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mercoledì 5 settembre 2018

IL SIGNIFICATO DEL PRESIDIO di CILLSA e del COMITATO ZERO PFAS AGNO CHIAMPO davanti al TRIBUNALE DI VICENZA

IL SIGNIFICATO DEL PRESIDIO di CILLSA e del COMITATO ZERO PFAS AGNO CHIAMPO davanti al TRIBUNALE DI VICENZA
Ce lo hanno chiesto in tanti, soprattutto gli attivisti della prima ora, quelli, per intenderci che si sono mossi già nel 2013, con noi o parallelamente a noi, denunciando un inquinamento da PFAS che i cittadini allora ancora non conoscevano.
Il tempo dell'attesa è SCADUTO: lo abbiamo voluto ricordare alla Procura con la nostra PRESENZA e con un COMUNICATO STAMPA dettagliato nelle richieste.
Non eravamo presenti per festeggiare, nè per divertirci; poche pertanto sono state le foto in posa sia pure necessarie per una testimonianza diretta dell’esserci.
E' stato, il presidio, una ulteriore occasione pubblica per DENUNCIARE una ‘POLITICA’ che AGISCE IN FAVORE DEI PROFITTI, IN ANTITESI CON LA SALUTE DEI CITTADINI .
Abbiamo voluto esprimere PREOCCUPAZIONE, INDIGNAZIONE, RABBIA, DI FRONTE a UN DISASTRO AMBIENTALE, quello prodotto dai PFAS sversati dalla Miteni, che, denunciato dal quadro storico del movimento NO PFAS, quello per intenderci delle associazioni e dei comitati ancora cinque anni fa, CONTINUA a perpetrarsi a DANNO della POPOLAZIONE di tre PROVINCE senza MAI ARRIVARE a …un processo
Per la terza volta nel giro di un anno abbiamo manifestato davanti alla Procura per chiarire le NOSTRE POSIZIONI.
Non abbiamo inteso, mai, né pregare, né supplicare la procura a intervenire (suo preciso dovere se le situazioni lo richedono), ma SCUOTERLA, sollecitarla ad AGIRE, in quanto riteniamo che abbia ormai tutti gli elementi per aprire un procedimento giudiziario nei confronti NON SOLO della Miteni ma anche di tutti coloro (POLITICI, AMMINISTRATORI) che, a vari livelli di responsabilità, hanno consentito per anni un inquinamento di immani dimensioni e che con la popolazione hanno minimizzato, nascosto la problematica, e continuano a farlo non applicando il principio di precauzione (SINDACI in primis )
Eravamo altresì presenti in nome di una zona ignorata (volutamente?) per quanto riguarda il disastro ambientale PFAS, relativa ai Comuni della valle Agno Chiampo, soprattutto ARZIGNANO, per rompere il silenzio assordante di istituzioni, stampa, partiti locali e per richedere anche lì un intervento
PROCURA SVEGLIA , I PFAS CORRONO ANCHE AD ARZIGNANO, TRISSINO, MONTECCHIO, MONTORSO! .
Vedasi COMUNICATO STAMPA
https://drive.google.com/…/1btKJhEgTeT-8iGJkmIkuimxBOr…/view
L'immagine può contenere: 2 persone, persone in piedi e spazio all'aperto

venerdì 20 marzo 2015

APPROVATA LA MOZIONE CiLLSA-MAGNABOSCO IN CONSIGLIO COMUNALE Giovedì sera, 19 marzo 2015, alle 23.30 il Consiglio comunale di Arzignano ha approvato all'unanimità una mozione presentata dal consigliere Piero Magnabosco che recepiva la nostra richiesta consegnata al sindaco il 10 Marzo scorso . I quattro punti della richiesta, approvati dal Consiglio, sono: a) il Comune di Arzignano pubblichi in chiaro nel proprio sito gli aggiornamenti relativi ai controlli dell'acqua potabile dei due pozzi di prelevamento dell'acquedotto comunale, includendo i dati relativi agli inquinanti contenenti perfluorati alchilici. b) vengano pubblicati anche i rilevamenti di PFAS nelle falde acquifere effettuati dall'ARPAV, al fine di individuare pozzi inquinati in zona. c) vengano censiti i pozzi del comune di Arzignano e vengano presi eventuali provvedimenti in caso di livelli anomali di inquinanti. d) i dati relativi all'acquedotto e alle falde siano pubblicati nel display comunale sotto i portici, con gli aggiornamenti relativi ai periodici controlli. Il sindaco si è impegnato personalmente a che i quattro punti, contenuti nella mozione, diventino operativi al più presto. Rispondendo all'intervento di Magnabosco che esternava la propria preoccupazione per il fatto che una delle sorgenti cui attinge il nostro acquedotto comunale è quella di Canove, a poche centinaia di metri dalla Miteni (fabbrica responsabile del massiccio inquinamento che investe una popolazione di quasi 350.000 abitanti), Gentilin ha risposto che la maggior parte dell'acqua potabile distribuita nel nostro comune proviene dal pozzo di Grumello (dato da appurare n.d.r.) e quindi per i nostri concittadini non ci sarebbe nulla da temere. Ha aggiunto che Acque del Chiampo , ha fornito i dati del nostro acquedotto, per quanto riguarda i PFAS, comunicando che questi vanno da 20 a 100 nanogrammi /litro, valore molto al di sotto dal tetto fissato dal ministero della Sanità che è di 500 nanogrammi/litro. Resta però il fatto, osserviamo noi, che fino a pochi mesi fa il ministero non aveva fissato nessun limite per i prodotti perfluoroalchilici nell'acqua potabile, che la Germania da anni ha fissato un tetto di 100 Nanogrammi litro (attualmente in fase di revisione verso il basso) e negli USA, dove più grande è stata la strage provocata dalla presenza di perfluorati nell'acqua potabile ( caso Dupont) il limite è di 20 nanogrammi/litro. Con questo balletto di cifre, vi sentite tranquilli, come vi invita a fare il sindaco, se il vostro bambino beve l'acqua del nostro acquedotto? Il sindaco ha aggiunto che i pozzi del nostro comune sono immuni da inquinamento. Però resta il fatto che a Montecchio Maggiore e a Montorso, a pochi metri dal confine del nostro comune, sono state rilevate percentuali altissime di perfluorati nell'acqua della falda. Siamo contrari ad ogni forma di allarmismo, ci limitiamo a dare informazioni precise e verificabili. Tuttavia, non possiamo nemmeno accettare versioni edulcorate di una situazione, francamente preoccupante, che ha bisogno invece di trasparenza e attenzione. Per questo l'approvazione della nostra richiesta da parte del Consiglio comunale di Arzignano ha una grande valenza eco sanitaria perché consente ai cittadini di effettuare personalmente un controllo sulla qualità dell'acqua che beviamo. Infine, il sindaco Gentilin ha dichiarato che, a fronte delle esorbitanti spese cui si è dovuta sobbarcare Acque del Chiampo, ha chiesto per quattro volte alla Miteni una compartecipazione alle spese senza ottenere nessuna risposta (questo per sottolineare l'educazione, se non altro, di una ditta che ha massacrato il territorio con i suoi scarichi) . Aggiunge Gentilin che per quest'anno è stato possibile fronteggiare la spesa, grazie a un "tesoretto" che l'azienda aveva accumulato, ma l'anno prossimo i costi del disinquinamento ricadranno su tutti i cittadini e arriveranno in bolletta. Così noi cittadini , dopo essere stati inquinati dalla Miteni, dobbiamo anche pagare per i danni da essa provocati. Pensiamo, a questo punto che i sindaci dovranno consultare i loro legali per appurare se non sia il caso di iniziare una azione giudiziaria nei confronti degli inquinatori in difesa della salute e della tasca dei cittadini

APPROVATA LA MOZIONE CiLLSA-MAGNABOSCO IN CONSIGLIO COMUNALE
Giovedì sera, 19 marzo 2015, alle 23.30 il Consiglio comunale di Arzignano ha approvato all'unanimità una mozione presentata dal consigliere Piero Magnabosco che recepiva la nostra richiesta consegnata al sindaco il 10 Marzo scorso .
I quattro punti della richiesta, approvati dal Consiglio, sono:
a) il Comune di Arzignano pubblichi in chiaro nel proprio sito gli aggiornamenti relativi ai controlli dell'acqua potabile dei due pozzi di prelevamento dell'acquedotto comunale, includendo i dati relativi agli inquinanti contenenti perfluorati alchilici.
b) vengano pubblicati anche i rilevamenti di PFAS nelle falde acquifere effettuati dall'ARPAV, al fine di individuare pozzi inquinati in zona.
c) vengano censiti i pozzi del comune di Arzignano e vengano presi eventuali provvedimenti in caso di livelli anomali di inquinanti.
d) i dati relativi all'acquedotto e alle falde siano pubblicati nel display comunale sotto i portici, con gli aggiornamenti relativi ai periodici controlli.
Il sindaco si è impegnato personalmente a che i quattro punti, contenuti nella mozione, diventino operativi al più presto.
Rispondendo all'intervento di Magnabosco che esternava la propria preoccupazione per il fatto che una delle sorgenti cui attinge il nostro acquedotto comunale è quella di Canove, a poche centinaia di metri dalla Miteni (fabbrica responsabile del massiccio inquinamento che investe una popolazione di quasi 350.000 abitanti), Gentilin ha risposto che la maggior parte dell'acqua potabile distribuita nel nostro comune proviene dal pozzo di Grumello (dato da appurare n.d.r.) e quindi per i nostri concittadini non ci sarebbe nulla da temere. Ha aggiunto che Acque del Chiampo , ha fornito i dati del nostro acquedotto, per quanto riguarda i PFAS, comunicando che questi vanno da 20 a 100 nanogrammi /litro, valore molto al di sotto dal tetto fissato dal ministero della Sanità che è di 500 nanogrammi/litro. Resta però il fatto, osserviamo noi, che fino a pochi mesi fa il ministero non aveva fissato nessun limite per i prodotti perfluoroalchilici nell'acqua potabile, che la Germania da anni ha fissato un tetto di 100 Nanogrammi litro (attualmente in fase di revisione verso il basso) e negli USA, dove più grande è stata la strage provocata dalla presenza di perfluorati nell'acqua potabile ( caso Dupont) il limite è di 20 nanogrammi/litro.
Con questo balletto di cifre, vi sentite tranquilli, come vi invita a fare il sindaco, se il vostro bambino beve l'acqua del nostro acquedotto?
Il sindaco ha aggiunto che i pozzi del nostro comune sono immuni da inquinamento. Però resta il fatto che a Montecchio Maggiore e a Montorso, a pochi metri dal confine del nostro comune, sono state rilevate percentuali altissime di perfluorati nell'acqua della falda.
Siamo contrari ad ogni forma di allarmismo, ci limitiamo a dare informazioni precise e verificabili. Tuttavia, non
possiamo nemmeno accettare versioni edulcorate di una situazione, francamente preoccupante, che ha bisogno invece di trasparenza e attenzione. Per questo l'approvazione della nostra richiesta da parte del Consiglio comunale di Arzignano ha una grande valenza eco sanitaria perché consente ai cittadini di effettuare personalmente un controllo sulla qualità dell'acqua che beviamo.
Infine, il sindaco Gentilin ha dichiarato che, a fronte delle esorbitanti spese cui si è dovuta sobbarcare Acque del Chiampo, ha chiesto per quattro volte alla Miteni una compartecipazione alle spese senza ottenere nessuna risposta (questo per sottolineare l'educazione, se non altro, di una ditta che ha massacrato il territorio con i suoi scarichi) . Aggiunge Gentilin che per quest'anno è stato possibile fronteggiare la spesa, grazie a un "tesoretto" che l'azienda aveva accumulato, ma l'anno prossimo i costi del disinquinamento ricadranno su tutti i cittadini e arriveranno in bolletta.
Così noi cittadini , dopo essere stati inquinati dalla Miteni, dobbiamo anche pagare per i danni da essa provocati. Pensiamo, a questo punto che i sindaci dovranno consultare i loro legali per appurare se non sia il caso di iniziare una azione giudiziaria nei confronti degli inquinatori in difesa della salute e della tasca dei cittadini

domenica 8 febbraio 2015

Cillsa : Feste e veleni

Grazie all'associazione Cillsa Arzignano che fa parte anche del nostro coordinamento Acqua Libera dai Pfas e ha firmato il nostro esposto per questo articolo nel loro blog che riguarda le rassicurazioni pericolose che i sindaci stanno dando ai loro cittadini sull'acqua inquinata da sostanze perfluoloalchiliche

lunedì 15 dicembre 2014

FESTE E VELENI

                C'è una grave leggerezza da parte di tutti i sindaci della zona relativa al pesantissimo inquinamento da perfluorati alchilici, provocato da una fabbrica  di Trissino, che investe circa 150 chilometri quadrati di territorio, spingendosi a Sud oltre Sarego e Lonigo.
            La preoccupazione maggiore degli amministratori e degli organi di stampa è, come al solito, quella di silenziare l'allarme, mandare un messaggio rassicurante alle popolazioni e sperare che l'oblio risolva il problema nelle coscienze dei cittadini e non turbi il consenso degli elettori.
            Non sappiamo quante persone si sono ammalate di cancro in questi anni a causa delle abbondantissime dosi di perfluorati alchilici che, uscendo dalla fabbrica, inquinavano , giorno dopo giorno e anno dopo anno, le falde dell'acqua potabile, i pozzi per l'irrigazione degli ortaggi e per l'abbeveraggio degli animali. Probabilmente non lo sapremo mai ma ciò non toglie che migliaia di persone piangono i loro morti ammalatisi di cancro per cause "sconosciute".
           
             Analisi effettuate su campioni d’acqua prelevati da pozzi privati nei comuni di Lonigo e Sarego nei mesi di settembre e ottobre 2014, presentano valori di concentrazioni di composti Pfas molto superiori ai limiti massimi di performance posti dall’Istituto Superiore di Sanità. In particolare il campione prelevato da un pozzo di Sarego e controllato dal laboratorio analisi di Acque Veronesi s.c.a.r.l. presenta picchi di circa 20 volte superiori a tale limite. abbondantemente al di sopra dei livelli raccomandati.

             L'Istituto Superiore  di Sanità è una istituzione che non parla a vanvera, come certi personaggi locali.
             L'atteggiamento "rassicurante" dei sindaci, di tutti i colori politici, della zona non è solo un atto osceno di quotidiana barbarie rispetto allo scempio ambientale sempre più aggressivo che investe il nostro territorio ma è un atto immorale contro il quale le coscienze dei cittadini "addormentati" e "addomesticati" si dovrebbero rivoltare.
            In questi tempi tristi  giochi, simpatici e innocenti come quelli che le amministrazioni  apparecchiano per divertire i cittadini, ci sollevano per un attimo dal clima cupo che ci sovrasta tuttavia il coinvolgimento entusiastico di intere comunità serve a volte a distogliere l'attenzione dei cittadini dai reali problemi, dalla malattia e dalla morte create dall'uomo e non dal destino, di cui noi tutti siamo in varia misura responsabili.
            Combattere il dolore prima che sia troppo tardi è dovere nostro ma in primo luogo di chi ci amministra, avendo ottenuto col voto la fiducia dei cittadini .
            Certamente chi rammenta questi doveri e queste pene, anche se lo fa con le migliori intenzioni e per creare un'opinione pubblica più consapevole, svolge un ruolo di rompiscatole e cattura con molta più difficoltà l'attenzione della gente.

 Sentire parlare di inquinamento e di cancro è indubbiamente fastidioso …. fino a quando la malattia e la morte non vengono a bussare alla nostra porta.

Giovanni Fazio