental Protection Agency (200ng/L per PFOS e 400ng/L per PFOA).
Cologna Veneta, Fiume Fratta-Gorzone (la colorazione è emblematica)
Cologna Veneta, Fiume Fratta-Gorzone (la colorazione è emblematica)
Ma tenetevi forte, perché in data 02/07/2013 l’ARPAV ha registrato somme totali di PFAS (∑PFAS) in uscita dallo scarico ARICA di Cologna Veneta (VR) pari a 49.877 ng/l !! E le concentrazioni rilevate da IRSA il 05/05/2011 sono state di 42.000 ng/l .
Il GrIG ricorda che, indifferentemente dalle lungaggini dei recepimenti di direttive europee e di adeguamento di normative italiane, esiste un Principio di precauzione sancito dall’articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea che viene altresì ribadito nell’ Art. 3-ter. del Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 avente titolo “Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale” e che recita: “La tutela dell’ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell’azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonche’ al principio «chi inquina paga» che, ai sensi dell’articolo 174, comma 2, del Trattato delle unioni europee, regolano la politica della comunità in materia ambientale”.
Cologna Veneta, Fiume Fratta-Gorzone (la colorazione è emblematica)
Cologna Veneta, Fiume Fratta-Gorzone (la colorazione è emblematica)
L’inquinamento va pertanto prevenuto: non si interviene a disastro ambientale già avvenuto!
Il Principio di Precauzione sussiste nel momento in cui i PFAS, inquinanti organici persistenti soggetti pertanto a bioaccumulo, sono riconosciute come interferenti endocrini sulla base della letteratura scientifica internazionale e numerosi studi tossicologici, epidemiologici e clinici effettuati in numerosi paesi hanno dimostrato la tossicità delle sostanze perfluoroalchiliche per la tiroide, il sistema riproduttivo maschile e femminile, il fegato e l’apparato cardiovascolare. Tale tossicità è più marcata per l’organismo in via di sviluppo (feto e bambino) e può portare anche alla promozione di cancro negli organi bersaglio. Non a caso il PFOS (perfluorottano sulfonato) è classificato nel DESC (Database ecotossicologico sulle sostanze chimiche) del Ministero dell’ambiente come cancerogeno (categoria di pericolo 2), tossico per la riproduzione (categoria di pericolo 1b) e nocivo per i lattanti allattati al seno, tossico per diversi organi bersaglio per esposizione ripetuta (categoria di pericolo 1), tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.
Nell’ambito del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e della legge 7 agosto 1990, n. 241, art 1. comma 1, il sindaco di Cologna Veneta (VR), in qualità di tutore della salute pubblica, sulla scorta delle rilevazioni IRSA – CNR, dell’ ARPAV e in forza del Principio di precauzione, emani un’ordinanza urgente di interruzione dello scarico.
E chi inquina paga.
Gruppo di Intervento Giuridico onlus – Veneto

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[1] Si tratta di composti utilizzati nel settore industriale e commerciale, nel campo dei refrigeranti, tensioattivi, e come componenti di farmaci, lubrificanti, insetticidi, cosmetici, nelle schiume impiegate negli estintori etc.


Report riunione Coordinamento Nazionale Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua Roma, 21 Dicembre 2014

Report riunione Coordinamento Nazionale
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Roma, 21 Dicembre 2014
Presenze: Comitato Savonese Acqua Bene Comune, Coordinamento Ligure dei Movimenti per l'Acqua, Comitato Acqua Pubblica Lecco, Comitato Acqua Pubblica Salerno, Comitato Acqua Pubblica Torino, Comitato Roma XII Beni Comuni, Comitato Acqua Pubblica Sulmona, Comitato Acqua Pubblica Ferrara, LOA Acrobax, Comitato Acqua Pubblica Viterbo, Campagna Stop TTIP, Coordinamento Regionale Campano per la Gestione pubblica dell'Acqua, Abruzzo Social Forum, Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua, Attac Italia, Coordinamento Romano Acqua Pubblica, Movimento 5 Stelle Roma, Comitato Acqua Pubblica Molise, Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.
O.d.G
Domenica 21 Dicembre (ore 11.00 – 17.00)
punto della situazione e valutazione delle iniziative di contrasto ai nuovi processi di privatizzazione;
punto della situazione e definizione dei percorsi di medio-lungo termine (campagna costituzionalizzazione, scuola dei beni comuni, osservatorio popolare etc etc);
stato dell'arte delle risorse economiche, campagna di autofinanziamento e discussione della proposta di rimodulazione della distribuzione dei fondi;
stato dell'arte della mobilitazione internazionale (manifestazione a Bruxelles della Rete Europea);
varie ed eventuali.
L'assemblea ha preso avvio con un'introduzione in cui è stato effettuato un report delle iniziative e mobilitazioni svolte in contrasto ai provvedimenti, decreto Sblocca Italia e legge di stabilità, tramite i quali il Governo intende rilanciare i processi di privatizzazione. E’ stato evidenziato come, soprattutto nell’arco degli ultimi due mesi, ne siano state organizzate diverse seppur con una distribuzione a macchia di leopardo. Inoltre è stato segnalato come la petizione on line abbia raggiunto un buon numero di firme superando ampiamente le 10.000.
Si è condivisa l’opportunità di proseguire nell’organizzazione di iniziative che abbiano al centro la questione dei processi di privatizzazione.
La discussione ha, poi, portato ad approfondire ulteriormente il percorso di mobilitazione identificando tre filoni tematici che hanno contraddistinto le diverse iniziative:
questioni ambientali - decreto Sblocca Italia
privatizzazioni - multiutilities - legge di stabilità
diritto all’acqua - distacchi - tariffe
Questi tre punti sono stati riconosciuti come unificanti delle tante azioni e iniziative in cui il movimento per l’acqua è coinvolto e in tanti casi in prima fila nella promozione, oltre al fatto che permettono connessioni dirette con altre realtà sociali e movimenti.
In tale contesto gli Enti Locali sono stati individuati quali elementi centrali in quanto da una parte esautorati rispetto alle scelte fondamentali di programmazione del territorio e dall’altra ricattati rispetto alla vendita dei beni comuni. Soprattutto per quanto riguarda i processi di aggregazione tra aziende e disimissione delle quote l’impianto legislativo è stato costruito un meccanismo sottile e subdolo attraverso il quale scaricare completamente la responsabilità delle scelte sugli Enti Locali stessi.
Diversi interventi, inoltre, hanno sottolineato come in alcuni casi gli amministratori abbiano abdicato dal ruolo di pianificazione, programmazione e gestione dei servizi pubblici essenziali trasformando gli Enti Locali da presidi di democrazia di prossimità in istituzioni volte alla piena attuazione dei vincoli monetari.
Per tutte queste ragioni si è convenuto che vada promossa un'iniziativa specifica sugli Enti Locali con una due giorni di mobilitazione nazionale fissati per giovedì 12 e venerdì 13 febbraio in cui si reclami attraverso tutte le forme d’iniziativa possibile (presidi, occupazione etc etc) un consiglio comunale aperto sui tre filoni tematici segnalati in precedenza sulla base delle sensibilità e vertenze presenti sui territori.
Più in generale laddove verranno avviati processi di aggregazione e privatizzazione si è condiviso di costruire delle forti mobilitazioni territoriali di contrasto anche in sinergia con altre realtà che si battono a difesa dei beni comuni pur sempre in una cornice di coordinamento nazionale.
Affrontando la questione delle multiutilities è stata riportata la posizione della CGIL Emilia Romagna che sostanzialmente esprime un parere favorevole ai processi di aggregazione e stigmatizza quello di ripubblicizzazione di Reggio Emilia. Per cui si è condivisa la necessità di richiedere un incontro alla CGIL e alla FP CGIL al fine di verificare quale sia la loro posizione.
E’ stato fatto presente come in diversi territori sia sempre più diffusa da parte dei gestori la pratica dei distacchi e come di fronte ciò i comitati si siano attivati con campagne e iniziative volte a denunciare tale pratica. Si è condiviso come queste azioni, a partire da quella dei GAP (Gruppi di Allaccio Popolare) sulla città di Roma, siano elementi di valore per la battaglia dell'acqua e come sia auspicabile una loro diffusione laddove ve ne siano le condizioni, ovvero in quei territori in cui i distacchi stiano divenendo sempre più frequenti.
Per quanto concerne le firme raccolte a sostegno della petizione si è convenuto di consegnarle nella prima metà di gennaio facendo richiesta d’incontro alla presidente della Camera, L. Boldrini.
Si è anche convenuto con la posizione espressa dall’assemblea dell’intergruppo parlamentare, ovvero sulla necessità che la legge d'iniziativa popolare, depositata dall'intergruppo a marzo scorso, sia calendarizzata in Commissione Ambiente e avvii così il suo iter di discussione alla Camera.
Per quanto riguarda il secondo punto all’ordine del giorno, ovvero i percorsi di medio-lungo termine si riporta di seguito quanto condiviso:
Campagna di costituzionalizzazione del diritto all'acqua e dei diritti della natura - E' stato fatto un report della diffusione del questionario da cui è emerso che è stato compilato da circa un'ottantina di attivisti i quali in larghissima parte fanno riferimento a territori del centro nord. Pertanto si è deciso di rilanciare l'invito a compilarlo facendo un appello particolare ai comitati del centro sud affinchè lo diffondano ai propri attivisti così da avere un quadro maggiormente esaustivo e rappresentativo dell'intero territorio nazionale. Successivamente si farà un lavoro rielaborazione dei contributi pervenuti al fine di costruire un articolato di modifica costituzionale che verrà sottoposto ai giuristi vicini al movimento per l'acqua;
Scuola dei beni comuni - Si è condivisa ancora una volta l'importanza di tale percorso e che debba essere costruito sulla base delle sensibilità ed esigenze locali ma con un filo conduttore nazionale. Per definire nel dettaglio il progetto, oltre alla tempistica, si è convenuta l'opportunità di dare vita ad uno specifico gruppo di lavoro;
Osservatorio Popolare sull'Acqua e i Beni Comuni - E' stato riportato il buon risultato dell'iniziativa svolta il giorno prima sul tema della finanziarizzazione dell'acqua. Tale iniziativa s'inserisce all'interno di un percorso che prevederà un'iniziativa a Milano sull'EXPO per febbraio e un'altra succesivamente a Napoli sul tema dei rifiuti. Inoltre è stato segnalato che il 13 gennaio si costituirà formalmente l'Osservatorio come associazione per cui diviene necessario definire la persona delegata a rappresentare il movimento per l'acqua che entrerà a far parte dell'Osservatorio mediante l'Associazione Acqua Bene Comune Onlus. Su questa base è stata avanzata la proposta che tale persona sia una tra quelle che hanno seguito finora il percorso e che per semplicità organizzativa e burocratica sia identificata all'interno di quelle che fanno già parte dell'Ass. ABC Onlus. Poi è stato presentato il progetto di stesura di un dossier sulle multiutilities quale obiettivo prioritario del lavoro del prossimo anno. Su tale progetto si è convenuto di definire un coordinatore nazionale e dei referenti per ciascuna multiutility. In ultimo è stato riportata la situazione economica dell'Osservatorio stesso che risulta essere di una certa difficoltà visto che i fondi a disposizione per il prossimo anno potranno contare su un contributo della FP CGIL di 5.000 € che verranno versati a breve e ad ulteriori 5.000 € derivanti dal finanziamento di un progetto presentato dalla FCEI (Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane) proprio sull'Osservatorio. Allo stato attuale ci si è dati l'impegno di coinvolgere maggiormente tutte le realtà aderenti in modo da superare questa situazione d'impasse.
In generale la discussione ha portato a condividere la necessità di ricostruire, a partire dalla prossima primavera, un'iniziativa a carattere generale e unitario che allo stato attuale potenzialmente appare essere l'affiancamento alla campagna sulla costituzionalizzazione di una seconda sulle forme della democrazia.
E' stato poi affrontato il tema relativo allo stato dell'arte delle risorse economiche. In merito è stato evidenziato come rispetto al piano triennale (2012-2014) di utilizzo dei fondi, che avrebbe dovuto esaurirsi alla fine del 2014, è emerso invece un residuo di circa 85.000 euro. Da un’analisi approfondita dei dati è emerso come tale residuo risulti quale sommatoria di alcune voci di spesa che, in fase di preventivo, sono state sovrastimate rispetto alla spesa realmente effettuata e dell'attenzione avuta nella spesa stessa.
E’ stato presentato il rendiconto complessivo del piano triennale, oltre al piano finanziario 2014-2015, e come condiviso alla scorsa riunione del coordinamento nazionale è stata avanzata una proposta di utilizzo per il 2015 della somma residua, suddivisa per le varie attività portate avanti in questi 3 anni e calibrata sulla media dei fondi spesi per ogni attività (In allegato). Principio ispiratore di tale proposta, quindi, è quello di mantenere anche per il 2015 lo stesso ordine di grandezza di spesa sostenuta nel corso del 2014 per ciascuna voce. Unica voce che verrà ridotta fortemente è quella per gli oneri di supporto generale e quindi anche la segreteria operativa il cui budget è stato definito per coprire una persona full time e una part time. Su quest’ultimo si convenuto di valutare successivamente l’opportunità di svolgerne uno unico su 12 mesi, due su 6 mesi o qualche altro tipo di soluzione idonea alle necessità delle attività del movimento per l’acqua.
E’ stato anche condiviso che non vengano erogate le seconde tranches verso quelle regioni, ovvero Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Puglia e Valle D’Aosta, che a distanza di circa due anni dallo stanziamento della prima tranche di fatto non hanno utilizzato tali fondi ma che le uniche spese sui conti regionali siano state quelle legate alle commissioni bancarie.
E’ stata quindi condivisa la proposta di utilizzo dei fondi per il 2015 che permette di avere una disponiblità di circa 85.000 euro.
E' stato sottolineato che il prossimo anno sarà l'ultimo in cui sarà possibile avere a disposizione un fondo nazionale così cospicuo pertanto diviene necessario dare vita ad una campagna di autofinanziamento diffuso che sostenga tanto e attività nazionali quanto quelle territoriali.
Inoltre si è convenuto sull’opportunità di fare una verifica a giugno del 2015 in modo da capire se ci sono delle voci in sofferenza ed eventualmente ridistribuire i fondi in modo da giungere al termine dell'anno con la stessa capacità di sostegno economico e di attività.
In ultimo è stato segnalato che al Servizio Civile Internazionale è stato approvato un progetto europeo secondo la linea di finanziamento “Erasmus Plus”, in cui l’Ass. ABC Onlus figura quale partner, riguardante il rafforzamento e l’implementazione delle forme di democrazia partecipativa nella gestione dell’acqua in diversi paesi tra cui Uruguay, Grecia, Spagna e Mauritius.
E’ stato svolto anche un aggiornamento sul percorso di mobilitazione di carattere europeo con particolare riguardo all’iniziativa in programma a Bruxelles.
L'idea, emersa nell'ultimo incontro europeo di agosto svolto a Parigi, è quella di costruire la prima mobilitazione europea sotto il Parlamento europeo, per dare visibilità alla battaglia per l'acqua e fare pressione sulla Commissione perchè si riapra la discussione iniziata con l'Iniziativa dei Cittadini Europei. Inoltre, questa potrà essere un'ottima occasione per aprire una dialogo con il Parlamento e i parlamentari europei che hanno iniziato a lavorare sui beni comuni. Le date del 22-23-24 marzo sembrano, allo stato attuale, essere quelle più probabili per lo svolgimento di tale iniziativa soprattutto perchè cadono in corrispondenza della Giornata Mondiale dell’Acqua.
E’ stata condivisa l’importanza di questa mobilitazione e di conseguenza la necessità d’iniziare fin da subito a diffondere la notizia e organizzare una larga partecipazione. In conclusione è apparso chiaro che questa inizaitva comporterà uno grande sforzo, ma che è anche vero che i movimenti nei diversi paesi europei sono cresciuti e quindi al momento appare possibile affrontare la governance europea per costruire un piano di lotta contro le privatizzazioni e per garantire il diritto all'acqua.
In ultimo si è convenuto sull’opportunità di partecipare come movimento per l’acqua alle due seguenti assemblee pubbliche:
Milano 17/01 - Assemblea nazionale verso un 1° maggio No Expo
Certosa di Padula (SA) 18/01 - Assemblea delle realtà del centro sud contro lo Sblocca Italia
Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Paolo Carsetti
Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax.06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00; Cell. 333 6876990
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org - www.obbedienzacivile.it

Audizione del direttore generale di Arpav Veneto

Di Luciano Panato: Audizione del direttore generale di Arpav Veneto. argomenti trattati ed esposti: Pfas, Valdastico Sud Cromo esavalente nelle acque di falda, riorganizzazione di Arpav. :http://parlamento17.camera.it/…/…/Rif_M_20141028_15_ARPA.pdfhttp://parlamento17.camera.it/…/…/Rif_M_20141028_15_ARPA.pdf

Indagine epidemiologica sulle malattie da inquinamento ambientale

CONSENSO INFORMATO ALL'IMMISSIONE DEI DATI PERSONALI NEL DATABASE "Indagine epidemiologica sulle malattie da inquinanti ambientali persistenti in Veneto" Con la firma di questo documento il partecipante al sondaggio "Indagine epidemiologica sulle malattie da inquinanti ambientali persistenti in Veneto" autorizza conformemente a quanto stabilito dal D. Lgs 196/2003 e successive modificazioni o integrazioni comunemente noto come il "Codice in materia di protezione dei dati personali" l'immissione da parte del medico responsabile di dati personali e di dati clinici legati alla sua patologia nell'apposito database. I dati personali del partecipante saranno criptati al fine di impedirne l'identificazione e saranno visibili in chiaro esclusivamente al medico responsabile. 
L'Isde e altri addetti al database potranno vedere i dati personali del partecipante solo ed esclusivamente in forma criptata senza alcuna eccezione rendendone impossibile l'identificazione. Se il presente modulo di consenso contiene parole che il partecipante non comprende, potra' chiedere chiarimenti ad uno dei medici responsabili dell'indagine, i cui nominativi e recapiti sono indicati sl sito www.nopops.it. e' auspicabile che il partecipante non firmi il presente modulo se le domande poste non hanno ricevuto risposte soddisfacenti. Se il paziente acconsente all'immissione dei dati personali e clinici, dovra' indicare esplicitamente il suo consenso. Informazioni generali e scopo dell'Indagine epidemiologica sulle malattie da inquinanti ambientali persistenti in Veneto
L' indagine epidemiologica sulle malattie da inquinanti ambientali persistenti in Veneto e' un'iniziativa di ricerca per approfondire le conoscenze epidemiologiche, cliniche e scientifiche sulle malattie associate sospettate di essere causate da inquinanti ambientali persistenti . I dati personali saranno conservati sempre in forma criptata eccezion fatta per i medici e gli altri professionisti autorizzati dal responsabile dello studio, il dottor Vincenzo Cordiano o altri ricercatori autorizzati. I dati clinici saranno utilizzati per valutare la storia naturale delle malattie da inquinamento, fornire dati reali che caratterizzano esiti clinici e relativi a tali malattie e incrementare la conoscenza degli operatori sanitari e delle autorita' sanitarie. Inoltre, i risultati del sondaggio potrebbero anche contribuire allo sviluppo di linee guida per la prevenzione delle malattie da inquinamento ambientale.

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Medio Chiampo, 25 mila tonnellate di rifiuti smaltiti abusivamente, 16 persone a giudizio

Chiampo, 25 mila tonnellate di rifiuti smaltiti abusivamente, 16 persone a giudizio

Il tribunale di Venezia ha rinviato a giudizio 16 persone tra tecnici e dirigenti delle municipalizzate del Medio Chiampo incaricate della gestione del depuratore di Montebello. A marzo il via al processo
Redazione 23 dicembre 2014
Il tribunale di Venezia non ha voluto sentire ragioni, tutte rinviate a giudizio le 16 persone coinvolte  a vario titolo nella gestione dei depuratori di Montebello, controllati dalla municipalizzata Medio Chiampo.
L'accusa è di aver smaltito in modo illecito 25 mila tonnellate di rifiuti all'interno del depuratore, facendo passare rifiuti considerati pericolosi per semplici acque reflue. Come riportato da Il Giornale di Vicenza, gli episodi contestati sarebbero quattro, per un giro di affari di 700 mila euro guadagnati illecitamente, secondo l'accusa, grazie allo scarto tra i costi di smaltimento di un tipo di rifiuti e l'altro.
Annuncio promozionale
Il processo si terrà a Vicenza a partire dal 23 marzo del 2015. 

Cillsa : Feste e veleni

Grazie all'associazione Cillsa Arzignano che fa parte anche del nostro coordinamento Acqua Libera dai Pfas e ha firmato il nostro esposto per questo articolo nel loro blog che riguarda le rassicurazioni pericolose che i sindaci stanno dando ai loro cittadini sull'acqua inquinata da sostanze perfluoloalchiliche

lunedì 15 dicembre 2014

FESTE E VELENI

                C'è una grave leggerezza da parte di tutti i sindaci della zona relativa al pesantissimo inquinamento da perfluorati alchilici, provocato da una fabbrica  di Trissino, che investe circa 150 chilometri quadrati di territorio, spingendosi a Sud oltre Sarego e Lonigo.
            La preoccupazione maggiore degli amministratori e degli organi di stampa è, come al solito, quella di silenziare l'allarme, mandare un messaggio rassicurante alle popolazioni e sperare che l'oblio risolva il problema nelle coscienze dei cittadini e non turbi il consenso degli elettori.
            Non sappiamo quante persone si sono ammalate di cancro in questi anni a causa delle abbondantissime dosi di perfluorati alchilici che, uscendo dalla fabbrica, inquinavano , giorno dopo giorno e anno dopo anno, le falde dell'acqua potabile, i pozzi per l'irrigazione degli ortaggi e per l'abbeveraggio degli animali. Probabilmente non lo sapremo mai ma ciò non toglie che migliaia di persone piangono i loro morti ammalatisi di cancro per cause "sconosciute".
           
             Analisi effettuate su campioni d’acqua prelevati da pozzi privati nei comuni di Lonigo e Sarego nei mesi di settembre e ottobre 2014, presentano valori di concentrazioni di composti Pfas molto superiori ai limiti massimi di performance posti dall’Istituto Superiore di Sanità. In particolare il campione prelevato da un pozzo di Sarego e controllato dal laboratorio analisi di Acque Veronesi s.c.a.r.l. presenta picchi di circa 20 volte superiori a tale limite. abbondantemente al di sopra dei livelli raccomandati.

             L'Istituto Superiore  di Sanità è una istituzione che non parla a vanvera, come certi personaggi locali.
             L'atteggiamento "rassicurante" dei sindaci, di tutti i colori politici, della zona non è solo un atto osceno di quotidiana barbarie rispetto allo scempio ambientale sempre più aggressivo che investe il nostro territorio ma è un atto immorale contro il quale le coscienze dei cittadini "addormentati" e "addomesticati" si dovrebbero rivoltare.
            In questi tempi tristi  giochi, simpatici e innocenti come quelli che le amministrazioni  apparecchiano per divertire i cittadini, ci sollevano per un attimo dal clima cupo che ci sovrasta tuttavia il coinvolgimento entusiastico di intere comunità serve a volte a distogliere l'attenzione dei cittadini dai reali problemi, dalla malattia e dalla morte create dall'uomo e non dal destino, di cui noi tutti siamo in varia misura responsabili.
            Combattere il dolore prima che sia troppo tardi è dovere nostro ma in primo luogo di chi ci amministra, avendo ottenuto col voto la fiducia dei cittadini .
            Certamente chi rammenta questi doveri e queste pene, anche se lo fa con le migliori intenzioni e per creare un'opinione pubblica più consapevole, svolge un ruolo di rompiscatole e cattura con molta più difficoltà l'attenzione della gente.

 Sentire parlare di inquinamento e di cancro è indubbiamente fastidioso …. fino a quando la malattia e la morte non vengono a bussare alla nostra porta.

Giovanni Fazio

ABC Vicenza contro Acque Vicentine: "stop sigillature dei contatori dell'acqua potabile"

ABC Vicenza contro Acque Vicentine: "stop sigillature dei contatori dell'acqua potabile"

Di Edoardo Pepe | Giovedi 11 Dicembre 2014 alle 16:09 | 0 commenti
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"L’acqua non è una merce ma un diritto umano fondamentale che non può essere negato a nessuno". Il Coordinamento di associazioni Acqua Bene Comune Vicenza del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua va all'attacco di Acque Vicentine Spa, in merito alle "numerosissime sigillature dei contatori dell’acqua potabile effettuati e che si appresta ad effettuare Acque Vicentine S.p.A" scrivono nella loro dettagliata accusa che pubblichiamo integralmente.

Il Coordinamento di associazioni Acqua Bene Comune Vicenza che da anni sta promuovendo nei nostri territori un valore per molti scontato come il diritto umano all’acqua, appreso dagli organi di stampa delle numerosissime sigillature dei contatori dell’acqua potabile effettuati e che si appresta ad effettuare Acque Vicentine S.p.A., vuole esprimere tutta la sua contrarietà a tale pratica.
L’acqua non è un bene qualsiasi, non è una merce che può avere solo chi se lo può permettere ma un alimento primario, un bene indispensabile fonte di dignità. La collettività deve garantire l’accesso a tale bene anche a chi, oggi in difficoltà economica, non può far fronte al pagamento di tariffe sempre più care.
Non sono concetti astratti ma principi fondamentali scritti nero su bianco nei documenti che regolano il nostro vivere insieme:
Dichiarazione ONU 64/292 (28 luglio 2010)
Il diritto ad un’acqua potabile e sicura ed ai servizi igienici è un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani
Statuto Comunale di Vicenza (9 gennaio 2013)
ART. 4 (Diritto all’acqua)
1. Il Comune di Vicenza riconosce il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua potabile come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico….
Non solo il capoluogo berico, socio di maggioranza di Acque Vicentine S.p.A., ha stabilito che ai propri concittadini non deve mai essere negato tale basilare diritto, ma anche i comuni più grandi della provincia come Bassano, Schio e Valdagno e altri, sempre su nostro invito, hanno proceduto analogamente.
Perché questi principi non vengono applicati nella quotidianità dalle società di proprietà degli stessi Enti Locali?
Perché queste società si arrogano il potere di negare tale diritto?
Perché Il 13 novembre scorso la Camera ha approvato il Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2014, cancellando un articolo precedentemente condiviso che impediva i distacchi del servizio idrico e garantiva il diritto all'acqua tramite l’erogazione di un minimo vitale?
Perché negli ultimi due anni molte prerogative decisionali sul servizio idrico (determinazione della tariffa, decisione dei piani d’intervento, etc.) una volta in capo ai Comuni sono state “regalate” ad un’unica autorità l’AEEGSI (di non eletti) che detiene il potere di decidere su energia elettrica, gas e servizio idrico integrato?
Il tentativo di equiparare ancor di più il servizio idrico agli altri servizi pubblici, dimostrando che anche questo servizio può essere volutamente interrotto, è palesemente un tentativo anti democratico poiché contrario all’ultima grande espressione di massa celebrata il 12 e 13 giugno 2011 con i referendum sui servizi pubblici locali, e sull’idrico in particolare, i quali hanno stabilito che l’acqua non è una merce, non è l’oro blu,  ma un Bene Comune di tutti e per tutti.
Difficile pensare che tutte le 1400 utenze sigillate da Acque Vicentine S.p.A. siano intestate a famiglie e aziende disoneste che vogliono approfittare della cosa pubblica. Non è semplice neanche dimostrare quante fra queste hanno la coscienza sporca; non distinguere tra le une e le altre non è eticamente accettabile.
Questo è un punto da dove partire se si vogliamo concretizzare principi di diritti umani che nel 2015 non possono restare solo scritti sulla carta.
Il Coordinamento Acqua Bene Comune Vicenza, assieme all’ intero Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, continuerà a mobilitarsi per garantire a tutti il diritto all’accesso ad un’acqua veramente potabile attraverso una gestione veramente pubblica, partecipata dai cittadini, senza profitti, e senza distacchi!