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giovedì 10 marzo 2016

Bollino di qualità per i depuratori di Arzignano, Montecchio Maggiore e Lonigo

Mondardo di Arica premia con il bollino di qualità Alberto Serafin di Acque del Chiampo per la depurazione dell'acqua !

Dal consorzio Arica, Bollino di Qualità per i depuratori di Montecchio Maggiore e di Lonigo,…
vicenzareport.it|Di Vicenzareport 
aggiungiamo anche articolo del GdV sul bollino di qualità ai depuratori di Montecchio Maggiore e Lonigo e allora tutta la colpa di quello che esce a Cologna è di Trissino e Montebello?

sabato 11 aprile 2015

i soldi del gassificatore destinati al Tubone.Articolo completo del Giornale di Vicenza

Ieri all'incontro molto importante avvenuto ad Arzignano con il sottosegretario Degani si è deciso di spostare i soldi che erano destinati al gassificatore dei fanghi al prolungamento del tubone ARICA.Cioè non risolvono il problema a monte ma lo scARICAno a valle e con anche cromo e pfas andrà in un luogo dove non disturberà il paesaggio perchè un tubo sotto terra non si vede e l'acqua verrà miscelata con altra pulita.Soluzione nefasta secondo il mio parere personale. Altra cosa importante che ha detto Gentilin ieri sui pfas è che si darà da fare per fare una legge specie di legge come quella dell'Ilva di Taranto.

I soldi del gassificatore destinati al “tubone”

I soldi del gassificatore destinati al “tubone”

Comuni e imprenditori vogliono dirottare i cinque milioni di euro dell'impianto al prolungamento del collettore fognario dei reflui

Dirottare i fondi stanziati per il gassificatore sul progetto del prolungamento del collettore fognario, il cosidetto “tubone” Arica che convoglia i reflui di cinque impianti di depurazione (Trissino, Montecchio, Arzignano, Montebello e Lonigo) nel Fratta-Gorzone. È stata questa la richiesta avanzata dalla sezione concia di Confindustria e da Acque del Chiampo, al sottosegretario all'ambiente Barbara Degani ieri in visita ad Arzignano.
Dopo aver visto da vicino le attività di depurazione delle acque, il sottosegretario, accompagnato dal consigliere regionale Costantino Toniolo, ha incontrato nella sede di Acque del Chiampo gli industriali del settore, le categorie economiche, i sindaci e le istituzioni del territorio. La discussione si è subito focalizzata sull'accordo di programma firmato tra ministero dell'Ambiente, Regione, enti locali e industriali. «L'accordo integrativo prevedeva la realizzazione di un impianto pilota per la gassificazione - ha spiegato l'amministratore unico di Acque del Chiampo, Alberto Serafin -.Il sottosegretario Degani con Serafin e Toniolo.  FOTOSERVIZIO A. TROGU

martedì 9 dicembre 2014

Depuratori, un italiano su tre senza sistema fognario: rischiamo multa da un miliardo

Depuratori, un italiano su tre senza sistema fognario: rischiamo multa da un miliardo

Di Redazione IBTimes Italia | 13.08.2014 09:52 CEST
Il rapporto della "Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e lo sviluppo delle infrastrutture idriche", consegnato alla Camera dei Deputati, fotografa una situazione imbarazzante: solo il 64% degli italiani utilizza il sistema fognario, mentre oltre uno su tre scarica direttamente nei mari o nei fiumi. In Europa siamo quart'ultimi, davati solo a Estonia, Portogallo e Slovenia. In Germania la percentuale è del 100%, in Gran Bretagna del 98%, in Spagna dell'86%, in Francia dell'84%. Lo riporta il Corriere della Sera.
In Italia negli ultimi anni sono stati stanziati, ma non spesi, 2,27 milardi di euro per la "messa in sicurezza idrogeologica e alla depurazione delle acque". Il paradosso è che l'attuale situazione potrebbe costarci una maximulta da parte dell'Unione Europea, pari a un miliardo. 
La situazione è particolarmente grave nel Sud Italia, dove circa il 50% scarica senza filtri. Ma, come evidenzia il quotidiano di via Solferino, "la regione più esposta alla stangata europea per l'assenza di depurazioni è il Friuli Venezia Giulia. Dove la multa in arrivo da Bruxelles il 1° gennaio 2016, secondo le previsioni calcolate dalla Struttura di missione dovrebbe essere di 66 milioni di euro pari a 53,6 euro pro capite".
La mancata depurazione delle acque e delle bonifiche delle discariche è collegata al rischio idrogeologico e alla "quasi scomparsa delle manutenzioni, abuso del suolo e fiumi incanalati in piste da bob o intubati sotto le città pronti ad esplodere al primo nubifragio come il Seveso". Il tutto condidato da un "generale fatalismo e la scarsa percezione della dimensione dei rischi e di conoscenza dei fenomeni".
"Non è più accettabile vedere l'Italia che crolla, frana e si allaga così facilmente e non poter far nulla o poco perché pur in presenza di risorse bisogna aspettare firme, timbri e pareri per tempi indefiniti. E assistere a Conferenze di servizi dove i poteri di veto di ogni partecipante sono simili a quelli del Consiglio di Sicurezza Onu, facendo passare 3-6 anni dalla progettazione all'inizio di lavori anche banali" è l'accusa contenuta nel rapporto consegnato a Montecitorio. "La Delibera Cipe 60/2012 impegnava 1,6 miliardi per le Regioni del Sud per un totale di 183 interventi (depuratori, collettori, reti fognarie). Ad oggi nessuna opera è conclusa".
LEGGI ANCHE: Cemento coast to coast, il rapporto sulla trasformazione delle coste italiane

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